Le piramidi di Rock Lake: misteriose strutture sommerse

Accade spesso che scoperte straordinarie, tali da lasciare a bocca aperta studiosi e archeologi, vengano fatte per puro caso. Accade anche, però, che scoperte che potrebbero essere rivoluzionarie vengano poi lasciate lì a languire, senza approfondimenti o, peggio ancora, negandone l’importanza. Questo potrebbe forse essere il caso delle piramidi di Rock Lake. Rock Lake si trova in America, nello stato del Wisconsin. A partire dalla prima metà dell’Ottocento sono tanti coloro che affermano che sul fondo del lago ci sono delle piramidi, forse due, forse anche di più. Cosa c’è di vero? Scopriamolo insieme.

L’origine della leggenda delle piramidi di Rock Lake

Rock Lake, Wisconsin
Immagine di Rock Lake, in Wisconsin, presa da Google Earth

Tutto ha origine da alcune narrazioni popolari degli indigeni del posto. Rock Lake si trova nella contea di Jefferson, non distante dalla città di Madison, nello stato del Wisconsin. Qui vive ancora una tribù di indigeni Winnebago, detti anche Ho-Chunk. Sono i Winnebago che parlavano fin dal 1830 di un “villaggio fatto di tepee di roccia” sommerso in fondo al lago. I teepee (italianizzato spesso in tipì) sono le tipiche tende indiane fatte a cono, che terminano a punta. Diciamo che questa forma è anche assimilabile a quella di una piramide.

Secondo le leggende dei Winnebago, un tempo i loro antenati avevano costruito quelle tende di pietra per chiedere agli dei di terminare una terribile siccità. Gli dei avevano risposto inondando la vallata, e le piramidi di Rock Lake erano finite in fondo al lago, dove ancora si trovano. Questo non è che un racconto: ma poi ebbero inizio gli avvistamenti. Molti cacciatori di anatre che sia avventuravano sulle acque del lago iniziarono a dire di vedere qualcosa, delle forme definite, sotto il movimento delle onde. Difficile dire cosa fosse, visto che il lago è ricco di alghe e che le sue acque sono spesso torbide.

Nel 1936 il primo a sorvolare lo specchio d’acqua di Rock Lake fu il dottor Morgan Fayette. Questi, che di mestiere faceva il dentista ma aveva anche fatto l’aviatore, sorvolò Rock Lake con un biplano. Al suo ritorno, disse di aver visto con chiarezza due forme rettangolari all’incirca al centro del lago. Volava a circa 150 metri di altitudine, e la cabina di pilotaggio era aperta. Il dottor Fayette tornò sul posto con una videocamera per dare delle prove, ma al suo ritorno la luce era cambiata, e non riuscì a ritracciare il punto esatto.

Altri avvistamenti delle piramidi di Rock Lake

max Nohl
Fonte: www.ocean4future.org

Nel 1937 Max Nohl, che è stato uno dei primi sub della storia, decise di immergersi nelle acque di Rock Lake per verificare di persona se le storie dei Winnebago avessero un fondo di verità. Una volta riemerso, disse di aver visto una struttura a forma di cono rovesciato. Secondo lui, poteva avere un’altezza di circa 9 metri. Le piramidi di Rock Lake cominciavano ad assumere sempre meno i contorni di una favola e sempre più quelli di una realtà concreta.

Da quel momento vennero organizzate molte altre spedizioni esplorative, sia sott’acqua che nel cielo. Nel 1940 il pilota Armand Vandre e il suo co-pilota Elmer Wollin riportarono altre notizie elettrizzanti. Abbassandosi con il loro velivolo all’estremità sud di Rock Lake, dissero di aver visto chiaramente una struttura piramidale ad appena 6 metri sotto la superficie. Dissero anche di aver visto due forme circolari verso la sommità della struttura.

Altre immersioni e soprattutto scandagli con il sonar che si sono susseguiti fino ai primi anni del 2000 hanno descritto una situazione ancora più stupefacente. Sembra che le piramidi di Rock Lake siano numerose, almeno 10. La più famosa è stata chiamata Piramide Limnatis ed è tronca. Ha la base larga poco meno di 20 metri, lunga 30 metri, e alta poco più di 5 metri. La sua struttura è composta da massi scuri, per lo più di forma tonda, che però diventano quadrati verso la sommità.

Le piramidi di Rock Lake e quelle di Aztalan

ricostruzione grafica della piramide di Rock Lake
disegno della piramide di Rock Lake, fonte: YouTube

A pochi chilometri da Rock Lake, sempre nello stato del Wisconsin, si trova l’Aztalan State Park. Questo sito archeologico si compone per la maggior parte dei cosiddetti “mounds“, alti tumuli a forma di piramide tronca che assomigliano molto alla piramide Limnatis. Così ci sono commentatori, come Lloyd Hornbostel, un geologo, che hanno pensato di intravedere un legame tra le strutture di Aztalan e le piramidi di Rock Lake, sommerse dalle acque.

La cosa più curiosa che riguarda la civiltà che costruì Aztalan, che è caratterizzata anche dalla presenza di imponenti mura, è che essa svanì in modo repentino intorno al XIV secolo. Gli abitanti di Aztalan diedero fuoco alla città e si dispersero, per sopravvivere solo nei ricordi dei racconti dei Winnebago. Possibile che fossero stati loro a costruire anche quelle piramidi che poi, per qualche motivo, erano finite sotto il livello delle acque? Molti credono di sì, e che tutta la storia abbia anche a che fare con Atlantide.

Lo scrittore Frank Joseph ha dedicato alcuni dei suoi libri ad indagare il legame che potrebbe esistere tra le civiltà vissute nel Nord America e i profughi del continente di Atlantide. Forse le piramidi sommerse di Rock Lake sono antichissime e possono essere state costruite quando ancora il continente esisteva, e potrebbero far parte del complesso reticolo mondiale di piramidi che vengono attraversate dalle ley lines. Oppure…

Sono solo sassi

foto aerea della piramide di Rock Lake
Foto da cui si può intravedere la piramide sul fondo del lago, fonte: YouTube

Se tutto quello che hai letto finora corrisponde a verità, ti starai chiedendo come mai non siano state organizzate altre spedizioni sul fondo del lago per sapere qualcosa di più su queste misteriose piramidi. La risposta è che, come spesso accade, la comunità scientifica rifiuta di credere che quelle strutture siano state costruite dall’uomo. Secondo l’archeologo Bob Birmingham, in una dichiarazione rilasciata nel 2015 al Wisconsin State Journal, tutte le teorie sulle piramidi di Rock Lake sono solo sciocchezze. Quelle strutture non sono altro che ammassi di pietre lasciati dai ghiacciai.

Secondo i più scettici, tutta la storia è stata strumentalizzata per portare un po’ di turismo a Lake Mills, la cittadina che sorge sulla rive di Rock Lake, e dove sono parecchi i luoghi che nel loro nome ricorrono al termine “piramidi”. In effetti, prove secondo cui quelle strutture sommerse (che esistono, come provato dai sonar) non siano formazioni naturali ma siano piuttosto costruzioni umane, non se ne sono trovate.

Ma molti non demordono. La Rock Lake Research Society è nata proprio per trovare delle evidenze nelle storie dei Winnebago, per dimostrare ovvero che le piramidi di Rock Lake sono effettivamente piramidi costruite dall’uomo tanto, tanto tempo fa. La scrittrice Mary Sutherland ne è già più che convinta, ed ha condotto personalmente molte indagini su Rock Lake.

Il fascino delle piramidi sommerse

foto che mostrano strutture sul fondo del Rock Lake
immagini scattate sotto il lago, fonte: YouTube

Le piramidi di Rock Lake non sono le uniche piramidi sommerse che sono state avvistate qua e là per il globo: basti citarne una per tutte, quella di Yonaguni, o le strutture di Bimini Island. Ogni volta il dilemma resta lo stesso: si tratterà davvero di strutture costruite dall’uomo, o piuttosto sono solo conformazioni rocciose del tutto naturali dalle forme curiose? Verificare non è impossibile, ma nemmeno facile, per un motivo assai semplice. Servirebbero copiosi finanziamenti, che nessuno sembra interessato a dare. Pare che i soldi servano sempre ad altro, e che la ricerca delle origini dell’Uomo, in fondo, interessi a pochi.

Forse è perché viviamo in un mondo materialista in cui si pensa solo all’oggi, non più al passato e assai poco persino al futuro. Ma i Winnebago, che hanno la memoria lunga, ricordano quegli antenati che sapevano costruire “teepee di roccia”. E laggiù in fondo al Rock Lake, forse si serba il ricordo di altre storie, che molti non sono ancora pronti ad ascoltare.

Fonti:

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