I Menehune delle Hawaii, il vero “piccolo popolo”

C’era una volta un popolo di giganti, e c’era una volta un popolo di nani. Quante mitologie di tutto il mondo narrano di persone altissime, e di altre piccolissime? Naturalmente, per gli uomini moderni questi non sono che racconti, favole e vaneggiamenti di popoli primordiali che usavano la fantasia più di quanto non usassero la ragione. Eppure, ci sono tante testimonianze sparse per il mondo, non solo racconti ma anche reperti archeologici, che potrebbero far supporre che vi sia un fondo di verità. Alle Hawaii, ad esempio, pare sia esistito un popolo di gente piccolissima, chiamati i “Menehune”.

Abili costruttori dotati di poteri “magici”

Menehune Hawaii
Fonte: www.mauiwowifranchise.com

I Menehune fanno parte del folklore delle isole Hawaii e ancora oggi i bambini si divertono moltissimo a sentire le storie che parlano di loro. Questa gente abitava le isole prima che arrivassero i polinesiani, e la loro caratteristica più evidente era la statura estremamente bassa. In media, non misuravano più di 60 centimetri, e si dice che qualcuno non superasse i 15 centimetri. I Menehune erano abili costruttori e amavano molto navigare. Si nutrivano di banane e pesce, infatti eccellevano anche nell’arte della pesca. Di solito si muovevano di notte: soprattutto, erigevano i loro edifici solo alla luce della luna.

Se non erano in grado di terminare una costruzione nell’arco di una sola notte, essi abbandonavano l’impresa. Altre arti in cui erano abili erano il tiro con l’arco, il canto e il ballo. Discreti e silenziosi, avevano plasmato le isole in base alle loro abilità. Tutte favole, naturalmente, in quanto in ogni libro di storia leggerai che le Hawaii erano disabitate prima che vi giungessero i polinesiani. In realtà, è più difficile credere a questa versione dei fatti che all’esistenza dei Menehune. Perché sulle isole ci sono tante costruzioni, abilmente realizzate, che risalgono ad un tempo di gran lunga antecedente all’arrivo dei polinesiani.

Le incredibili opere dei Menehune

Alekoko FishPond
Fonte: www.parrishkauai.com

Secondo gli studiosi, le isole Hawaii vennero abitate per la prima volta intorno al 300 dopo Cristo da colonizzatori che provenivano dalle isole Marchesi. Sappiamo però che questi colonizzatori trovarono svariati edifici preesistenti, che esistono ancora oggi e che hanno resistito alla prova del tempo in modo egregio. Impossibile datarli, ma è difficile non pensare che non siano stati eretti dai Menehune. Una delle più notevoli di queste costruzioni si trova sull’isola di Kauai ed è lo stagno Alekoko, detto anche “Menehune Fishpond”.

Questo stagno è una meraviglia dell’ingegneria antica: tra di esso e il fiume si erge un muro fatto di rocce laviche che è lungo 274 metri ed alto un metro e mezzo. Questo muro è una diga che serviva ad isolare i pesci al fine di allevarli. Le pietre provengono da una cava distante 40 chilometri dal luogo in cui si trova lo stagno. Per molti la sua esistenza è inspiegabile, tanto che l’Alekoko Fishpond è stato incluso nel National Register of Historic Places nel 1973. Per le leggende locali, furono i Menehune a costruirlo, passandosi le pietre di mano in mano, in una sola notte.

Un’altra notevole costruzione si trova anch’essa sull’isola di Kauai ed è il Fosso di Kikiaola, anche detto Menehune Ditch (ditch in inglese vuol dire fossato). Si tratta di un fossato lungo 60 metri, costituito da 120 blocchi di basalto perfettamente allineati, che servivano a convogliare l’acqua fino allo stagno per l’allevamento dei pesci. Nel complesso, cioè, stiamo parlando di opere di ingegneria idraulica che potevano essere frutto solo di conoscenze molto avanzate.

Chi erano davvero i Menehune?

heiau isola Necker
Fonte: www.megalithic.co.uk

Infine, sull’isola di Necker si trovano ben 52 siti archeologici che ospitano 33 heiau. Gli heiau erano altari cerimoniali in basalto orientati in base alle costellazioni, formati da piattaforme e pietre erette. Il più grande era formato da 18 pietre erette, di cui oggi ne restano undici, e misura 18 metri per 8. Secondo la gente del posto, sull’isola di Necker i Menehune si rifugiarono quando arrivarono gli invasori polinesiani, e lì si stabilirono fino al tramonto della loro civiltà, o finché non vennero cacciati anche da quel luogo. Secondo qualcuno non se ne sono mai andati, ma restano inosservati e si nascondono dagli altri, vivendo nel folto della foresta senza farsi vedere.

Per la storia ufficiale però, come abbiamo detto, i Menehune non sono mai esistiti. L’unica, timida apertura a favore della loro esistenza è una spiegazione sociale, più che antropologica. Secondo alcuni storici delle Hawaii, come Katharine Luomala e Aletha Kaohi, Menehune era il termine che i tahitiani usavano per indicare gente di basso rango, e non quindi di bassa statura. I tahitiani occuparono le Hawaii intorno al 1100, e trovarono i discendenti dei primi occupanti polinesiani. Li chiamarono Menehune, che in sostanza li etichettava come schiavi, gente molto in basso nella scala sociale. In un censimento del 1820 svolto a Kauai, 65 persone furono censite come autoproclamantesi “Menehune”.

I Menehune, i “veri” nani

Menehune Ditch
Fonte: www.hawaii-guide.com

La spiegazione del termine Menehune come indicativo di uno status sociale infimo non può soddisfare fino in fondo. Resta infatti ancora una domanda senza risposta. Chi ha eretto quelle costruzioni tanto raffinate, che comunque erano già lì ben prima che vi giungessero i polinesiani? Va detto che sulle isole Hawaii non è stato trovato alcun resto di persone molto piccole. Va anche detto però che nel 2003 il ritrovamento di uno scheletro di donna, vecchio di 190.000 anni, e alto meno di un metro, sull’isola di Flores, ha fatto vacillare molte certezze.

Ma, anche non volendo ammettere che i Menehune erano nani, non si può negare che una civiltà tecnologicamente avanzata sia vissuta in quelle isole sperdute in mezzo al Pacifico tanti e tanti anni fa. La pietra è l’unica testimonianza che non può essere negata, né contraffatta. Chi è vento dopo i Menehune, e ha cercato di riparare ciò che loro avevano fatto, non fu in grado di farlo con la stessa bravura e precisione. Come se il mondo, anziché andare avanti, fosse tornato indietro.

Secondo alcuni, sulla scia delle teorie proposte dal colonnello James Churchward, nel Pacifico un tempo è esistito un grande continente di cui le isole sparse, tra le quali le Hawaii, non sono che i frammenti sopravvissuti ad un’immane catastrofe. Quel continente di chiamava Mu e, se ci vogliamo credere, forse i Menehune erano i discendenti degli antichi abitanti di Mu, o forse quelle costruzioni erano state erette proprio dagli abitanti di Mu. Chissà: l’unica cosa certa è che sulle Hawaii ci sono costruzioni che nessuno sa dire da chi siano state erette. Nessuno, tranne le vecchie storie tramandate oralmente attraverso i secoli, quelle storie che ricordano spesso tante cose che noi invece abbiamo dimenticato.

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