Gli scheletri dei giganti: quei ritrovamenti smentiti o finiti nel nulla

Uno dei maggiori divertimenti dei cosiddetti “debunkers”, vale a dire coloro che smantellano le notizie fasulle, consiste nel dichiarare dei fake le notizie riguardanti il ritrovamento di scheletri di giganti. Sentirete sempre parlare di “bufale”, ma c’è una cosa da osservare. Queste notizie, in passato, sono state molto numerose. Inoltre, non comparivano su giornaletti scandalistici specializzati in notizie sensazionalistiche, ma su quotidiani quotati e serissimi. Di questi ritrovamenti, in nessun caso, sappiamo che fine abbiano fatto i resti. Proviamo a ricordarne qualcuno dei più clamorosi.

I giganti dell’Iowa

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Fonte: greaterancestors.com

Cominciamo il nostro viaggio nello stato dell’Iowa, nel lontano 1897. Un articolo del “The Nebraska Advertiser” del 19 Novembre 1897 riporta le parole di John Wesley Powell all’epoca direttore dello Smithsonian Institution’s Division of Eastern Mounds. Nell’articolo si parla del ritrovamento dello scheletro di un gigante alto oltre due metri nei tumuli dell’Iowa. Questa creatura aveva ancora addosso una collana fatta di denti di orso, e degli ornamenti in bronzo che dovevano decorare le sue vesti. Ahinoi, di questo gigante non resta nulla in quanto le sue ossa si polverizzarono al contatto con l’aria.

Nello stesso articolo si parla di un altro eccezionale ritrovamento. In questo caso, in un altro tumulo, furono scoperti ben 11 scheletri che sedevano in cerchio, dando le spalle alle pareti del tumulo. Al centro vi era un’enorme conchiglia che doveva essere stata usata per bere, e in nicchie nelle pareti vi erano dei contenitori con della polvere color rame. Probabilmente si trattava di carne umana ridotta in cenere, come era usanza comune tra certe tribù di nativi americani.

L’autore del testo si interroga sulla provenienza dei cosiddetti “mound builders”, gli antenati delle tribù attuali che popolarono le Americhe ben prima dell’arrivo dell’uomo bianco. Sottolinea l’analogia con l’Egitto: in Egitto si costruivano piramidi, in America costruirono i loro tumuli ricchi di tesori. Ipotizza che siano discendenza di una delle tribù di Israele, quelle che nacquero a seguito della diaspora umana causata dal Diluvio Universale.

Il gigante di San Diego

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Fonte: Pinterest

Nel 1895 in California, a San Diego, venne trovata la mummia di una creatura alta quasi tre metri (2,70 metri). Questa mummia venne venduta allo Smithsonian Institution per una cifra notevole per l’epoca, ben 500 dollari. Fu messa in mostra e dichiarata essere un esemplare di “gigantismo”. Attorno alla testa della mummia c’erano ancora i resti di un cappuccio, i denti davanti erano esposti, e anche la cassa toracica era bene in vista.

Tra l’acquisizione della mummia da parte dello Smithsonian e il momento in cui venne esaminata e poi messa in mostra (possediamo infatti parecchie foto) passarono alcuni anni. Fu solo a questo punto che si dichiarò che quel gigante non era altro che un falso ben confezionato con la “gelatina”. Gelatina? Da quel momento il gigante di San Diego fu archiviato come non autentico, ma ci sono parecchi punti oscuri in questa storia.

Intanto, non si spiega il tempo che intercorse tra il ritrovamento della mummia e gli studi condotti su di essa. C’è inoltre da sottolineare che in quegli anni entrarono a far parte dell’istituzione, e del team di esperti che dovevano esaminare il corpo, alcuni personaggi dichiaratamente contrari a dichiarare che i giganti fossero mai esistiti. Inoltre, perché spendere tanto danaro prima di verificare l’autenticità del reperto? I troppi dubbi ci impediscono di accantonare l’idea che forse quel corpo non era affatto un falso, per quanto oggi non si sappia che fine abbia fatto.

Il gigante dell’Ohio

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Fonte: Pinterest

Nel 1899 il giornale “The Middletown Signal” riportò il ritrovamento di un altro scheletro gigante di cui oggi si è persa traccia. Il luogo del ritrovamento era Miamisburg, in Ohio, località in cui vi erano molti altri resti dei cosiddetti “mound builders”. Edward Gebhart e Edward Kauffman stavano scavando delle sepolture quando si imbatterono in un teschio. Ben presto scoprirono che il teschio era collegato ad uno scheletro completo di proporzioni gigantesche, alto 2 metri e mezzo.

La cosa più stupefacente di quei resti è che erano evidentemente fossilizzati, il che stava ad indicare la loro enorme vetustà. Questo però non collimava con la narrazione antropologica ufficiale, secondo la quale nella Preistoria l’uomo era piccolo, scuro, più simile alla scimmia che all’uomo che sarebbe diventato. Quel gigante, con i denti perfettamente conservati e le inquietanti orbite vuote, smentiva tutto questo.

Il suo corpo era deposto rannicchiato, con le ginocchia raccolte e la testa tra di esse. La mandibola era intatta. Nessuno sa dove sia oggi quell’incredibile reperto, scomparso nel nulla come tutti gli altri. In questo caso non si può parlare di bufala, perché fu il professor Thomas Wilson, curatore di antropologia preistorica presso lo Smithsonian Institution, a dichiarare l’autenticità del cranio.

Scomparsi

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Fonte: Ancient Origins

L’elenco potrebbe proseguire ancora a lungo attraverso i primi decenni del Novecento. Tra il 1919 e il 1930 vennero condotti i lavori per realizzare in California il canale di Catalina Island. Durante gli scavi vennero scoperti numerosi scheletri, tutti alti tra i due e i tre metri, tra i quali quello di una ragazza. I resti furono fotografati, e confermavano delle leggende diffuse in Messico, che dicevano che sull’isola di Catalina un tempo aveva vissuto una nobile razza di giganti.

Nel 1933 ci fu un altro ritrovamento in Missouri, anch’esso del tutto fortuito, realizzato da un ragazzo che era in cerca di punte di freccia. Lo scheletro misurava due metri e mezzo di altezza e fu fotografato con un uomo di media altezza vicino per dimostrarne le dimensioni. Nel 1959 in West Virginia, a Cresal Mound, durante degli scavi, il dottor Donald Dragoo, curatore della sezione antropologica al Carnegie Museum rinvenne uno scheletro di oltre due metri.

Ne pubblicò una foto in un suo libro, e non vi sono dubbi che fosse autentico. Anche presso il Serpent Mound furono trovati scheletri giganti, così come in molti altri posti. Tutte notizie verificabili tramite le testate giornalistiche dell’epoca. Un po’ troppe, per essere frutto di coincidenze o per essere state create ad arte al fine di avere visibilità.

Appare invece chiaro che anticamente, in America del Nord, viveva una popolazione di persone giganti che sono rimaste nei racconti e nelle leggende come ricordo, ma di cui oggi non vogliamo ammettere l’esistenza. Le bufale, che ci sono state, sono state scoperte (come nel caso del gigante di Cardiff). Sta di fatto che molti altri ritrovamenti sono del tutto autentici, ma c’è chi non vuole crederci. In fondo, è più facile credere ad una bufala, che rimettere in discussione le proprie origini.

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