L’isola di Gotland: rose e labirinti

Una delle più curiose collocazioni della leggendaria Atlantide coincide con un’isola che si trova nel Mar Baltico e che di chiama Gotland. Gotland si trova davanti alla Svezia, nel Nord Europa, ma per via della sua collocazione ha una peculiarità che la fa definire “isola delle rose”. Ma questa non è la sua unica particolarità: scopriamo tutti i segreti dell’isola di Gotland.

I Goti e le rose

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Fonte: www.sydsvenskan.se

Tutto il Nord Europa ha una storia molto antica e interessante da raccontare, poiché è da qui che partirono le cosiddette “invasioni barbariche” che posero fine all’Impero Romano che aveva proliferato nel bacino del Mediterraneo. Ma quelle popolazioni, che la storiografia romana descriveva come incolte e incivili, avevano invece credenze e tradizioni estremamente affascinanti, come testimonia l’isola di Gotland.

Il suo nome sta proprio per “terra dei Goti”, e si tratta di un territorio molto piccolo che si stende davanti alla Svezia, nel Mar Baltico. L’isola misura circa 130 km di lunghezza ed appena 70 di larghezza, ma in un’estensione così ridotta è ricchissima di siti interessanti, che risalgono fino all’Età del Bronzo. Senza contare che è benedetta da un clima particolarmente mite.

Infatti Gotland è detta anche “isola delle rose” per via del fatto che questi splendidi fiori possono fiorire anche in pieno inverno. Scopriremo come questa non sia l’unica caratteristica che in passato ha fatto credere che Gotland potesse essere stata l’ispirazione seguita da Platone per “inventare” la sua Atlantide. Anche se è molto improbabile che questa piccola isola fosse Atlantide, pure alcuni elementi in comune con il continente perduto sussistono.

Tra i molti siti di interesse storico e archeologico che costellano l’isola, ci sono ben 400 cairn, ovvero tumuli, e oltre 350 tombe dette “a nave”. Altra cosa curiosa di Gotland è che un po’ ovunque si possono trovare dei labirinti, costruiti con le pietre oppure dipinti sulle pareti delle Chiese, negli angoli più impensabili. Il più famoso di tali labirinti è il Trojaborg che si trova alle porte dell’unica città presente sull’isola, Visby.

Il Trojaborg

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Fonte: www.lindebilder.se

Sappiamo che il labirinto è uno dei simboli più ricorrenti in ogni angolo del globo, tanto da apparire come una memoria ancestrale condivisa da tutte le popolazioni del mondo. Il Nord Europa è particolarmente ricco di questa simbologia, e anche la piccola Gotland non fa eccezione. Anzi, sembra che sull’isola ci sia una concentrazione tale di labirinti da non avere uguali al mondo.

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Questi labirinti, che in gergo locale sono chiamati Trojaborgs, hanno un’altra particolarità, ed è che attraversano il tempo. Ce ne sono di antichissimi e altri di recentissimi: in qualche modo la popolazione locale resta legata ad un’immagine che sembra avere scopi apotropaici e di buon augurio. Il nome “Trojaborg” sembra alludere alla città di Troia, o comunque, in generale, a città molto antiche e ben fortificate.

Il Trojaborg più famoso, come detto, si trova nei pressi della città di Visby e la legenda racconta che venne costruito da una fanciulla che era tenuta prigioniera, e che scandiva il tempo della sua liberazione mettendo le pietre in circolo. Si pensa che il monumento sia antico di circa 2000 anni, ed ha la classica forma dove il labirinto è costituito da un unico corridoio con pianta centrale a croce.

Pare che i marinai percorressero il labirinto prima di salpare perché così si sarebbero garantiti venti favorevoli, in quanto quelli contrari sarebbero rimasti intrappolati nel contorto disegno. Ma c’erano anche coloro i quali lo percorrevano affinché i folletti cattivi si perdessero al suo interno, allontanando in tal modo la cattiva sorte che queste creature avrebbero potuto portare.

Gotland, i cairn e le tombe-nave

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Fonte: www.ancient-origins.net

La cosa più notevole che si deve sapere su Gotland è che da sempre la sua economia si è retta sul commercio. Essendo un’isola, non deve stupire sapere che la sua popolazione è sempre stata costituita sempre da validi navigatori che già durante l’Età della Pietra proliferavano scambiando merci con la Svezia e con la Danimarca. Quindi le navi erano un altro elemento, insieme ai labirinti, di grande importanza e quindi molto ricorrente.

Non parliamo solo delle navi che venivano usate per solcare i mari, ma anche di quelle che venivano disegnate con le pietre per delimitare le sepolture. Si riproduce la forma delle snelle imbarcazioni nordiche, con la prua molto alta e i fianchi inclinati. La barca era quella con cui il sole solcava la notte, mente di giorno saliva in cielo con un carro. La barca conduceva anche i defunti nell’aldilà.

Immagini di imbarcazioni compaiono anche sulle stele commemorative, su incisioni e all’interno dei numerosi edifici medievali di cui Gotland è ricchissima. Per quel che riguarda le tombe nave, alcune sono davvero imponenti e misurano svariati metri di lunghezza. I cairn ricordano i mounds del Nord America, come se un invisibile ma robusto filo rosso attraversasse l’Oceano e i mari unendo civiltà lontane.

Curiosamente, in una conferenza di qualche anno fa Gotland fu assimilata all’Isola di Pasqua. Che c’entra un’isola del Pacifico con un’altra che si trova nelle remote regioni nordiche dell’Europa? L’accostamento fu fatto in virtù del ricchissimo patrimonio esistente in entrambe i siti, che doveva essere preservato dal turismo troppo invasivo e dai cambiamenti climatici. Possiamo dire, però, che forse il legame è anche più profondo di questo.

Gotland e Atlantide

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Fonte: www.trovaguidaturistica.it

Torniamo quindi all’assunto di partenza: se Gotland non era Atlantide, è possibile però che parte del suo ricchissimo patrimonio ci parli anche di quell’antichissimo continente? La risposta è , perché i simboli che abbiamo trovato a Gotland parlano il medesimo linguaggio universale che ha attraversato le civiltà del post-Diluvio, quelle che nacquero dalle rovine di Atlantide. Che, a sua volta, era erede di Mu.

Non ci sono, questo è chiaro, prove concrete per dirlo. Ci sembra però che profonda simbologia della nave ricordi non solo la permanenza su un’isola, ma una memoria ancestrale, quasi viscerale. Il labirinto e la nave sono due simboli archetipici, che raccontano di un luogo perduto ma mai del tutto smarrito dalla memoria. Solo tornando al centro del Trojaborg scopriremo la verità.

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