Una Sibilla del XX secolo, Edgar Cayce

Quando parliamo di profeti pensiamo sempre a vecchi barbogi usciti fuori dalle pagine polverose di un libro antico. Invece persone che possiedono il dono di vedere il futuro nascono in ogni epoca, compresa la nostra. Naturalmente c’è sempre la stessa domanda che resta aperta: parliamo davvero di profeti, o solo di volgari ciarlatani? E come sempre, la risposta non possiamo che darla ognuno secondo la propria sensibilità.

La storia del fotografo Edgar Cayce

Edgar Cayce fotografo

Fonte: www.edgarcayce.org

Se a volte le persone con il dono della preveggenza hanno vissuto esistenze travagliate o avventurose, ci sono anche casi di persone che hanno condotto la loro vita in modo quieto e normale. Normale, eccezion fatta che per i loro “poteri“. Questo possiamo dire di Edgar Cayce, che né nell’aspetto, né nelle sue vicissitudini presenta qualcosa di eroico o eclatante.



Cayce nacque nel 1877 in America, nello stato del Kentuky. La sua famiglia viveva in una contea rurale e fin da bambino lui sembrava diverso dai suoi coetanei. Diceva di avere amici invisibili, di ricevere la visita periodica di suo nonno (che era morto). Una volta riuscì a curarsi da solo dopo essere stato colpito da una palla da baseball.

Da adulto fece il libraio, ma dovette cambiare professione a causa di una forte laringite che gli impediva di parlare. Iniziò così a fare il fotografo. Riuscì però a risolvere il suo problema, non con l’ausilio di un medico ma con l’auto-ipnosi. Cayce cadeva in uno stato di trance nel quale, diceva, poteva vedere tutto. E se scrivo “tutto”, intendo davvero “tutto”.

I poteri della Seconda Visione

Edgar Cayce

Fonte: www.edgarcayce.org

Ciò che Cayce fece su se stesso cominciò a farlo anche con gli altri. So cosa pensi, che fosse uno di quei guaritori che in cambio di una lauta parcella promette di far guarire la gente con rimedi astrusi e inefficaci. Niente di tutto ciò: Cayce non voleva soldi, accettava solo donazioni perché il suo sogno era di aprire un ospedale.

Inoltre, lui non era solo in grado di guarire le persone, i suoi poteri andavano ben oltre. Cayce entrava in trance e in quella condizione le sue conoscenze esulavano da quanto realmente lui era. Usava termini che non conosceva, esibiva soluzioni che non poteva sapere con la sua modesta istruzione. Al ritorno, non ricordava niente.



In questo modo era in grado di “vedere” le persone. Vedeva le loro malattie e scopriva come curarle, per lo più con rimedi naturali, ma anche con farmaci di uso comune, o messi a punto da poco. Una volta prescrisse un farmaco che era in commercio solo da mezz’ora. Diceva di poter vedere le “altre vite” di ognuno, così come ricordava le sue.

Il Profeta Dormiente

La sua fama si sparse in breve tempo. Medici e scienziati venivano ad assistere alle sue sedute. Cayce spesso era solo (c’era con lui solo una stenografa che trascriveva tutto ciò che diceva), nel senso che non aveva bisogno di avere il suo “paziente” davanti. Gli bastava saperne il nome, dove viveva, e poteva “vedere” il resto.

Oltre a fare diagnosi mediche Cayce poteva esplorare il mondo nella sua totalità, tanto che proclamò anche delle “profezie”, alcune delle quali confermate dai fatti. Determinò con stupefacente precisione quando la Seconda Guerra Mondiale sarebbe finita, e il modo in cui sarebbe finita. Lui stesso morì nel 1945, per un infarto. Aveva sottoposto il suo fisico ad uno stress eccessivo, che pagò con la vita.

Il Sacerdote di Atlantide

Atlantide Edgar Cayce

Fonte: deviantart.com

Nei suoi “viaggi” Cayce visitava spesso la perduta città di Atlantide. Diceva che in una sua vita passata lui era stato un sacerdote di questa civiltà mitica, e che ora poteva vedere tutto perché aveva letto le “cronache akasciche”. Si definisce così il “libro di Dio”, quello in cui è scritta la storia di tutti noi e di tutto il tempo che è, è stato e sarà.

Ciò che maggiormente si ricorda di Cayce, la cui figura è al centro del lavoro dell’Association for Research and Enlightenment (ARE), è la sua visione olistica della vita, dell’Universo e dell’Uomo. Anche le sue profezie più angoscianti preludono al ritorno di una nuova Età dell’Oro. Ciò che dicono coloro che hanno passato gli ultimi decenni a studiare le registrazioni delle sue sedute di auto ipnosi è che Cayce aveva visto il fiorire dell’Umanità.



Ma prima, prima ci sarà un lungo periodo di prova, ci saranno guerre, e cambiamenti climatici. L’Età dell’Acquario, però, è un’età di felicità, in cui l’Uomo imparerà a superare i suoi limiti e a vivere infine in perfetta armonia tra corpo e spirito. Esattamente quello che erano riusciti a fare gli Atlantidi.

Un Messaggio di Speranza

Ancora una volta ti chiedo di andare oltre i ristretti schemi mentali che ci spingono a chiederci quanto di vero o quanto di falso si celi nelle parole di uomo. Da quello che sappiamo di Cayce, era onesto e in perfetta buona fede; al massimo si può pensare che fosse un visionario e un sognatore. Però quello che vedeva non era poi così sbagliato.

Al di là delle profezie, ciò che vede Cayce è un Universo pacificato, dove l’Uomo si può curare solo scrutando con attenzione dentro di sè e ritrovando la sintonia tra mondo materiale e mondo immateriale. Cayce descrive il Tempo come una Ruota che dal fango ci ricondurrà alle stelle, quando il ciclo sarà completato.

Quando si completerà il ciclo? Non lo sappiamo e forse noi siamo ora al punto più basso. Ma sapere ci permette sempre di alzare gli occhi, e di vedere quello a cui dobbiamo tendere, sempre e comunque.

Un commento:

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