La Golden Globe Race e Bernard Moitessier

Ci sono imprese che l’uomo ha realizzato a cui ancora oggi stentiamo a credere. Ci sono uomini che hanno segnato la storia in un modo che molti non conoscono: non bisogna per forza aver calpestato il suolo lunare per poter dire di aver fatto “un grande passo per l’umanità”. Esistono storie piccole, che non bisognerebbe mai stancarsi di raccontare.

Il vagabondo del mare

Bernard Moitessier
Fonte: www.giornaledellavela.com

Tutti i velisti conoscono Bernard Moitessier, ma questo personaggio meriterebbe una fama ben più vasta di questa ristretta nicchia. Bernard Moitessier nacque nel 1925 nella Polinesia francese ed è morto nel 1994 a Parigi. Fu un uomo particolare, sicuramente dal carattere non facile, uno dei pochi che ebbe il coraggio di guardare negli occhi uno dei più grandi misteri che esistano: l’Oceano.

Cosa cela il vasto Oceano con le sue profondità sconfinate? C’è chi crede che laggiù esista una risposta ad ogni domanda. La maggior parte dei piccoli uomini tentenna davanti all’Oceano e perde la ragione. Questo accadde a Donald Crowhurst, che durante la Golden Globe Race impazzì e scomparve nel nulla. Forse venne inghiottito dal cuore di quello stesso Oceano che aveva osato sfidare.

Anche Bernard Moitessier era in gara con Donald Crowhurst. A lungo era rimasto in testa, e negli annali di questa grande regata velica resta IL vincitore. Però non fu lui a vincere. Perché?

La Golden Globe Race

Bernard Moitessier
Fonte: www.sailfeed.com

Era il 1968 e il Sunday Times decise di organizzare una gara di barche a vela senza precedenti. L’idea fu elaborata sulla scia della grande impresa che l’anno precedente sir Francis Chicester aveva portato a termine: la circumnavigazione del globo in solitaria. Sir Chicester aveva fatto un unico scalo a Sidney. La sfida era doppiare i tre capi, Horn, Leewin e Buona Speranza, senza fare mai una sosta.

In palio c’erano ben 5 mila sterline, una cifra molto ingente per l’epoca. si iscrissero alla gara in nove, ben presto cinque si ritirarono sopraffatti dall’enormità della gara in cui si erano letteralmente imbarcati. Dopo il ritiro di un altro concorrente, Nigel Tetley, restano in gara in tre. Tra i tre c’è Moitessier.

Per capire quello che farà Moitessier dobbiamo fare un passo indietro. Quest’uomo era nato per navigare in solitaria perché in pratica dall’età di vent’anni non aveva fatto altro. Difficile trovare qualcuno che fosse più a suo agio sull’acqua, anche senza la compagnia di altri esseri umani.

Dopo aver posseduto diverse imbarcazioni, e aver scritto diversi libri che sono un curioso e affascinante mix di tecnicismi e pura poesia, aveva deciso di farsi costruire una barca tutta in acciaio, che chiamò Joshua in onore di un altro grande navigatore solitario, Joshua Slocum.

Quando seppe della Golden Globe Race stava già pensando di tentare di doppiare i tre capi, così colse l’occasione al volo. Partì con il suo Joshua con cui aveva un legame difficile da spiegare e da capire per chi ha sempre vissuto a terra. Man mano che avanzava tra tempeste e fortunali, una nuova consapevolezza si faceva largo in lui.

Devo salvare la mia anima

Bernard Moitessier
Fonte: http://ventoevele.gazzetta.it

Dopo che Crowhurst aveva fatto perdere le sue tracce, erano rimasti a concorrere Moitessier e Robin Knox-Johnston. Moitessier però era in testa: il Golden Globe era già virtualmente suo e in Inghilterra tutti lo attendevano per incoronarlo. Ma a quel punto Moitessier, semplicemente… non si fermò.

Fece sapere che ora che aveva compiuto l’impresa per cui era partito non ci teneva più tanto al premio. Proseguì, e alla fine fece un altro mezzo giro del globo. A chi gli chiese perchè avesse preso una decisione così “folle”, rinunciando ad una cifra tanto cospicua, rispose “Proseguo perchè sono felice in mare” aggiungendo “e forse anche per salvare la mia anima”.

Ecco come Bernard Moitessier si allontanò dai confini della storia per entrare nelle brume della leggenda. Affidò la memoria di questo viaggio ad un libro, “La lunga rotta”, e alla luce delle stelle, continuò a navigare fin quasi alla fine dei suoi giorni, anche dopo che il suo fedele compagno, il Joshua, lo aveva abbandonato. Oggi l’imbarcazione si può visitare presso il museo marittimo de La Rochelle, in Francia.

Bernard Moitessier e l’Oceano

Bernard Moitessier
Fonte: www.adventure-journal.com

Curioso personaggio, questo Moitessier. Preferì la libertà al denaro, perchè per lui questo era il valore più grande: essere libero, in ogni momento, di ripartire. Amava teneramente la sua imbarcazione, con la quale aveva stretto un patto segreto. “Dammi vento” gli diceva lei “e io ti darò miglia”.

Come ci sembra fuori dal mondo oggi un uomo che rifiuta la gloria, il successo, le luci della ribalta, per continuare a correre sul filo delle onde assaggiando la salsedine e cantando con i delfini. Eppure proviamo una punta di invidia.

Il silenzio infinito dell’Oceano è qualcosa che ha fatto perdere il sonno e la ragione a molti, ma lui seppe ascoltarlo e scoprire che cosa celava davvero. Ha scritto molte cose, ma non ci ha rivelato l’ultimo mistero. Forse perché quel mistero ogni uomo lo deve scoprire da solo.

Il destino mescola le carte, ma siamo noi a giocarle

2 commenti:

  1. Che dire ? La libertà non può essere solo un sogno . Ci sono uomini capaci di rifiutare tutto compreso la vita per sentirsi liberi .

    • Ho sempre pensato che a volte tendiamo ad idealizzare troppo gli uomini che fanno cose ritenute “starordinarie”. Sembra abbiano qualcosa di divino…. ma non ci ricordiamo che la stessa potenzialità è dentro ognuno di noi. La scelta di Moitessier è stata deflagrante… ancora oggi urla contro un sistema che vorrebbe mettere il denaro al cedi tutto e non, semplicemente, l’uomo è ciò che lo rende felice

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