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La Bibbia di Kolbrin e la profezia del Distruttore

Chi studia il passato ha due tipi di fonti su cui basarsi. Ci sono i reperti materiali, tutto ciò che le civiltà antiche hanno lasciato come manufatti, opere d’arte, utensili per la vita quotidiana, e ci sono i reperti scritti. Più andiamo indietro nel tempo, più è difficile trovare questi ultimi. C’è stato un tempo, prima della storia, in cui la scrittura non esisteva. Bisogna poi tenere conto delle vicissitudini che ciò che è stato scritto su supporti deperibili hanno attraversato. Ci sono però casi eccezionali in cui scritti molto antichi sono arrivati fino a noi. Questa è la rocambolesca storia della Bibbia di Kolbrin, un testo controverso ma che offre tanti spunti di riflessione anche, e soprattutto, all’uomo moderno.

Un testo controverso

Fonte: therussiantimes.com

Cominciamo chiarendo il fatto che la comunità scientifica non presta alcun credito alla Bibbia di Kolbrin. Mancano le prove che sia autentico, della sua provenienza, di quale sia la sua prima fonte. Diciamo che tutto quello che stiamo per raccontarti va preso come un atto di fede. La storia di questo libro è stata narrata da chi sostiene di averlo custodito attraverso i secoli. Questa è la storia che ti narreremo, e parte parecchio indietro nel tempo. La Bibbia di Kolbrin (a volte scritto anche “Kobrin”) è un insieme di libri, esattamente come la Bibbia sacra agli ebrei e ai cristiani.

Si compone di 11 libri in tutto, di cui 6 sono detti di origine egizia, i cosiddetti “Libri di Bronzo”, mentre i restanti 5 sarebbero stati redatti dai Druidi in epoca celtica e sono detti “Kailedy”. I primi sei libri sarebbero molto antichi, risalirebbero addirittura ai tempi dell’Esodo (avvenuto, secondo gli studiosi, circa 1500 anni prima della nascita di Cristo). Gli altri invece sarebbero più recenti, e contemporanei ai primi anni del cristianesimo. Questo farebbe della Bibbia di Kolbrin uno degli scritti più antichi mai rinvenuti, essendo vecchia di ben 3600 anni.

La Bibbia di Kolbrin e come è giunta sino a noi

Fonte: Pixels, “Abbazia di Glastonbury”, George Arnald, 1810 

La storia del modo in cui è giunta fino a noi è a dir poco rocambolesca. Si presume che i testi originali potessero essere conservati nella Biblioteca di Alessandria, che era la più importante dei suoi tempi. Gli immersi tesori di sapere conservati al suo interno, però andarono distrutti insieme ad essa. Non si sa esattamene quando la Biblioteca fu rasa al suolo. Secondo molte fonti storiche il responsabile della sua fine fu principalmente Giulio Cesare. Questo sostiene Plutarco, mentre Aulo Gellio riferisce che le truppe di Cesare diedero alle fiamme circa 700.000 volumi contenuti nella Biblioteca.

In qualche modo, però, la Bibbia di Kolbrin riuscì a scampare a quello scempio e la ritroviamo in un’altra ricca biblioteca del passato, quella dell’abbazia di Glastonbury. Secondo le leggende, l’abbazia fu fondata da Giuseppe di Arimatea e fu il primo centro della cristianità nelle isole britanniche. Nel 1184 però la struttura andò a fuoco. Si dice addirittura che l’incendio fu volontario e che avesse lo scopo di distruggere i testi eretici in essa contenuti. Ma la Bibbia di Kolbrin scampò ancora una volta alle fiamme. Questo perché la prima parte era stata trascritta su bronzo.

Nei primi anni del XIV secolo il testo passò a John Culdy, che diede vita ad un’associazione chiamata “Hope Trust” (che potremmo tradurre come “compagnia della Speranza”). Lo scopo dell’associazione era proprio quello di studiare, preservare e tramandare il libro sacro. La Bibbia subì vari rimaneggiamenti nel corso del tempo, si pensa che tra il XIX e il XX secolo furono aggiunti i libri celtici. Per un certo periodo fu seppellita sotto ad un tumulo di pietra tra le montagne del Galles.

La Bibbia di Kolbrin oggi

Fonte: zen.yandex.ru

Arriviamo infine a tempi più vicini a noi. Tra il 1920 e il 1930 i libri della Bibbia di Kolbrin furono preservati da un non meglio identificato gruppo religioso. Tra le due Guerre Mondiali vennero trattati come spazzatura, ma poi recuperati. Nel 1980 finalmente la Bibbia di Kolbrin trovò chi le avrebbe dato nuova dignità. In Nuova Zelanda fu fondata la Culdian Trust, che ad oggi si è incaricata di tramandare questi scritti esattamente come fece un tempo la Hope Trust. Nel 1994 la Bibbia di Kolbrin fu nuovamente pubblicata, e ad oggi ne esistono diverse edizioni in commercio, parziali o complete.

I Culdiani si rifanno ai principi espressi dalle comunità dei Culdei. I Culdei erano monaci ed eremiti, ma anche laici, che caratterizzarono la vita religiosa di Irlanda, Scozia e Inghilterra tra il X e il XII secolo. Semplificando, possiamo dire che i Culdiani, così come a loro tempo i Culdei, propugnano un tipo di cristianesimo animista, che si accosta allo spirito del sacro che era proprio dei Celti. Quindi non si tratta in senso stretto di una “setta religiosa”. Come possiamo leggere sul loro sito ufficiale, così si autodefiniscono

I Culdiani sono affascinati dai misteri della vita e cercano di aprire le porte dell’ignoto per conoscere i misteri dell’Universo e della creazione

Obiettivo ambizioso, non lo si può negare, ma che in qualche modo può essere perseguito attraverso la lettura della Bibbia di Kolbrin. A questo punto, non ci resta che scoprire che cosa c’è scritto nei suoi 11 libri.

Cosa dice la Bibbia di Kolbrin

Fonte: www.experience-ancient-egypt.com

Nessuno sa cosa voglia dire la parola Kolbrin, e la premessa che si legge alle attuali edizioni specifica che il testo è parecchio lacunoso. Molte parti sono andate perdute, altre nelle varie traduzioni possono aver perso il senso originale. Quel che è certo è che non è una lettura da fare la sera prima di andare a letto. Riassumendo al massimo, i libri di cui stiamo parlando raccontano la storia del genere umano. Si dice che all’inizio vi erano due stirpi: i “figli di Dio” e i “figli della Terra”. I primi lavoravano sodo, possedevano bellezza e disciplina, non erano toccati dalla morte. I secondi erano poco più che bestie. Con il tempo, si affermarono altre stirpi, tra cui quella detta dei “figli dell’Uomo”. Ognuno viveva separato dagli altri.

Le cose iniziarono ad andare male quando le varie stirpi iniziarono ad ibridarsi. La colpa di tutto fu, ovviamente, di una donna, nata da un figlio di Dio e da un figlio della Terra. Con il tempo gli umani si fecero più deboli, malati, e persino la terra mutò. Il Sole era diverso, la Luna scomparve dal cielo. Arrivò un’era glaciale in cui gli uomini dovettero ripararsi nelle caverne, poi ebbe luogo la distruzione totale portata dal Diluvio. La Bibbia prosegue raccontando le vicissitudini dei sopravvissuti in Egitto, che riuscirono a ricostruire e prosperare fino all’arrivo del Distruttore.

I libri egiziani continuano narrando la storia dei figli d’Egitto, mentre la parte celtica sembra non avere legame con i libri precedenti e racconta la storia dell’Inghilterra. Vi sono lunghi elenchi di stirpi d’uomo a partire da Giuseppe d’Arimatea. Vengono riportati insegnamenti che coniugano la religione cristiana e la spiritualità celtica. Ecco l’elenco dei libri che compongono la Bibbia di Kolbrin:

  • Il Libro della Creazione
  • Libro delle Spigolature
  • Il Libro delle Pergamene
  • Libro dei Figli del Fuoco
  • Il Libro dei Manoscritti
  • Libro dei Precetti Morali
  • Il Libro delle Origini
  • Libro del Ramo d’Argento
  • Il Libro di Lucius
  • Libro della Saggezza (che ne include due)

La profezia del Distruttore

Fonte: BBC

Uno dei passi più discussi della Bibbia di Kolbrin è quello in cui si parla del “Distruttore”. Il Distruttore è un evento celeste cataclismatico, che si ripete ad intervalli regolari nella storia dell’uomo. C’è chi lo ha associato alla storia delle piaghe d’Egitto, chi vi ha ravvisato la “stella barbuta” profetizzata da Nostradamus. Altri ricordano le parole di Madre Shipton quando parla del “feroce dragone”, e altri ancora rammentano gli scritti Maya in cui si racconta di una “cometa rossa”. In definitiva, la Bibbia di Kolbrin non è l’unica fonte che parla di un corpo celeste potenzialmente distruttivo per il pianeta Terra. Forse però è la prima, o una delle prime.

La Bibbia di Kolbrin, come abbiamo anticipato, non è propriamente un libro sacro, ma più un insieme di testi storici e filosofici. Offre molti spunti di riflessione sul comportamento umano e su quello che è giusto o sbagliato fare. Soprattutto però cerca di raccontare quello che è accaduto in un arco di tempo molto lungo, un po’ come l’Oahspe. Quindi nel caso del Distruttore non si può parlare di una profezia, ma solo di una constatazione cronachistica. Qualcosa che è già accaduto in passato si ripeterà ancora, ciclicamente.

Chi è il Distruttore

Fonte: www.peakpx.com

Ci sono tre capitoli del Libro dei Manoscritti in cui si descrive nel dettaglio l’orrore portato dal Distruttore. Il primo capitolo esordisce in questo modo

L’Uomo ha dimenticato i giorni del Distruttore. Solo i saggi ricordano quando giunse, e sanno che tornerà al momento stabilito. Era una nuvola di fumo fluttuante, avvolta in una luce rossastra, senza forma. Dalla sua bocca uscivano fuoco, fiamme e ceneri ardenti. Quando il sangue cadrà sulla Terra, apparirà il Distruttore e le montagne si apriranno e produrranno fuoco e cenere. Gli alberi saranno distrutti e tutti gli esseri viventi saranno fagocitati

Le acque saranno inghiottite dalla terra e i mari ribolliranno. I cieli bruceranno luminosi e rossi, ci sarà una luce di rame sulla terra, seguita da un giorno di oscurità. Apparirà una luna nuova, si spezzerà e cadrà.

Le persone verranno prese dall’orrore e dalla follia. Udiranno le trombe e il grido di battaglia del Distruttore e cercheranno rifugio negli anfratti della Terra. Il terrore divorerà i loro cuori e il coraggio fluirà via, come acqua da una brocca rotta. Saranno divorati dalle fiamme dell’ira e consumati dal respiro infuocato del Distruttore.

Dopo i giorni della morte e del pianto, tornano i giorni della serenità, in cui gli uomini ricostruiscono e ritrovano coesione. Ma i capitoli sul Distruttore si chiudono con un monito ben preciso

Questo è ciò che si narra del Distruttore nelle cronache antiche, leggile con cuore attento, sapendo che il Fato ha il suo tempo stabilito e tornerà. Sarebbe sciocco non ascoltare. Ora gli uomini dicono: “Queste cose non possono accadere ai nostri giorni!”. Possa il Grande Dio concedere che sia così. Ma quel giorno verrà sicuramente, e l’uomo sarà impreparato, così come è sua natura essere.

Che cosa ci dice la Bibbia di Kolbrin

Fonte: therussiantimes.com

Se farai una breve ricerca in internet, l’unica fonte autorevole rispetto alla Bibbia di Kolbrin che troverai è una pagina di Rationalwiki in cui si liquida la faccenda come poco importante. Non si dà nessuna credibilità alla vetustà dei libri né alla loro origine, e si specifica che non esiste una pagina di Wikipedia dedicata in quanto mancano fonti certe. Sicuramente la Bibbia di Kolbrin è fortemente lacunosa, ma liberarsi del suo fastidioso pensiero solo perché non si può “provare” la sua autenticità non ci sembra un atteggiamento corretto.

In questi testi sono racchiusi molti racconti che possono aiutare anche l’uomo moderno ad acquisire un comportamento maturo. L’idea che un Distruttore potrebbe tornare, un giorno, come ha fatto in passato, non deve terrorizzare, ma spingere a valutare diversamente quello che abbiamo, e il modo in cui lo usiamo. Si dice che chi non ha memoria è condannato a ripetere gli errori del passato. Ecco, la Bibbia di Kolbrin è un bel pezzo di memoria collettiva che forse varrebbe la pena recuperare.

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