La Tomba di Bastet e il misterioso manufatto alieno

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Quando cerchi la tomba di una divinità egiziana, penseresti che sia saggio cercarla in Egitto: e invece no. Secondo alcune fonti, molto controverse ma avvalorate da una serie di elementi che andremo ad illustrare, la tomba di Bastet non si troverebbe in Egitto ma in Bulgaria. A scoprirla fu un gruppo di ricercatori, mossi da vari interessi, con l’aiuto della veggente Baba Vanga. Quanto vi sia di vero nella storia che stiamo per raccontare resta tutto da verificare. In molti però affermano che il luogo che si crede celi la tomba di Bastet emani chiaramente un’energia speciale, effetto del mistero che cela da secoli e forse millenni.

Strandzha e i Traci

parco Strandzha Bulgaria
Fonte: www.strandja.bg

Spostiamoci dunque in Bulgaria, e più precisamente nella zona del massiccio montuoso dello Strandzha. Quest’area, che confina con la Turchia, era abitata in tempi antichi dal popolo dei Traci, i quali sono ricordati anche dallo storico greco Erodoto. Di loro Erodoto diceva che erano un popolo molto numeroso, che non aveva preso il sopravvento su altre civiltà soltanto perché era diviso in gruppi e tribù e non riusciva a trovare coesione e unità. L’area di Strandzha è perciò ricchissima di reperti archeologici, di dolmen e antichi templi in pietra. Inoltre, è anche un’area carica di una speciale aura mistica, così come la gran parte della Bulgaria, a dirla tutta.

Fonte: alchetron.com

Nel 1980 quest’area divenne oggetto di particolare interesse poiché un cercatore di tesori, in modo non meglio chiarito, venne in possesso di un’antica pergamena sulla quale erano incisi dei geroglifici e altri segni impossibili da decifrare. L’uomo si rivolse all’Accademia delle Scienze per cercare di capire cosa dicesse quello scritto. Lì venne in contatto con la pergamena colei che avrebbe dato vita alla spedizione alla ricerca della tomba di Bastet. Lyudmila Zhivkova era la figlia di Todor Zhivkov, all’epoca dittatore della Bulgaria, e ricopriva il ruolo di capo dell’Ufficio Cultura del Paese. Chiaramente, quel ritrovamento la interessò molto. Ma nessuno capiva gli strani segni vergati su quella pergamena.

Non c’era che un ultimo tentativo da fare: rivolgersi alla famosa veggente Baba Vanga. Dopo esseri messa in contatto con la nipote della donna, la Zhivkova consegnò dunque la pergamena a Baba Vanga, che non ebbe alcuna difficoltà nel leggerla. Infatti, disse che nel testo si parlava della tomba di Bastet, una dea egizia che era stata riportata in Bulgaria poiché di origini tracie. Vicino al villaggio di Malko Tarnovo si trovava la sua sepoltura, e non solo. Con la dea avevano seppellito un manufatto alieno di incredibile potere. Inoltre, la sua tomba celava anche un segreto che avrebbe riscritto la storia dell’Uomo.

Alla ricerca della tomba di Bastet

Fonte: agronovinite.com

Baba Vanga diede delle indicazioni tanto precise che l’anno successivo, in primavera, la Zhivkova organizzò una spedizione per scoprire se quello che la profetessa aveva detto era vero. Partì un ridotto gruppo di persone in grandissimo segreto, tanto che per anni non si è saputo nulla di questa storia. In seguito, uno dei partecipanti alla spedizione, Krustiu Mutafchiev, scrisse un libro in cui raccontò tutto per filo e per segno. Anche la nipote di Baba Vanga, Krasimira Stoyanova, ne parlò nella biografia su sua nonna. Arrivata al luogo indicato dalla veggente, la spedizione trovò l’ingresso alla tomba, e non solo.

Di notte, quando la luce della luna bagnò la pietra che aveva incisi tre cerchi, a formare un triangolo rovesciato,i presenti ebbero un’apparizione. Due figure si disegnarono sulla roccia, una delle quali sembrava essere un giovane faraone seduto in trono. Così come erano apparse, scomparvero. Una certa inquietudine si impadronì dei presenti, perché Baba Vanga li aveva ammoniti che stavano per compiere un atto sacrilego. Andarono avanti ugualmente, e quello che segue è avvolto dal mistero. Infatti, subito partirono le operazioni di scavo, ma non sappiamo se o o cosa sia stato ritrovato.

Le ipotesi sono tante e nessuna può essere confermata. C’è chi liquida tutta la faccenda come una bufala; chi dice che furono trovati reperti di grande valore, alcuni di natura aliena, oggi nascosti e occultati dai servizi segreti. Gli scavi proseguirono fino a luglio, quando colei che aveva patrocinato l’impresa, Lyudmila Zhivkova, morì tragicamente. Aveva poco più di 41 anni e c’è chi dice che si suicidò. Altri ancora dicono che la uccisero perché era diventato un personaggio scomodo. Infine, c’é chi dice che morì consumata dal tumore al cervello di cui era ammalata, dopo aver abbandonato le cure tradizionali, ripetendo “Pensa a me come al fuoco”.

La maledizione della tomba di Bastet

Fonte: zen.yandex.ru

Nei mesi successivi anche altri membri della spedizione, e personaggi che avevano contribuito a vario titolo ad essa, morirono in circostanze poco chiare. A tal punto che, come ai tempi del ritrovamento della tomba di Tutankhamon, si iniziò a parlare di maledizione. La cosa più incredibile è che la morte della Zhivkova segnò la fine brusca e repentina fine di ogni ulteriore approfondimento della faccenda. La tomba di Bastet, già fortemente danneggiata dalle esplosioni svolte durante gli scavi, fu sigillata definitivamente. Tutto quello che era stato trovato, ammesso che fosse stato trovato qualcosa, è rimasto nascosto.

Oggi il luogo è visitabile dall’esterno, ed è anzi diventato meta di appassionati, turisti e curiosi. Non ci sono stati ulteriori approfondimenti, ma una novità da riportare c’è. Nel 2018 un archeologo locale, Daniel Pantov, direttore del Museo di Storia di Primorsko, con l’ausilio dell’unico georadar presente in Bulgaria, e in dotazione al suo museo, ha fatto un rilevamento straordinario. Ha infatti appurato che a circa 18 metri di profondità rispetto all’entrata della presunta tomba di Bastet vi è un oggetto metallico, forse una lancia o una spada. Che si tratti del manufatto di cui ha parlato Baba Vanga?

L’uomo ha affermato che si può ipotizzare la presenza di un complesso funerario sotterraneo, e di aver intenzione di riprendere gli scavi. Purtroppo però ci sono due grossi ostacoli: il primo è la pandemia di Coronavirus che ha bloccato ogni attività di ricerca. Il secondo è la mancanza di soldi, perché per riprendere gli scavi sarebbero necessarie somme ingenti.

La tomba di Bastet, incarnazione dell’Occhio di Ra

Fonte: www.wallpaperflare.com

Bastet sarebbe dunque stata una sacerdotessa di origini tracie che era andata in Egitto per studiare. Aveva qui appreso arti tali da diventare una sorta di divinità, acquisendo poteri straordinari. In punto di morte, aveva voluto essere sepolta nella sua terra natale, dove fu riportata via mare. La sua tomba, secondo Baba Vanga, è in Bulgaria, ai piedi dei mistici mondi Strandzha. Con lei è stato sepolto qualcosa che, se rivelato, sconvolgerebbe l’umanità. La veggente ammonì: non siete ancora pronti.

Così il segreto della dea Bastet resta celato nel cuore della terra, e forse è bene che lì resti suggellato. Ma ancora una volta sembra emergere da questa storia il forte retaggio di Atlantide, di una civiltà i cui abitanti erano delle semi divinità poiché in grado di padroneggiare forze ed energie ignote ai moderni. Forze ed energie che li distrussero, ed è quindi bene che restino sepolte fino a che l’Uomo non sia pronto. Ammesso che quel giorno giunga mai.

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