Non aprite quella porta: il mistero del tempio di Padmanabhaswamy

L’India è un continente affascinante, con una storia molto antica e una profonda spiritualità che sovente noi occidentali facciamo fatica a comprendere. Per questo, forse, l’India è e resta per noi un luogo misterioso, dove realtà e leggenda si fondono al punto che non sai mai dove finisca l’una e dove cominci l’altra. O forse, semplicemente, ciò che noi consideriamo solo racconti, in India diventa verità. Tra i molti templi che popolano questo luogo ce n’è uno che affascina curiosi, studiosi e visitatori. Parliamo del tempio di Padmanabhaswamy e della sua misteriosa porta sotterranea che nessuno è mai riuscito ad aprire.

Il tempio di Padmanabhaswamy

statua Vishnu-Brahma
Fonte: Pinterest

Il tempio di Padmanabhaswamy si trova nella regione di Kerala, nella città di Thiruvananthapuram, lungo la costa sud occidentale del continente indiano. Il nome della città vuol dire letteralmente “la città del Signore Ananta”, riferendosi alla divinità Vishnu. Il dio a cui è dedicata la città, e il tempio che si trova in essa, si chiama “Padma” (che vuol dire fiore di loto), Nabha (ombelico) e Swamy (che vuol dire Signore). Questo dio è Brahma, il creatore, che siede su un fiore di loto sbocciato dall’ombelico di Vishnu. La statua che raffigura Brahma e Vishnu nella posizione sopra descritta è talmente grande che i pellegrini la vedono attraverso ben tre porte.

La colossale statua di Brahma e Vishnu è dunque uno dei motivi per i quali il tempio di Padmanabhaswamy è famoso in India. Nonostante la sua struttura imponente, le molte statue votive conservate al suo interno (oltre a quella di cui ti abbiamo appena parlato) e la sua indubbia importanza devozionale, nessuno sa con esattezza quando il tempio sia stato eretto. Sembra risalire al periodo letterario detto Sangam, quindi ad un lasso di tempo compreso tra il 500 avanti Cristo e il 300 dopo Cristo. Secondo altre fonti il tempio sarebbe più recente, risalirebbe al 600 dopo Cristo e sarebbe stato eretto dalla famiglia reale di Travancore.

Ancora una volta, però, nemmeno questa è la peculiarità per cui il tempio di Padmanabhaswamy è famoso. La sua struttura esterna è ricoperta interamente in oro. Molto più preziose però sono le ricchezze rinvenute al suo interno, e per di più in tempi piuttosto recenti. Si valuta che il tesoro del tempio ammonti a qualcosa come oltre 22 miliardi di dollari. Ma quando leggerai o sentirai parlare del tempio di Padmanabhaswamy, non saranno nemmeno le sue inusitate ricchezze al centro del discorso. Il tempio è famoso per una porta, una semplice porta in metallo e legno che nessuno può e nessuno deve aprire, pena immani catastrofi. Scopriamone di più.

Il tesoro del tempio di Padmanabhaswamy

del tempio di Padmanabhaswamy
Fonte: theprint.in

Nel 2011 un ufficiale ormai in pensione della polizia indiana, T. P. Sundarajan, avanzò una richiesta presso la Corte Suprema. Con una petizione avanzò formalmente l’istanza di inventariare il tesoro che da sempre si favoleggiava si trovasse all’interno del tempio di Padmanabhaswamy, che però nessuno mai aveva visto. La sua proposta fu accolta e si procedette dunque all’apertura delle sei camere blindate presenti nei sotterranei della struttura. Per aprire quelle porte fu selezionato un team di persone fidatissime e esperte: ma nessuno di loro poteva immaginare cosa avrebbe trovato. Le ricchezze conservate negli spazi sotterranei dell’edificio erano oltre ogni immaginazione.

Nel 2014 il giornalista Jake Halpern del The New Yorker Magazine condusse un reportage, parlando con coloro che avevano assistito all’apertura delle porte. V.K.Harikumar, all’epoca curatore del tempio, raccontò di aver aperto la porta etichettata con la lettera A con le chiavi in suo possesso. Dopo una prima griglia in metallo, aveva incontrato una semplice porta di legno. Oltre la porta aveva trovato una grossa pietra, simile ad una pietra tombale, appoggiata in terra. Ci vollero 5 uomini e 30 minuti per rimuoverla, ma ne valse la pena.

Dopo alcuni angusti gradini, si entrava in un altro ambiente in cui dovette essere pompato dell’ossigeno per respirare liberamente. Un altro degli uomini presenti all’ingresso del sotterraneo A, M. Balagovindan, disse che all’inizio era tutto buio, come di notte. Poi apparvero le “stelle”: erano le pietre preziose che riverberavano la poca luce che si introduceva dall’esterno. Oggetti di valore incommensurabile, oro, gioielli, statue, tutto era ammucchiato per terra perché i contenitori di legno che un tempo li raccoglievano erano andati distrutti con il passare degli anni. Prima di aprire la porta A, gli esploratori avevano tentato di aprire anche la porta B. Ma non ci erano riusciti.

La Porta che Nessuno deve Aprire

Fonte: bangalorelyf.com

Arriviamo dunque al cuore del mistero che avvolge il tempio di Padmanabhaswamy. Nei sotterranei si trovano in tutto 6 porte (anche se in alcune fonti abbiamo riportato il numero di 8 e non è da escludere che ve ne siano delle altre). Di certo però quella che incuriosisce maggiormente è quella contraddistinta dalla lettera B. Questa porta è di acciaio e ha due enormi cobra dipinti sopra. Dopo aver aperto la porta metallica, esattamente come era accaduto con la porta A, gli uomini in esplorazione trovarono una porta di legno. Era molto semplice, senza maniglie, né serrature. Non ci fu modo di aprirla.

Questo fatto riportò alla memoria una leggenda che veniva tramandata da molte generazioni. Si narrava infatti che quella porta fosse stata sigillata con potenti canti e mantra. Solo un sacerdote di alto grado, intonando alla maniera esatta il Garuda Mantra, avrebbe potuto aprirla. Per tutti gli altri, essa non poteva che portare sventura. Sembrò confermare questa macabra profezia il fatto che Sundarajan, l’uomo che aveva richiesto l’apertura delle camere blindate, morì poco dopo aver avanzato la sua istanza.

Non si trattava solo di una vecchia diceria. Chi aveva cercato di forzare l’ingresso alla camera B aveva incontrato sempre una brutta fine. Si racconta di alcuni ladri che nel 1931 avevano cercato di abbattere quella porta: un gruppo di cobra, spuntati fuori da chissà dove, li aveva aggrediti costringendoli alla fuga. Si racconta anche che secoli prima dei monaci, allo stesso modo, avessero provato ad aprire la camera B. Ma avvicinando l’orecchio avevano sentito il suono dell’Oceano e, spaventati, avevano desistito. Oggi è convinzione comune che ogni tentativo di aprire quella porta con attrezzature moderne condurrebbe a catastrofi inenarrabili.

Che cosa si nasconde sotto il tempio di Padmanabhaswamy

Padmanabhaswamy
Fonte: www.behance.net

La sesta porta del tempio di Padmanabhaswamy ha su di sé un incantesimo. Dietro è nascosto qualcosa che l’Umanità non può ancora attingere, non finché giunga un uomo abbastanza saggio da saper gestire quel che troverà. Qualora si cercasse di prendere con la forza il “tesoro” nascosto dietro Kallara (questo in nome indiano della porta) B, si attirerebbe su tutti una sciagura di immani proporzioni. Non a caso a sorvegliare l’ingresso alla camera segreta vi sono i due cobra, un demone-vampiro noto come Kanjirottu Yakshi e molte alte divinità.

Per il momento sussiste ancora il divieto di aprire la camera segreta, ma non è detto che tale divieto venga ancora rispettato a lungo. Le antiche credenze oggi svaniscono, come la rugiada al sole del mattino. L’uomo contemporaneo ha fede solo nella scienza, in ciò che tocca e vede, e non considera più nulla sacro. L’uomo contemporaneo non crede che aprire una porta possa portare sciagure, e non ha rispetto delle regole che i suoi padri hanno osservato per secoli.

Forse dietro la porta del tempio di Padmanabhaswamy si cela davvero qualcosa di sconvolgente, una rivelazione che potrebbe cambiare la storia dell’Uomo: non lo sappiamo. Sappiamo che le onde di quel mare che rumoreggia oltre la soglia ci parla di un tempo lontano, e di un luogo remoto, a cui torneremo un giorno, ma solo quando saremo davvero pronti.

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