Il medico dell’anima: Giuseppe Calligaris e le sue ricerche

Annunci

Se non hai mai sentito il nome di Giuseppe Calligaris non ti devi stupire. Nonostante alcuni dei volumi da lui scritti siano stati testi universitari per un lungo periodo di tempo, e benché scienziati statunitensi e russi si siano molto interessati alle sue ricerche, in Italia è rimasto per lo più negletto per decine di anni. Questo medico, specializzato in neurologia, condusse per buona parte della sua vita delle ricerche che lo hanno portato a conclusioni straordinarie. Talmente tanto straordinarie, che la maggior parte della comunità scientifica non le ha mai neppure prese in considerazione, per quanto potessero avere portata rivoluzionaria. Ecco la storia del dottor Giuseppe Calligaris.

Breve biografia del dottor Giuseppe Calligaris

dottor Giuseppe Calligaris
Fonte: www.dizionariobiograficodeifriulani.it

Giuseppe Calligaris nacque nel 1867 a Forni di Sotto, in Carnia. Era il primo di tre figli e suo padre era medico, ma fu per passione personale che intraprese a sua volta gli studi in medicina. Conseguì la laurea presso il prestigioso ateneo di Bologna nel 1901 con una tesi che già del titolo denunciava quelli che sarebbero stati i futuri interessi di Calligaris: “Il pensiero che guarisce”. Vista la sua mente brillante, trovò subito impiego presso l’Istituto di Neuropatologia della Facoltà di Medicina a Roma. Il suo interesse verteva sui danni e le patologie del sistema nervoso, e il suo impegno gli valse in breve tempo una cattedra. Mentre insegnava a Roma, però aprì anche una clinica a Udine insieme a suo padre.

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale fu chiamato al fronte, dove militò con coscienza. Ma di quell’esperienza ricordò solo il dolore e la sofferenza dei giovani soldati mandati a morire, e scrisse un libro, “Un medico e la guerra”, dove dichiarava tutto il suo spirito pacifista. La guerra fu per lui un vero dramma perché gli fece perdere tutto il materiale accumulato nei precedenti anni di ricerche. Ma Giuseppe Calligaris non si fece scoraggiare e riprese i suoi studi con maggior vigore. Fu autore molto prolifico, tanto che scrisse circa 19 libri in appena 12 anni. In più, pare che abbia lasciato anche molto materiale inedito.

Avrebbe potuto avere una carriera accademica e professionale brillante e ricca di soddisfazioni, ma lui preferì seguire un percorso solitario. Le sue idee infatti incontrarono ben poco favore all’interno della comunità scientifica, al punto che la maggior parte dei suoi colleghi definirono il Calligaris un “pazzo”. Mentre la Seconda Guerra Mondiale si avvicinava a grandi passi, il medico fu costretto a vendere la clinica. Morì nel 1944 a seguito delle complicazioni del diabete, di cui soffriva da anni. Per molto tempo, nessuno più si interessò dei suoi studi. A parte ricercatori USA e russi, a quanto pare, che invece fecero incetta dei suoi scritti, a lungo quasi introvabili in Italia.

Le ricerche nel campo della metafisiologia

Fonte: www.riflessologiafrattale.it

Ma cosa studiava di così sconvolgente e rivoluzionario il dottor Calligaris? La sua ricerca era iniziata nel tentativo di dare risposta ad un quesito molto pressante nel campo delle neuroscienze. Accade a volte che un certo danno neuronale causi insensibilità su parte della pelle: solo che non vi è un nesso diretto tra la parte del cervello danneggiata e la porzione di pelle interessata. Così il dottore iniziò a fare degli esperimenti sui suoi pazienti, che lo portarono a notare qualcosa che lo interessò subito, diventando il focus delle sue ricerche successive.

Calligaris si rese conto che, stimolando certe aree della pelle di una persona, specie dita e spazi tra le dita, era in grado di suscitare degli stimoli sempre uguali, sia fisici che emozionali. Portando avanti questa intuizione, scoprì anche che poteva spingersi ancora oltre e suscitare percezioni extrasensoriali, che esulavano dall’esperienza diretta del soggetto studiato. Si stava cioè addentrando nel campo della metafisiologia. Mise a punto degli strumenti e delle tecniche di indagine che usavano lievi scosse elettriche di Faraday e uno speciale martelletto metallico. Tracciò così una “mappa” della pelle umana, che diceva attraversata da linee.

Queste linee disegnavano, sempre secondo Calligaris, un reticolo molto preciso fatto di frattali, ovvero di schemi geometrici ricorrenti. Ogni singola porzione di pelle, però, era una “placca”. Il dottore non seppe dire quante ce ne fossero in tutto: secondo lui molte migliaia, forse milioni. Ogni placca poteva suscitare un’emozione ed evocare un ricordo. Addirittura, sulla pelle potevano comparire dei disegni, a seguito di determinati stimoli. Non erano voglie, né eruzioni cutanee: erano veri e propri ricordi impressi sulla pelle del soggetto.

Catene lineari del corpo e dello spirito

Fonte: cromopuntura-cromos.blogspot.com

“Catene lineari del corpo e dello spirito” è il titolo di uno dei molti libri scritti da Giuseppe Calligaris. Qui spiega come, in base ai risultati delle sue ricerche condotte, lo ricordiamo, per praticamente l’intero arco della sua vita adulta, il dottore fosse giunto alla conclusione che sulla pelle di una persona risiede la possibilità di cura di molte malattie. Il disegno che si può evocare, infatti, può essere quello di un virus, di un morbo, o anche di un organo bisognoso di cure. Una sorta di autodiagnosi, in cui il corpo vede cosa c’è che non va e può di conseguenza curarsi con maggiore successo.

Se questo è già un assunto che la comunità scientifica mal digerisce, le cose si fanno ancora più complesse nel momento in cui il dottore si spinge ancora oltre. Dice infatti che lo stimolo di una sezione di pelle può evocare sensazioni, immagini, memorie, persino eventi a cui la persona non ha assistito direttamente. Secondo lui il corpo è una sorta di ricettore universale, da cui ognuno di noi può attingere ad una memoria collettiva. Senza saperlo, Calligaris parlava in termini di registri Akashici e di medicina orientale. Le sue linee fanno molto pensare ai meridiani, anche se non sono esattamente la stessa cosa.

Anche se nella spiegazione molto semplice che abbiamo dato in questo articolo delle teorie del dottor Calligaris potrebbe sembrare che le sue ricerche siano state campate per aria, in verità si deve tener conto che tutto è documentato e documentabile. Il limite maggiore delle ricerche del dottore è che non ebbe mai alcun assistente, e che quindi la metodologia da lui usata può essere replicata solo su basi teoriche non sempre chiarissime. Ciò non toglie che in tempi recenti qualcuno abbia approfondito alcuni dei principi espressi da Calligaris, fondando una nuova disciplina chiamata dermoriflessologia.

L’eredità di Giuseppe Calligaris

Fonte: www.cambioilmondo.it

Non dobbiamo dimenticare anche un’altra cosa, e cioè che Giuseppe Calligaris fu un personaggio molto stimato per le sue qualità professionali. Ad esempio, fu chiamato a far parte del comitato scientifico per il famoso processo allo smemorato di Collegno nel 1930. I suoi colleghi furono ingiusti nell’accantonare il duro lavoro di tanti anni. Solo di recente alcuni dei libri del dottore sono tornati in circolazione, grazie al paziente impegno e lavoro di alcune associazioni che hanno inteso riabilitare la sua memoria e soprattutto i suoi studi.

Le teorie di Giuseppe Calligaris dicono, in definitiva, ciò che affermava Ermete Trismegisto: “Come sopra, così sotto, come dentro, così fuori, come l’Universo, così l’Anima”. I suoi esperimenti, se però condotti su soggetti particolarmente predisposti, dimostrano che l’uomo non è una monade a sé stante ma che risuona in armonia con il Cosmo tutto, e che ogni piccolissima porzione della sua pelle è una galassia e ne serba il ricordo. Non è escluso che Calligaris sia stato in contatto anche con padre Ernetti, e che abbia influenzato la costruzione del suo cronovisore.

Le idee e gli scorci intuitivo di Giuseppe Calligaris avrebbero meritato maggiore approfondimento ormai da tempo, ma non è mai troppo tardi. Vuoi cominciare tu a fare un piccolo esperimento? Chiudi gli occhi e poi premi la parte sommitale del tuo dito medio su una superficie. Resta così per almeno un quarto d’ora, poi comincerai a vedere qualcosa… secondo il dottore stimolando questa placca si stimola anche la chiaroveggenza. Riuscirai a vedere un futuro in cui gli uomini saranno disposti a credere anche a ciò che i loro occhi non vedono?

Fonti:

Cosa ne pensi?