I cerchi di pietre di Junapani: megaliti dell’antica India

C’è un fatto molto curioso, che continua per lo più ad essere ignorato o, per usare un eufemismo, sottovalutato dagli storici e dagli archeologi. Nelle civiltà antiche di tutto il mondo si riscontra una a dir poco curiosa ricorrenza di elementi simili, quando non addirittura identici. Ad esempio: tutti conosciamo Stonehenge. In Europa esistono molti altri cerchi di pietre simili. Ma sapevi che ce ne sono anche in India, praticamente dall’altra parte del mondo? Sono i cerchi di pietre di Junapani, che suscitano tanti interrogativi e non di meno grande meraviglia nella comunità scientifica.

Monumenti archeologici in India

cerchi di pietre di Junapani
Fonte: WIkipedia

Per noi europei, che abbiamo sempre una concezione centrata su noi stessi e sulla storia del nostro continente, è difficile andare a considerare la storia passata di altri popoli. L’India invece ha un passato antico, molto più del nostro, e per certi versi molto più affascinante. I suoi testi sacri, che per gli occidentali sono pura mitologia, raccontano di episodi e di eventi che forse non sono del tutto inventati, come ci piace pensare. A testimoniare l’esistenza di civiltà evolute centinaia, migliaia di anni fa, ci sono poi reperti archeologici estremamente interessanti, ma che ignoriamo per la maggior parte.

Tra essi ci sono anche numerosi cerchi di pietre, non diversi da quelli che troviamo anche in Europa. Monumenti megalitici sono sparsi un po’ in tutto il subcontinente indiano, tra i quali dolmen e menhir. Alcuni dei siti più importanti risalgono a 5000 anni fa. Gli occidentali hanno cominciato ad interessarsi a questi resti di storia del passato solo in epoca coloniale. Oggi l’archeologia indiana viene studiata ben poco al di fuori dei confini nazionali. A torto, diremo.

I cerchi di pietre di Junapani

cerchi di pietre di Junapani
Fonte: Wikipedia

L’area archeologica di cui vogliamo parlare oggi è quella di Junapani. I cerchi di pietre di Junapani sono infatti tra quelli che hanno avuto un maggiore approfondimento a livello di ricerche e studi, per quanto di recente si sia scoperto come non meno interessanti siano i cerchi di pietre di Mahurjhari. Le due località sono contigue e si trovano nello stato di Maharashtra. Siccome sono separate solo da una strada di costruzione recente, c’è chi pensa che un tempo formassero un unicum costituito da centinaia di cerchi di pietre.

I soli cerchi di pietre di Junapani sono circa 150, di varie dimensioni e forme. La maggior parte sono circolari, ma ce ne sono anche di ellittici. Le pietre usate per costruirli sono basaltiche, e provengono da località lontane dal luogo di erezione, proprio come accaduto a Stonehenge. Secondo la datazione corrente, questi monumenti dovrebbero risalire all’età del ferro, a circa 1500 anni prima di Cristo. Si dibatte molto circa la destinazione d’uso, ma una cosa è certa: questi erano luoghi di sepoltura.

Infatti i cerchi di pietre di Junapani contengono a volte dei “cairn“, vale a dire dei tumuli sepolcrali. Non tutti, però. Secondo uno studio pubblicato dall’Indian Rock Art Research Centre di Nashik e dal dipartimento di Astrofisica del Tata Institute of Fundamental Research di Mumbai, appare come se questi luoghi siano stati usati per seppellire i defunti, coprendoli con ciottoli e detriti, solo in un momento successivo. Lo studio in questione si interroga infatti circa una diversa finalità dei cerchi di pietre di Junapani.

Le coppelle e il loro scopo

cup marks Junapani
Fonte: Pinterest

La principale peculiarità dei cerchi di pietre indiani sta nel fatto che sulle rocce che li delimitano si trovano i caratteristici “cup marks”, detti in italiano “coppelle. Questo è un petroglifo ricorrente nell’arte preistorica, che troviamo un po’ ovunque nel mondo, persino in siti italiani. Detta in modo molto semplice, si tratta di incavi nella roccia che sembrano delle “coppe” atte a contenere qualcosa. Anche se le ipotesi sono tante, non si sa con certezza quale fosse il vero significato di questo comune simbolismo.

Nello studio sopra citato, lo si interpreta alla luce dell’archeoastronomia. Si è cercato cioè di capire se i veri monumenti megalitici avessero un qualche orientamento in base alle stelle e ai movimenti celesti. Le coppelle, in questa ipotesi, potevano servire a segnare determinate pietre che avrebbero dato vita ad una sorta di mega calendario. La conclusione del documento redatto dagli istituti di cui abbiamo parlato, però dice di non aver raccolto sufficienti elementi per confermare tale ipotesi.

L’unico dato che viene rilevato è che in alcuni dei cerchi di pietra considerati si trova un passaggio, o una pietra mancante, verso est. Questo, si dice, potrebbe aver avuto un qualche significato per le popolazioni che anticamente sono vissute in quest’area, ma sarebbero necessari maggiori approfondimenti per capire se è davvero così. Un’altra indagine in perito ai “cup marks” è stata condotta da Riza Abbas, ricercatore e archeologo dell’Indian Rock Art Research Center.

Alla ricerca di un senso

Junapani
Fonte: ResearchGate

Nello studio condotto da Abbas non si fa altro che ribadire il concetto secondo il quale le coppelle sono un motivo stranamente ricorrente nell’arte megalitica, e non solo in India. Il senso però di queste coppe nella roccia continua a sfuggire. Quel che si sa con certezza è che non venivano fatte a casaccio. Disegnando nel dettaglio i tracciati che esse seguono nei cerchi di pietra di Junapani, si capisce che hanno un orientamento ben preciso, anche se l’uomo moderno non comprende più quale sia la sua origine.

In base alle ipotesi fatte da Abbas, e da altri ricercatori che hanno ragionato più in generale su questo tema, potrebbero avere un legame con il culto dei morti. Oppure, ancora una volta, torna l’ipotesi dell’orientamento celeste. Oppure queste concavità nella pietra hanno un altro significato ancora che semplicemente noi uomini moderni abbiamo perduto del tutto gli elementi per decifrare.

Secondo Caleb Strom, studioso di storia antica indiana e collaboratore della rivista “Ancient Origins”, i cerchi di pietre avrebbero senso sia in chiave astronomica che sepolcrale. Il loro intento sarebbe stato quello di garantire l’immortalità degli esseri umani ivi sepolti, legandoli ai grandi cicli cosmici. Questa concezione della vita umana, in senso al tutto, avrebbe poi trovato sviluppo nella storia successiva delle discipline spirituali e divine dell’India.

Quel sottile filo rosso

petroglifi Junapani
Fonte: grahamhancock.com

Difficile decifrare cosa si cela dietro pietre che risalgono a centinaia, migliaia di anni or sono, e che raccontano storie troppo distanti dal nostro stile di vita. Quello che a noi piace sottolineare ancora una volta è il sottile filo rosso che sembra unire le civiltà antiche. Tornano le stesse modalità costrittive e “decorative”, se così le vogliamo chiamare. Le coppelle sono forse uno dei petroglifi più misteriosi di tutti, per la loro apparente semplicità che invece cela un mare di significati ormai perduti.

Sono perduti perché noi ci ostiniamo a voler leggere il passato con la nostra sensibilità moderna, ma probabilmente quella gente, vissuta tanto tempo fa, ricordava e sapeva cose di cui noi non serbiamo più alcuna memoria. E, cosa ancora peggiore, spesso ci ostiniamo a negarle, per il semplice fatto che non collimano con i nostri preconcetti costruiti a tavolino. Se invece lasciassimo che davvero i reperti del passato ci parlassero liberamente, capiremmo che ciò che i più scioccamente chiamano “coincidenze” sono solo tracce di un retaggio comune che ancora, nonostante tutto, lavora dentro di noi.

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