I veri Stargates dell’antichità: siti che forse sono portali tra mondi

La parola “Stargate” ci fa pensare ad un popolare franchise di fantascienza che ha molto spopolato negli anni passati. Ma non si può liquidare l’argomento come un semplice frutto dell’immaginazione umana. Basti pensare che nel 2015 la NASA ha dato il via ad un progetto sperimentale volto proprio ad individuare degli Stargates nello spazio che separa la Terra dal Sole. Ma se questi portali fossero anche qui, su questa Terra? Esploriamo questa affascinante ipotesi.

Antichi portali

Stargate
Fonte: Imgur

Per prima cosa, parliamo dei fatti. Il primo fatto è che la scienza, da qualche anno a questa parte, ha confermato l’ipotesi per cui, in particolari condizioni elettromagnetiche, sarebbe possibile aprire dei portali che colleghino due luoghi anche molto distanti tra di loro. Il concetto che c’è alla base è piuttosto complesso e si basa sulla concezione dello spazio-tempo non come ambiente unidirezionale, ma multidimensionale.

Grazie alla navicella Themis, Jack Scudder, fisico studioso del plasma, è riuscito ad individuare ciò che ha definito X-Points. Gli X-Points sono i luoghi in cui diversi campi magnetici si intersecano, e rilasciano particelle cariche di energie. Questi X-Points si trovano ad una certa distanza tra la Terra e il Sole. Scudder non ha saputo dire cosa siano di preciso, ma si è detto fiducioso di nuove scoperte.

L’altro fatto da mettere in campo è la presenza in tutto il mondo di manufatti antichi con caratteristiche simili e all’apparenza inspiegabili. Anche se i moderni archeologi assegnano una destinazione d’uso a costruzione come le Piramidi d’Egitto, o Stonehenge, la verità è che le loro spiegazioni non calzano mai perfettamente. Sembra esserci sempre qualcosa che sfugge, nella maniacale precisione con cui popoli presunti “primitivi” hanno eretto i loro edifici.

Un’ipotesi

Fonte: Pinterest

Un’ipotesi senza dubbio affascinante, che naturalmente non può essere verificata ma che sembra comunque poter annoverare alcuni indizi a suo favore, che vedremo più avanti, è quella che questi antichi siti altro non fossero che Stargates. I nostri antenati, molto prima di noi, avevano trovato il modo di manipolare il tempo e lo spazio e potevano dunque viaggiare tra luoghi anche molto distanti tra loro. In quest’ottica, le cosiddette “divinità” potevano essere semplicemente persone venute da molto lontano. Addirittura, da un altro pianeta.

Anche se l’ipotesi viene rigettata senza nemmeno un contraddittorio dalla cosiddetta “scienza ufficiale”, è ben più che una mera ipotesi fascinosa. Essa risponderebbe in modo terribilmente calzante alla maggior parte delle domande che ancora oggi restano senza risposta, quando si va ad indagare la vera natura di certe località. Senza contare che ci sono testimonianze di persone che hanno “visto” questi portali aprirsi.

Si tratta però sempre di veggenti e sensitivi, che non godono di credibilità nel mondo accademico. Eppure, sappiamo che la quasi totalità degli antichi siti è stata eretta su luoghi con potente carica elettromagnetica. E se non fosse un caso? Se i nostri antenati avessero conosciuto il modo di manipolare quei campi e di aprire degli “strappi” (o wormholes) nello spazio- tempo? Fantascienza, per ora: che però diventa assai più credibile al cospetto dei più grandi misteri dell’archeologia.

Stargates nel mondo antico: la Piramide di Giza

Elenchiamo alcuni dei siti maggiormente “papabili” come Stargates. Il primo è la grande piramide di Giza, quella la cui costruzione venne attribuita al faraone Cheope. Tra le molteplici possiibli spiegazioni che potrebbero essere date circa la sua vera natura, c’è anche quella di un portale tra mondi o luoghi. La precisione della sua costruzione, il suo grande magnetismo interno, e la sua inspiegabilità come tomba, sono elementi che fanno riflettere.

Stonehenge

Fonte: DeviantArt/puky7

Nel Regno Unito, il circolo di pietre di Stonehenge è di certo il più noto di tutto il mondo. Che il suo orientamento, e il modo in cui sono collocate le pietre, non siano casuali, è cosa nota. Ma forse dietro quelle criptiche pietre c’è di più di un mero osservatorio astronomico. Forse è proprio una mappa per orientarsi in viaggi attraverso i mondi.

Abu Gurab

Fonte: Ancient Code

Abu Gurab è un altro importante sito egizio, che si trova sulla riva occidentale del Nilo. Qui si ergeva un antichissimo tempio del dio Sole, secondo alcuni studiosi forse uno dei più antichi che siano mai stati ritrovati. Tra i resti più interessanti c’è una vasta piattaforma in alabastro che sembra possedere particolari proprietà. Chi l’avvicina sente i sensi aprirsi, e sperimenta una forte connessione con l’Universo.

Il tempio di Padmanabhaswamy

Fonte: bharatabharati.in

Questo tempio si trova in India, nella regione di Kerala, ed è conosciuto per una sua peculiarità. Al suo interno si trovano sei porte che conducono ad altrettante camere. Si favoleggiava di grandi tesori che sono stati ritrovati lì sotto, e in effetti, quando le prime cinque porte sono state aperte, si sono trovate ricchezze superiori alle aspettative. La sesta porta però non si apre: le autorità hanno vietato ulteriori tentativi, credendo che aprirla porterebbe grandi sciagure.

Stargates sumeri

Fonte: Curiosmos

Le civiltà sumera e babilonese sono le più antiche da noi conosciute, e molti misteri circondano la loro complessa civilizzazione. In molti sigilli sono visibili delle costruzioni che secondo alcuni commentatori rappresenterebbero degli Stargates. In particolar modo, all’interno di questi portali era sempre raffigurato il dio Ninurta.

Potremmo continuare oltre l’elenco annoverando anche l’incredibile e ancora tutto sa scoprire sito turco di Gobekli Tepe, la porta del sole di Tiahuanaco o Hayu Marca. Non ci sono elementi che possano dire, con certezza, se questi e altri siti fossero davvero delle porte, forse anche collegate le une con le altre. Ma, invero, non esistono neppure elementi che lo neghino in modo assoluto.

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