La mummia delle montagne di San Pedro e la sua misteriosa scomparsa

I miti e le leggende di tutto il mondo parlano spesso sia di creature altissime, molto più grandi di quanto non siamo noi umani (i giganti) ma anche di creature piccolissime (i nani). Sebbene sia credenza comune che nani e giganti non siano esistiti che nei racconti, in verità si trovano spesso indizi che potrebbero far credere qualcosa di diverso. Questo è, ad esempio, il caso della mummia delle montagne di San Pedro, un enigma che appassiona ancora oggi la comunità scientifica, e non solo.

Alla ricerca dell’oro

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Fonte: Atlas Obscura

Era il 1934 quando Cecil Main e Frank Carr si trovavano tra le montagne del Wyoming alla ricerca dell’oro. Mentre avanzavano tra le San Pedro Mountains avvistarono un filone promettente, che però, ad un certo punto, scompariva dietro una parete rocciosa. Presero quindi l’esplosivo per aprire una strada e fecero brillare le rocce. Si aprì alla loro vista una caverna di modeste dimensioni che conteneva qualcosa che non era oro, ma che era non meno stupefacente.

Su una piccola sporgenza vi era una creatura piccolissima. Stava accovacciata, e non misurava, in questa posizione, che 15 centimetri di altezza. I due cercatori d’oro calcolarono che, se fosse stata all’impiedi, non avrebbe raggiunto i 35 centimetri. La creaturina aveva le braccia incrociate e doveva essere morta da tempo: il clima secco del luogo l’aveva mummificata e perfettamente conservata. Solo che il suo aspetto era a dir poco curioso.

La mummia aveva il cranio sfondato e ricoperto da una strana e ignota sostanza gelatinosa. Il naso era schiacciato, le palpebre sugli occhi pesanti e gonfie. La pelle era di colore marrone, forse per via del tempo trascorso in mummificazione. La bocca era piena di denti aguzzi che sembravano tutti canini. Main e Carr capirono di aver fatto bingo: presero la mummia e si dimenticarono della caccia all’oro.

La popolarità della mummia

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Fonte: www.wyohistory.org

A quei tempi non erano inusuali i fenomeni da baraccone, i cosiddetti “freak”. Qualunque anomalia della natura veniva esibita come qualcosa da mostrare a pagamento, e la gente accorreva a frotte. Così la mummia delle montagne di San Pedro suscitò un grande interesse, e venne venduta da coloro che l’avevano ritrovata a Homer Sherrill solo due anni dopo essere tornata alla luce. In seguito passò nelle mani di Floyd Jones, che possedeva un negozietto nella cittadina di Meeteetse, Wyoming. Teneva la mummia esposta come attrazione per i clienti.

Più tardi, la mummia venne acquistata da Ivan Goodman, che vendeva macchine nella cittadina di Casper, non distante dalle San Pedro Mountains. Anche lui la mise in esibizione per attirare le persone, conservandola sotto una campana di vetro. Più o meno in questo periodo (siamo tra gli anni Quaranta e Cinquanta) la mummia, chiamata a volte amichevolmente Pedro, venne sottoposta ai raggi X.

Fino a quel momento era sussistito il ragionevole dubbio che non si trattasse di altro che di uno scherzo, un qualcosa costruito ad arte. Le indagini che invece vennero eseguite dal professor Harry Shapiro, curatore dell’American Museum of Natural History di New York dimostrarono che Pedro era un essere umano. La domanda successiva fu: si trattava di un bambino o di un adulto? E se era un adulto, a quale specie apparteneva?

Enigma irrisolto

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Fonte: theminiaturespage.com

Ancora oggi il dilemma resta irrisolto: questo perché dopo gli anni Cinquanta della mummia si perse ogni traccia e non sappiamo, ad oggi, che fine abbia fatto. Solo se venisse ritrovata si potrebbe dirimere finalmente l’annosa questione. L’ipotesi più accreditata dal mondo scientifico è quella espressa negli anni Settanta (quindi studiando solo sui documenti d’archivio, e non sulla mummia stessa) dal dottor George Gill dell’Università del Wyoming. Per lui non c’era dubbio: Pedro era un bambino, e un bambino molto sfortunato.

Era nato affetto da una rara condizione che si chiama anencefalia. Accade quando il feto non si forma completamente e nasce privo di buona parte del cervello, spesso con il cranio aperto. Raramente sopravvive al parto e, se ci riesce, muore poco dopo. Così, disse Gill, si spiega il cranio aperto della mummia ritrovata sulle San Pedro Mountains. Fine del mistero. O no?

Altri dubbi sorgono. Intanto, da quello che sappiamo la mummia aveva tutti i denti, e i raggi X avevano evidenziato anche del cibo nel suo stomaco. Inoltre, Pedro, ahinoi, era stato ucciso. Aveva la spina dorsale danneggiata e il collo spezzato, e la testa era stata sfondata. Infine: perché era stato inumato in quella strana posizione, come se fosse una sorta di piccolo Buddha dormiente? E cos’era quel liquido gelatinoso che gli era stato ritrovato addosso?

I Nimerigar

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Fonte: Pinterest

Gli indiani Shoshoni, che abitavano nel Wyoming, avevano una diffusa credenza nel loro folklore. Credevano infatti che un tempo fosse esistita una razza di uomini molto piccoli che nei racconti chiamavano Nimerigar. Questo termine vuol dire “mangiatori di persone” perché infatti si diceva che fossero malvagi. Uccidevano usando aghi avvelenati ed eliminavano la gente della loro stessa comunità quando si ammalava e diventava un peso.

C’è dunque chi crede che la piccola mummia ritrovata dai due cercatori d’oro altro non sia che la prova che quei racconti leggendari non erano inventati, ma erano solo un ricordo di tempi più lontani. C’è persino chi ha messo una “taglia” sulla testa di Pedro: John Adolfi di Syracuse, New York, che nel 2005 ha offerto 10.000 dollari a chi l’avesse ritrovata. Secondo lui, Pedro poteva dimostrare che tutte le teorie evoluzionistiche sono sbagliate.

san pedro ricompensa
Fonte: lostworldmuseum.com

Negli anni Novanta il professor Gill partecipò ad un programma televisivo in cui invece espose la teoria del bambino anencefalico. In seguito un fattore che viveva nelle montagne di San Pedro gli portò un’altra mummia ritrovata in precedenza, che fu chiamata Chiquita. Stava nella stessa posizione di Pedro e misurava una decina di centimetri. Analizzata approfonditamente, dimostrò di essere una bambina anencefalica morta nel 1500.

Questo proverebbe che anche la mummia di Pedro fosse quella di un bambino: ma non c’è più modo di provarlo con certezza. E la cosa curiosa è che il reperto, nonostante la ricca ricompensa promessa, resta nascosto chissà dove, chissà da chi, e chissà perché.

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