Il Mar del Diavolo e i 12 Vortici

Chi non conosce il Triangolo delle Bermuda? Celebre per le numerose sparizioni che sono avvenute nel suo specchio d’acqua, si trova nell’Oceano Atlantico e molti lo hanno collegato alla leggendaria Atlantide. Non tutti sanno però che il Triangolo delle Bermuda trova un suo parallelo speculare nell’Oceano Pacifico. Qui misteriose sparizioni sono avvenute nel Mar del Diavolo, o Triangolo del Drago. E pare che questi due spazi marini non siano che 2 di 12 “vortici nefandi”.

Ma no Umi

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Fonte: Pinterest

La triste nomea del Mar del Diavolo (Ma no Umi in giapponese) affonda le sue origini parecchio indietro nel tempo. Il cosiddetto Triangolo del Drago non ha limiti così ben definiti quanto il Triangolo delle Bermuda. Si estende però, all’incirca, tra la costa giapponese, a partire da un centinaio di chilometri a sud di Tokyo, la costa orientale delle Filippine e quella occidentale dell’isola di Guam. Come dicevamo, però, i suoi confini non sono sempre gli stessi, a seconda dei resoconti.

La prima misteriosa sparizione che si è fatta registrare tra i flutti dell’Oceano risale al XIII secolo. A quei tempi il Kublai Khan, nipote di Gengis Kahn, guidava i Mongoli nel tentativo di conquistare il Giappone. Per due volte, nel 1274 e poi nel 1281, tentarono l’invasione via mare. In entrambe i casi, la flotta mongola venne sconfitta dall’Oceano, e dei 40.000 soldati che sarebbero dovuti approdare si perse ogni traccia. Solo, ogni tanto, i sub scoprono i resti delle loro navi sul fondo del Mare del Diavolo.

La seconda testimonianza risale all’Ottocento, quando una donna venne vista navigare su queste acque con la sua imbarcazione. Nessuno sa chi fosse, dove fosse diretta o da dove venisse, ma soprattutto che fine abbia fatto. Anche lei sparì senza lasciare traccia. Secondo le credenze popolari giapponesi sul fondo del mare vive un Drago che divora chiunque osi passare sulla sua testa. Da qui il nome di “Triangolo del Drago”.

La crescente fama del Mar del Diavolo

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Fonte: www.thetravel.com

Veniamo a tempi più vicini a noi. Tra gli anni Quaranta e Cinquanta si sono registrate molte altre sparizioni, in questo caso soprattutto di pescherecci tra l’isola di Miyake e Iwo Jima. La cosa era diventata talmente preoccupante da spingere il governo giapponese a mandare una nave in ricognizione nel Mare del Diavolo, la Kaio Maru No. 5. Questa imbarcazione non ebbe maggiore fortuna delle altre. Scomparve per essere ritrovata solo in seguito, affondata. I 31 membri del suo equipaggio, però, sembravano svaniti nel nulla.

Da quel momento le acque del Triangolo del Drago sono state dichiarate non sicure per la navigazione e la pesca. La loro fama tornò a crescere negli anni Ottanta, quando lo scrittore Charles Berlitz pubblicò un libro dedicato a questo luogo, a seguito di un precedente scritto relativo al Triangolo delle Bermuda. Berlitz sosteneva la teoria che qualcosa di misterioso e paranormale accadesse in queste acque.

Naturalmente, molti invece negavano le sue teorie. A smentirlo in modo categorico fu, qualche anno dopo, Larry Kusche. Questi sosteneva che tutti i cosiddetti “fenomeni inspiegabili” tanto del Triangolo delle Bermuda che di quello del Drago erano facilmente spiegabili con la presenza di attività sismica e vulcani sottomarini. Il mare è pericoloso, diceva, e capita che le navi affondino. Certo. Ma altre cose strane accadono nel Mar del Diavolo.

I Vortici nefandi (Vile Vortices)

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Fonte: mystifyingmysteries.home.blog

Nel Triangolo del Drago, al pari che in quello delle Bermuda, si sperimentano strani fenomeni elettromagnetici e avvistamenti che in molti attribuiscono alla presenza di UFO. Secondo Ivan T. Sanderson, biologo scozzese che ben presto cominciò ad interessarsi di paranormale, ci sono alcuni punti speciali sul pianeta Terra, collegati molto strettamente alle ley lines. In questi punti si catalizzano forze magnetiche capaci di far accadere cose inspiegabili.

Lui chiamava questi punti “Vile Vortices”, che potremmo tradurre con “vortici nefandi”. Due sono il Triangolo delle Bermuda e il Mar del Diavolo; gli altri dieci sono: i megaliti algerini a sud di Timbuctu; la città di Mohenjo Daro, in Pakistan; il vulcano Hamakulia, nelle Hawaii; l’anomalia dell’Atlantico del sud; l’isola di Pasqua; la parte orientale di Rio de Janeiro; le isole Loyalty in Nuova Caledonia; il Polo Nord e il bacino di Wharton in Australia.

Cosa succede in questi vortici? Qui si coagulano energie soprannaturali ben conosciute dai nostri antenati, tanto che vi costruirono siti di grande importanza, o monumenti. Ecco perchè accadono fenomeni inspiegabili. Non è escluso che possano essere dei portali. Sanderson osservò come si trovassero dislocati secondo uno schema ben preciso: cinque lungo il Tropico del Capricorno, cinque lungo quello del Cancro. Essi sono luoghi di potere, dove forze oggi ignote all’uomo continuano ad agire da secoli, millenni, forse dall’inizio della storia del pianeta.

La verità

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Fonte: eden-saga.com

Quando si parla di luoghi misteriosi, c’è sempre chi desidera trovare la “verità” e dare una risposta definitiva a quelle che vengono definite favole e fantasie. Sembra esserci un certo autocompiacimento nel demolire ogni ipotesi che esula dal campo dello strettamente verificabile, con una tendenza marcata a riempirsi la bocca di quelle che vengono esibite come evidenze scientifiche.

Vulcani subacquei, terremoti e maremoti, esalazioni di gas: tutti questi fenomeni accadono, ma nessuno vieta che ciò che li scatena possa essere una forza più grande di quella che l’uomo concepisce. Nessuno esclude che la natura stessa risponda a leggi che ci sfuggono, per il semplice fatto che siamo esseri finiti e limitati e che la Terra era molto prima che noi fossimo.

Il Mar del Diavolo è davvero uno dei 12 vortici che in vari punti del pianeta focalizzano una forza più grande, che è il magnetismo che pervade la Terra? Non è poi una spiegazione così fantasiosa e, anzi, darebbe risposta a molti quesiti che la scienza lascia spesso insoluti.

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