Un archetipo di grande potere: lo Squatter Man

Analizzando con attenzione i petroglifi che i nostri progenitori hanno inciso sulle rocce si trovano alcuni simboli ricorrenti. Sono quelli che vengono definiti “archetipi”, in quanto compaiono in diverse parti del mondo. Alcuni sono abbastanza chiari e facili da spiegare, altri invece presentano delle interpretazioni un po’ più complesse. Quello che viene definito “Squatter Man” è uno dei più misteriosi, ma anche dei più interessanti. Scopriamo cosa si cela dietro un archetipo di grande potere: lo Squatter Man.

Un uomo stilizzato o…

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Fonte: aextranjera1.wordpress.com

L’immagine di cui stiamo per parlare, che viene definita “Squatter Man”, “Squatting Man” o “Sticky Man”, ad una prima occhiata ha esattamente le caratteristiche suggerite dalle precedenti definitizioni. In inglese il verbo “to squat” vuol dire accucciarsi, accovacciarsi. In effetti, la figura sembra un omino stilizzato che ha le gambe un po’ piegate. “Stick” vuol dire invece “bastone”: e in effetti l’immagine fa pensare al classico omino che disegnavamo quando eravamo piccoli, con il corpo realizzato con un semplice tratto.

Quindi si parte dall’idea che gli uomini primtivi fossero persone con il cervello limitato, bambini appunto, che disegnavano in modo molto semplice e stilizzato. L’uomo-stecco doveva quindi essere una sorta di primordiale tentativo di raffigurazione di un essere umano. Eppure questa figura ha delle caratteristiche che fanno riflettere e che esulano da una spiegazione tanto semplicistica. Accanto al suo “corpo” ci sono sempre due protuberanze intermedie, disegnate tra quelle che dovrebbero essere le braccia e le gambe.

Il simbolo di cui stiamo parlando ha un’altra peculiarità, quella che abbiamo preannucniato all’inizio. Si trova in parecchie parti del mondo, anche piuttosto distanti tra di loro. Ad esempio, è un petroglifo ricorrente nelle iscrizioni rinvenute in Australia, ma anche negli Emirati Arabi, in Nord America, e financo in Europa, a Malta e in Italia (in Valcamonica). Anche se le modalità raffigurative differiscono leggermente, appare chiaramente un archetipo.

Un archetipo è un’immagine che appartiene all’immaginario collettivo. Ancora una volta, la spiegazione più semplice che si può dare di questo fatto è che in modo istintivo le civiltà umane sorte ai vari angoli del globo abbiano sviluppato questo stesso stilema. Parlare di una mera coincidenza sembra però un po’ ingenuo. E infatti la spiegazione potrebbe essere un’altra, assai meno semplice e ben più affascinante.

Anthony Peratt

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Fonte: sociable.co

Sorprendentemente, a questo punto della storia entra in gioco un personaggio che non ha nulla a che vedere con l’archeologia o la storia antica. Anthony Perratt è uno stimato fisico americano che ha dedicato la sua vita a studiare una materia estremamente complessa, ovvero la natura e la dinamica del plasma. Il plasma è un gas ionizzato caratterizzato dalla presenza di elettroni e ioni. Il plasma esiste in abbondanza nell’Universo: sulla Terra è molto raro e si palesa soprattutto nelle aurore boreali.

Osservando con attenzione il simbolo detto Squatter Man, Peratt si rese conto che assomigliava in modo sconcertante al modo in cui si comporta il plasma in certe condizioni. Secondo la sua disamina, quello che si era creduto il “corpo” di un uomo era in realtà una scarica di energia circondata da fluttuazioni tubolari (braccia, gambe, e quel terzo segno intermedio). Qui sotto puoi vedere la rappresentazione di una fluttuazione di plasma.

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Fonte: www.ldsfreedomforum.com

Un documento molto completo e ben dettagliato riporta tutte le osservazioni fatte da Peratt su un gran numero di petroglifi archetipici, ben 100.000, raccolti in vari luoghi sulla Terra. La particolarità osservata è che tutte le località considerate sembravano puntare ad un certo punto nel cielo dell’emisfero meridionale. Peratt ne trasse ua conclusione che è ancora in discussione, ma che appare molto convincente.

I nostri remoti antenati che abitavano i quattro angoli del globo furono testimoni di un evento celeste oggi quasi impensabile ma forse a quei tempi meno inconsueto, ovvero una fluttuaizone di plasma, una sorta di “aurora boreale” diffusa. Quell’evento li colpì tanto profondamente che decisero di raffigurarlo. Ecco nascere il segno archetipico dello Squatter Man, che altro non è che un evento cosmico trasformato in simbolo.

Il misterioso Squatter Man

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Fonte: www.thunderbolts.info

Ne dobbiamo dedurre che lo Squatter Man non è affatto un uomo, ma una raffigurazione stilizzata e simbolica di un evento reale. D’altro canto, è stato appurato che l’arte dei petroglifi subì un’evoluzione nel tempo. All’inizio i petroglifi erano molto colorati e più rappresentativi, tendenti a raffigurare il reale. Da un certo momento in poi divennero più scarni, stilizzati, usavano pochi colori ed erano, per così dire, surreali. Tale cambiamento dunque potrebbe essere stato causato da un evento osservato nel cielo, che sconvolse profondamente gli animi e quindi anche le modalità raffigurative.

Scopriamo dunque che dietro i simboli degli antichi si cela sempre qualcosa di diverso e meno “infantile” di ciò che siamo propensi a credere. Probabilmente l’archetipo dello Squatter Man si collega a quello dell’Albero della Vita, che sarebbe un’altra raffigurazione delle fluttuazioni del plasma in una diversa configurazione. A Malta, in particolar modo, se ne hanno svariati esempi su terracotte e ceramiche. Nessuno sa chi fossero i primitivi abitanti di Malta, che hanno lasciato interessantissime costruzioni megalitiche.

Fino ad ora i petroglifi ritrovati erano stati interpretati o nel modo che abbiamo spiegato, o leggendo la figura della strana creature con quattro braccia come una “mantide sacra”. Ci si riferisce soprattutto ad un recente ritrovamento fatto in Iran, che oggi i più sono propensi a riconoscere come un ennesimo esempio di Squatting Man. Purtroppo non si può dare una datazione precisa ai petroglifi, in quanto il test del carbonio 14 non è del tutto efficace sulla materia inerte.

Si presume però che questo tipo di petroglifo abbia cominciato a svilupparsi tra il Neolitico e la prima Età del Bronzo, vale a dire tra 10.000 e 3.000 anni fa circa. Quindi l’evento celeste dovrebbe essersi verificato in questo lasso di tempo. Va detto che avrebbe potuto essere catastrofico, con gravi conseguenze sulla salute di chi vi ha assistito, forse anche la morte. Infatti sarebbe stato accompagnato da una forte emissione di radiazioni.

Imparare a leggere

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Fonte: Pinterest

Sono necessarie molte conoscenze diverse per riuscire a leggere con chiarezza tutti gli indizi che i nostri progenitori ci hanno lasciato per ricostruire il lontano passato. Uno scienziato non si dovrebbe mai arroccare dietro la sua disciplina. Dovrebbe avere sempre l’intelligenza e l’elasticità di chiedere il supporto di materie affini, o addirittura anche molto distanti. Potremmo pensare che l’archeologia e la fisica c’entrino ben poco l’una con l’altra. Abbiamo appena scoperto che non è così.

Dobbiamo anche liberarci dei pregiudizi o delle consocenze pregresse di cui sono colme le nostre menti. Ogni cosa che ci viene presentata davanti va letta in modo critico, mettendo insieme i vari pezzi e cercando di comporre un quadro organico e razionale. Alla verità non si può arrivare scalando le nostre ferree certezze e cercandone conferma. La verità si trova mettendo in dubbio, sempre, quello che credevamo di sapere.

Ecco allora che, guardando con maggiore attenzione lo Squatter Man, possiamo vedere ciò che davvero voleva rappresentare e non ciò che noi abbiamo creduto che fosse. E racconta un evento catastrofico che ha condizionato e incanalato la storia dell’uomo, di tutta l’umanità, legato forse ad altri eventi che ancora dobbiamo scoprire.

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