Masuda no iwafune, la nave di pietra

Il Giappone è un Paese di incredibile fascino culturale, spesso trascurato dall’Occidente per un motivo molto semplice. Comprendere le civiltà orientali per noi è estremamente difficile, e a volte non facciamo nemmeno uno sforzo per provarci. Oggi ci addentreremo nella prefettura di Nara, e più precisamente nel Distretto Takaichi. Qui si trova la cittadina di Asuka i cui dintorni sono costellati da strani monumenti monolitici. Tra questi vi è la roccia detta Masuda no iwafune, la nave di pietra.

La civiltà dei Tumuli

masuda no iwafune
Fonte: wow-j.com

Tra il 250 e il 500 circa in questa zona del Giappone si ebbe un’epoca chiamata Kofun jidai, che vuol dire “era dei Tumuli”. Il nome è presto spiegato. A questo periodo risale la costruzione di numerosi tumuli dalla forma peculiare. Disegnavano infatti una chiave, ed erano circondati da un fossato. Oltre ai tumuli, nell’area della cittadina di Asuka si trovano anche molte pietre scolpite che non mancano di destare interesse e curiosità ancora oggi.

La Masuda no iwafune è di certo la più strana di queste pietre. Si tratta a tutti gli effetti di un monumento megalitico: le sue dimensioni sono imponenti. Misura infatti 11 metri in lunghezza, 8 in larghezza e 4 e mezzo in altezza. Il suo peso stimato è di ben 800 tonnellate, visto che il masso è in granito. Ma quello che stupisce non sono le sue dimensioni, ma il modo in cui questa pietra è stata incisa.

Il suo nome in giapponese vuol dire “nave di pietra”. Perché definirla una “nave”? La sua forma, in verità, non ricorda nulla in particolare. Il masso è stato levigato nella parte superiore, dove compaiono due feritoie quadrate della larghezza di circa un metro. Sulla base della roccia ci sono scanalature che, secondo gli studiosi, sono state create dalle tecniche usate per creare i fori sulla sommità.

La prima ipotesi che fu fatta circa la natura della Masuda no iwafune è che fosse uno dei tanti monumenti buddisti che si possono trovare vicino Asuka e in tutto il Distretto. In verità, però, la sua conformazione e la sua lavorazione non assomigliano a null’altro di conosciuto. C’è solo un’altra pietra che, per singolarità, potrebbe essere assimilata a questa e si chiama Ishi no Hoden.

Ishi no Hoden e Masuda no iwafune

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Masuda no iwafune, Fonte: www.travel.co.jp

La Ishi no Hoden è un’altra roccia megalitica che si trova vicino alla città di Takasago. Ha dimensioni molto imponenti, come la Masuda no iwafune: infatti è alta quasi sette metri ed ha forma squadrata, di circa 5 metri e mezzo di lato. Presenta una scanalatura lungo i fianchi, proprio come l’altra roccia, ma non sembra che ci siano presenti fori quadrati. Sulla sommità della roccia però ci sono degli alberi, che potrebbero coprire eventuali cavità.

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Fonte: Wikimedia Commons

Oggi Ishi no Hoden ospita un tempio scintoista e, in qualche modo, la sua esistenza sembra giustificata da questo riutilizzo. Ma che dire della Masuda no iwafune? Nessuno sa chi l’ha costruita, quando o a quale scopo. Le ipotesi che sono state fatte, naturalmente, sono numerose, ma nessuna può dirsi definitiva o del tutto convincente. Potrebbe risalire all’età dei Tumuli, ma è impossibile datare il granito.

Nessuna delle tecniche di datazione che possediamo oggi funzionano nel clima di Asuka, e inoltre la roccia si trova in un luogo impervio che non è facile raggiungere e che scoraggia ulteriori approfondimenti. Oltre all’ipotesi di un luogo sacro buddista, c’è stato anche chi ha avanzato l’idea che la roccia potesse servire ad un qualche tipo di osservazione astronomica.

La sommità della pietra è infatti attraversata da una linea che è perfettamente parallela al profilo della montagna che si erge su Asuka. Pare che servirebbe a determinare alcuni momenti importanti durante l’anno lunare. Questa teoria però viene comunemente scartata, ritenuta inverosimile. Altri ritengono che il nome , che vuol dire “nave di roccia”, sia un omaggio al lago Masuda, che oggi non esiste più.

Una tomba, o chissà che altro

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Fonte: mysteriesrunsolved.com

Un’altra ipotesi vorrebbe che la Masuda no iwafune fosse servita come sepoltura di qualche personaggio di alto rango. Però non si spiegherebbe che fine abbia fatto il corpo che teoricamente doveva essere sepolto al suo interno. Si pensa anche che forse la roccia sia un’entrata ad una tomba restata però incompiuta. La verità è che ancora una volta ci troviamo davanti ad uno degli enigmi che la storia, con il suo trascorrere, probabilmente lascerà irrisolti.

Vista la sua forma peculiare, innegabilmente, aliena, era inevitabile che ci fosse anche chi attribuisse la creazione di questa roccia ad esseri giunti sul nostro pianeta da qualche insondabile profondità stellare. Resta anche aperta la possibilità che si tratti di un qualche residuo antichissimo di quella civiltà chiamata Mu che fu progenitrice di tutte le altre. Non abbiamo indizi che possano farci propendere per una soluzione, piuttosto che per un’altra. L’unica cosa certa è l’anomalia rappresentata dalla Masuda no iwafune.

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