Creature leggendarie: le Sirene e il Mare

Le sirene sono creature considerate mitologiche, anche se le cronache antiche sono piene di racconti di loro avvistamenti. Convenzionalmente, si attribuisce l’origine di questa figura alla mitologia greca dove però la sirena non era, come invece ormai è radicato nel nostro immaginario collettivo, metà donna e metà pesce ma metà donna e metà uccello. Scopriamo però qualche altro particolare su queste incantevoli ammaliatrici e scopriamo dove ha inizio il loro indissolubile legame con il mare e l’acqua.

Le sirene nell’Antica Grecia

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Fonte: Flickr

Qualunque resoconto sulle sirene ha origine nell’Antica Grecia, dove queste creature avevano il busto femminile e la parte inferiore del corpo di uccello. In verità però Omero, che le introduce in uno degli episodi più famosi delle avventure di Odisseo-Ulisse, non le descrive fisicamente. I commentatori adducono il fatto alla convinzione dell’autore che il suo uditorio era ben conscio della forma che le sirene avevano per l’immaginario comune.

Non è molto chiaro quale sia l’origine del nome, però una delle ipotesi più accreditate lo collega alla radice “sir” che in semitico significa “cantare”. Infatti, una delle caratteristiche che assimila sia le sirene della Grecia che quelle di altre tradizioni culturali è il fatto che il loro canto è molto melodioso. Con questo canto esse sono in grado di irretire i marinai: è da quel canto che Ulisse fa difendere i suoi compagni di viaggio, ma che lui vuole ascoltare.

Era però noto che chiunque si lasciasse ammaliare dal richiamo delle sirene poi avrebbe dimenticato se stesso e si sarebbe smarrito con loro. Ecco perché allora Ulisse si fece legare all’albero della sua nave. Un altro racconto mitologico in cui compaiono le sirene è quello di Giasone e degli Argonauti. La loro nascita è spiegata in modi diversi. Secondo una tradizione, pare che nacquero dalle gocce di sangue del dio delle acque.

Secondo un’altra tradizione, invece, esse erano delle fanciulle che furono trasformate o per punizione dalla gelosa Afrodite, o per loro stessa richiesta in quanto amiche di Persefone, rapita dal dio Ade. In forma di uccello, infatti, avrebbero potuto cercarla meglio. In qualche misura, comunque, anche le sirene greche hanno un forte legame con il mondo acquatico.

Le sirene metà pesce

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“A Mermaid”, Waterhouse, John William, 1900 / Fonte: www.royalacademy.org.uk

Secondo le ricostruzioni più diffuse, solo in età medievale la figura della sirena greca mutò, assumendo forma parzialmente ittica. Infatti in molte chiese medievali troviamo questa figura, che era anche simbolica, sovente con la coda doppia. Questo però non è del tutto esatto, perché è possibile rintracciare figure mitologiche semi acquatiche praticamente in tutte le culture del mondo, a partire dalle più antiche.

Ad esempio, la prima storia che riguarda le sirene risale al 1000 avanti Cristo ed è assira. La dea Atargatis si era innamorata di un umano ma, accidentalmente, ne causò la morte. Per punirsi si gettò in mare, e tramutò il suo corpo in metà pesce. Anche in Mesopotamia esistevano delle divinità parzialmente acquatiche, dette Oannes, creature anfibie antichissime scese sulla Terra per istruire l’umanità.

Di certo però la cultura dove le sirene metà donna e metà pesce hanno una tradizione più radicata è quella britannica, nella quale viene sottolineato soprattutto l’aspetto malvagio di queste creature. Spesso sono infatti considerate portatrici di grandi sfortune, e vederne una era quindi un cattivo presagio. In Irlanda, al contrario, le sirene sono spesso portatrici di doni ma, come tutte le altre creature magiche, possono anche essere dispettose.

Spostandoci fuori dall’Europa, scopriamo che le sirene esistono anche nel folklore orientale. In Giappone si chiamano ningyo; in Cina jiaorenmentre la sirena più famosa dei racconti coreani si chiama Sinjike. Anche in Russia, nei Paesi slavi, nell’induismo e in Africa i racconti leggendari riguardano figure acquatiche con forme simili a quelle dei pesci: anche queste sono “sirene” che quindi, come abbiamo visto, esistono (quantomeno nell’immaginario) in tutto il mondo.

Chi ha visto le sirene

“Hylas e le Ninfe”, John William Waterhouse,: 1896 / Fonte: www.wikiart.org

Al pari di quel che accade per le fate, per l’abominevole Uomo delle Nevi o per il mostro di Loch Ness, anche riguardo alle sirene la popolazione mondiale si divide in tre grandi categorie. C’è chi non sa nulla di queste creature, né prova alcun interesse nei loro confronti. C’è chi crede che siano solo frutto della creatività umana, e che quindi siano relegate nei racconti per bambini. Infine, c’è chi crede fermamente che esistano.

Per quel che concerne le sirene possiamo dire che in passato si documentano numerosi avvistamenti. Il più famoso è quello che fu riportato da Cristoforo Colombo in persona, mentre navigava attorno all’isola caraibica di Hispaniola. Era il 1493 e pare che Colombo sia rimasto anche un po’ deluso, in quanto le sirene, scrisse, non erano belle così come veniva raccontato.

Nel 1608 l’equipaggio di Henry Hudson dichiarò di aver avvistato delle sirene nel Mare Artico, e anche negli anni più recenti ci sono delle testimonianze. Si tratta però di prove che non vengono mai prese molto sul serio. Si sa che i marinai sono gente poco affidabile, si dice. Quando poi si ha a che fare con i racconti dei pescatori irlandesi, bisogna tenere conto di quanta birra scura hanno bevuto prima di prendere il largo.

In generale, la figura della sirena si dice nata da una semplice svista. Potrebbe trattarsi di una foca (e nella mitologia delle isole Faroe la sirena è una foca che si spoglia della sua pelle) o di un dugongo. La loro figura affascina in quanto, secondo alcune credenze antiche, l’uomo è nato dall’acqua e l’acqua è il suo elemento primordiale. Ecco allora che la sirena rappresenta per ognuno di noi un archetipo fortissimo e decisamente ammaliante.

Com’è fatta una sirena

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sirena delle Fiji (falso) / Fonte: www.mockingtheapocalypse.com

Abbiamo potuto apprezzare il fatto che la sirena si incarna in tante tradizioni diverse, ed è per questo che la sua figura fisica assume connotati diversi. In generale, la pensiamo così com’è nella tradizione del Nord Europa. Le sirene sono fanciulle molto belle, con capelli molto lunghi che possono avere strani colori per confondersi con le alghe. Amano pettinarsi alla luce della luna, guardandosi in uno specchio. Sanno cantare in modo melodioso.

A volte, sono raffigurate anche con le mani palmate, proprio come i pesci. Per alcuni, possono tramutarsi in donne quando rimangono all’asciutto, mentre riacquistano la coda di pesce non appena tornano in acqua. Ci sono anche esemplari maschi, detti tritoni. Inutile dire che una delle sirene più famose di sempre è quella raccontata da Hans Christian Andersen nella sua favola “La Sirenetta”. Oggi è una statua in bronzo all’imboccatura del porto di Copenaghen.

Un’altra sirena molto famosa, solo però perché si trattò di un falso molto ben elaborato, è la “sirena delle Fiji” che fu mostrata in pubblico dal circo Barnum, famoso per deliziare i suoi spettatori con i cosiddetti “freaks”, ovvero scherzi della natura. Dopo quella clamorosa bufala, oggi sono in tanti a pensare che le sirene non esistano affatto. Per lo più non ci si preoccupa nemmeno della loro esistenza, tutti presi come siamo da altre faccende più importanti.

Deve invece far riflettere il fatto che la figura della sirena racconta di un legame antico e ancestrale dell’Uomo con il Mare, tanto da ipotizzare l’esistenza di una creatura ibrida che possa essere un tramite vivente tra ciò che si cela sui fondali e ciò che c’è sotto la luce del Sole. Forse i racconti sulle sirene nascono invece dal ricordo di una terra lontana e perduta, che oggi giace in fondo all’Oceano e che loro possono ancora frequentare. E il fascino che c’è nel loro canto, quello che Ulisse volle ascoltare, è il fascino della conoscenza e della scoperta definitiva della verità che ci riguarda.

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