La piramide di Djoser e il suo tesoro sotterraneo

Quando citiamo le piramidi egizie subito pensiamo alla piana di Giza e alle tre grandi piramidi, avvolte dal mistero, che la Sfinge veglia da secoli Ma in tutto l’Egitto ci sono molte altre piramidi. La piramide di Djoser si trova nella necropoli di Saqqara e nel 2020 ha ufficialmente riaperto i battenti, dopo 14 anni di restauri. Cerchiamo di svelare i segreti della piramide di Djoser e soprattutto del suo tesoro sotterraneo.

La piramide a gradoni

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Fonte: www.businessinsider.com

La piramide di Djoser è molto curiosa poiché, a differenza della forma usuale che siamo abituati ad attribuire alle piramidi, ha una struttura a gradoni. La costruì più di 4.000 anni fa l’architetto Imothep per il faraone Djoser, e nel marzo del 2020 hanno avuto fine i lunghi lavori di restauro volti a salvaguardarne la struttura. Questo edificio infatti è molto fragile e rischiava di collassare su se stesso. La storia della sua costruzione è molto complessa.

Da quel che ne sappiamo, questa è stata la prima grande piramide ad essere stata costruita in Egitto. Non è la più antica in assoluto, ma ai suoi tempi doveva sembrare un vero prodigio. Fu infatti rivoluzionaria sotto molti aspetti, in primis proprio per la forma che il suo architetto volle darle. La struttura di oltre 330.000 metri cubici doveva apparire come opera degli dei; di sicuro era espressione di una nuova forma di governo.

Attorno alla piramide esiste tuttora un insieme di altre costruzioni, templi, mura e passaggi, che ricoprivano ettari su ettari di terreno. Ma era la grande piramide quella che doveva colpire lo sguardo fin da subito. La sua erezione richiese 19 anni e fu estremamente travagliata, in quanto il progetto mutò più volte. Con tutta probabilità, all’origine c’era la volontà si erigere una mastaba, e solo in corso d’opera essa diventò una piramide a gradoni.

L’aspetto curioso, però, è che la mastaba di base, che poi fu allargata sui quattro lati, e sulla quale furono eretti i gradoni, era quadrata. Il che è abbastanza strano, in quanto tutte le mastabe costruite in Egitto sono rettangolari. Del resto, non abbiamo alcuna testimonianza sui progetti, sul modo in cui furono condotti i lavori, su come un’opera così mastodontica sia stata portata avanti e completata. Per non parlare poi di quello che c’è sotto.

I tunnel sotterranei della piramide di Djoser

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Fonte: curiosmos.com

Quello che la maggior parte delle persone che si reca ad ammirare la piramide a gradoni di Djoser non sa, è che sotto di essa si dipana un reticolo di gallerie che avanza nel sottosuolo per circa sei chilometri. Questi tunnel si dipartono da una camera centrale che si trova a 28 metri di profondità e misura 7 metri di diametro. Gli egittologi dicono che le camere e le stanze che costituiscono gli ambienti sotterranei erano tutti funzionali alla sepoltura del faraone. Si tratta però di un unicum che solleva molti dubbi.

Nessuna piramide che sia stata costruita dopo di questa ha mai avuto un mondo sotterraneo di tale vastità. Si sospetta però che possano esserci dei tunnel simili sotto la piana di Giza, che si dipartono dalla Sfinge. L’archeologia ufficiale nega questo fatto, anche se in passato ci sono stati alcuni indizi che deporrebbero a favore di tale teoria. Di fatto, però, i sotterranei della piramide a gradoni di Saqqara sono gli unici che noi conosciamo in Egitto.

Nonostante le supposizioni fatte, nessuno sa perché si scavò tanto in profondità. Non ci sono testimonianze scritte, nessun geroglifico che testimoni il processo di scavo. Le gallerie si dipanano in tutti e quattro i punti cardinali. L’unica cosa che si sa con certezza è che esse furono create prima che la piramide fosse eretta, forse quando era allo stadio di mastaba. o forse anche prima.

C’è un fatto curioso da rilevare. Se la piramide doveva servire come sepoltura del faraone Djoser, la sua mummia non venne ritrovata nei sotterrai. Al contrario, venne trovato un osso femminile, che risultò essere antecedente al faraone Djoser. Ci sono altri reperti molto interessanti trovati nelle caverne sotto Saqqara: 40.000 contenitori fatti di pietra.

I 40.000 vasi di pietra

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Fonte: www.francescoraffaele.com

Nessuno sa davvero a cosa dovessero servire questi numerosi vasi in pietra. Come spesso accade quando non si sa dare una spiegazione convincente, si sostiene che servissero ad ottemperare alle necessità del faraone nell’aldilà. Questo però non spiega perché su ognuno di quei contenitori, fatti di alabastro, diorite e calcare, sono incisi i nomi dei predecessori di Djoser. Ci sono anche i nomi di quelli che sembrano dei personaggi minori.

Perché così tanti, e perché così in profondità? I vasi si trovano infatti al settimo livello. Gli studiosi sostengono che Djoser li abbia voluti tutelare da eventuali profanatori di tombe, quelli che in seguito invece trafugarono persino il suo corpo. Perché un faraone dovesse preoccuparsi di ladruncoli che sarebbero venuti solo millenni dopo, non è ben chiaro.

Dando per buona l’ipotesi secondo cui sia stata la civiltà egizia la principale detentrice della memoria di Atlantide, forse Djoser ordinò ad Imothep di realizzare queste stanze sotterrane per custodire qualcosa che ancora oggi non è stato rivelato. A cosa servivano davvero i vasi? Pare che la loro squisita fattura renda difficile persino credere che siano stati realizzati da mano umana. Forse sono frutto di conoscenze molto antecedenti il faraone Djoser, il quale però ne era custode.

Sta di fatto, inoltre, che se infine si scoprisse che anche sotto la piana di Giza ci sono tunnel simili, potrebbero condurre alla perduta biblioteca di Altantide, così come è possibile supporre dalle testimonianze di Edgar Cayce. D’altro canto, come già accennato, anche a livello archeologico sono state fatte interessanti scoperte che fanno supporre che, in effetti, tali tunnel esistano. Però non hanno avuto seguito, e sono state tacitate dopo i primi entusiastici annunci.

Un’anomalia nell’anomalia

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Fonte: www.cleopatraegypttours.com

La civiltà egizia ha sempre rappresentato un gran mistero per la storiografia. Sembra sorta dal nulla, dopo un lungo periodo di buio nella preistoria dell’Uomo. La sua raffinatezza, il suo elevato grado di tecnologia lasciano ancora sbalorditi, al punto che fatichiamo a spiegare come quel popolo sia stato in grado di costruire certi edifici, o di elaborare certi artefatti. La piramide di Djoser è un’anomalia nell’anomalia, il punto zero da cui sembra partire il grande mistero d’Egitto.

Perché il sovrano voleva una mastaba, e perché poi ha deciso invece di voler arrivare al cielo? E perché, prima di erigere questo grande edificio che ancora oggi stupisce per la sua imponenza, ha chiesto che si scavassero anche delle stanze sotterranee? Sono domande su cui gli studiosi si interrogano da secoli, e le cui risposte si trovano forse in un altro luogo. Non a Saqqara, ma a Giza.

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