L’antico reticolo di piramidi in Giappone

Se non hai mai sentito parlare prima di piramidi del Giappone, è perché non esistono. O – per meglio dire – in Giappone non esistono piramidi costruite dall’Uomo, come quelle che ci sono in Egitto. Ci sono però molte altre piramidi naturali che insieme formano un complesso reticolo energetico. E non solo: esse sarebbero in connessione anche con tutte le altre piramidi, naturali e non, che esistono al mondo. Ecco chi ha creato, e a cosa serve, l’antico reticolo di piramidi in Giappone.

I Documenti Takeuchi

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Fonte: grogboat.com

Quelli che sono noti come “documenti Takeuchi” sono una straordinaria testimonianza che viene dal passato, ma che viene pressoché ignorata in Occidente. Vennero rinvenuti da Kiyomaro Takeuchi(1874-1965), discendente dell’omonima e antichissima famiglia. Erano scritti in giapponese antico, quasi incomprensibile oggi, ma vennero poi tradotti in giapponese moderno.

All’interno di questi testi si registrano le antiche stirpi dei “sovrani divini” (kami), si raccontano tradizioni e usi del passato, di tempi antecedenti all’Imperatore Jimmu (che, secondo la leggenda, fu il primo Imperatore del Giappone). Insomma, i documenti Takeuchi parlano di un lasso di tempo che potremmo definire “preistorico”. Nel 1892, Kiyomaro portò i testi appartenuti alla sua famiglia a Tokyo.

Kiyomaro studiò presso diversi templi scintoisti e si recò in pellegrinaggio sul monte Kurama. Approfondì le sue conoscenze linguistiche e religiose al fine di carpire fino in fondo i segreti celati nei documenti in suo possesso. Intorno ai primi del Novecento fondò un suo movimento religioso e decretò che il tempio Koso Kotai era il più antico del Giappone. Depositò qui i tesori sacri della sua famiglia.

Il suo atteggiamento, che era contro le leggi vigenti al tempo, gli costò parecchi guai. Fu arrestato e processato, quando intanto il Giappone veniva sconfitto nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Di nuovo il movimento Koso Kotai Jingu Amatsukyo fondato da Kiyomaro fu dichiarato fuorilegge, ma poi infine, nel 1952, venne ufficialmente registrato e passò nelle mani del figlio di Kiyomaro alla sua morte.

Cosa dicono i documenti Takeuchi

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Fonte: talkaboutjapan.wordpress.com

Oggi i documenti Takeuchi si trovano ancora conservati presso il tempio Koso Kotai con i cimeli sacri della famiglia. Si dice che essi vennero originariamente scritti “in tutte le lingue del mondo (geroglifici ebraici, greci, egiziani, sumeri, alfabeto romano, sanscrito e cinese) perché raccontano l’origine della civiltà, che fu in Giappone. Il Giappone era allora al centro di un più vasto continente (Mu?).

Quello che c’è dentro questi documenti – che vengono comunque ritenuti apocrifi dalla storia ufficialmente intesa – racconta come i più grandi profeti della storia vennero qui, in Giappone, a studiare le origini dell’Uomo, e poi si dispersero sulla Terra. Pare che persino Gesù Cristo sia sepolto in Giappone. Ma ciò che a noi interessa è la parte in cui si parla delle “montagne piramidali”.

Le Montagne-Piramidi

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Monte Ashitaka – Fonte: www.p2s2rb.com

Nel 1932 Katsutoki Sakai fu il primo a parlare di montagne-piramidi, proclamando che una di esse era il monte Ashitaka del distretto di Hiroshima (città che, qualche anno dopo, sarebbe stata scelta come bersaglio per il lancio di una bomba atomica). Sakai era giunto a questa deduzione dopo aver studiato a lungo e approfonditamente i documenti Takeuchi, nei quali si parla addirittura di una rete, un network interconnesso di montagne-piramidi in tutto il Giappone.

Sono piramidi non costruite dall’Uomo, ma naturali: e le piramidi-edificio furono solo un surrogato delle montagne piramidali, vero concentrato di energia allo stato puro. Le piramidi-edificio vennero erette là dove non vi erano montagne naturali (Egitto, ad esempio). Il Giappone invece è ricco di questi picchi. Sakai disse che ci sono delle caratteristiche che consentono di riconoscere queste particolari conformazioni naturali, e di distinguerle dalle altre.

Naturalmente il primo elemento è la forma piramidale; inoltre, questi monti sono sempre allineati secondo precisi orientamenti astronomici. Sulla sommità della montagna, o nelle sue vicinanze, si possono trovare cerchi di pietra (simili a Stonehenge) o monoliti, o pietre allineate con il Sole. Sovente è anche possibile ritrovare dei resti di oggetti rituali, usati nelle cerimonie sacre.

Queste montagne-piramide servivano come conduttori di energia terrestre, e costituivano una vera e propria rete per tutto il Giappone. Non solo: poi si diffuse su tutto il globo. Ecco perché chi non aveva picchi naturali se ne dovette costruire di artificiali, dall’Oriente all’Occidente. Questi luoghi sono dunque carichi di elettromagnetismo, il che dà spesso vita a fenomeni luminosi inspiegabili: gli UFO.

Così incredibile da sembrare vero

Monolito Masuda Iwafune di Asuka Nara – Fonte: yamajack3.blogspot.com

Le teorie di Sakai furono molto popolari in Giappone nel periodo pre-bellico. Le tragiche conseguenze del conflitto mondiale però le fecero un po’ accantonare, salvo tornare in auge in tempi moderni. Cosa c’è di vero in tutto questo? Nulla che si possa provare scientificamente: i documenti Takeuchi, per quanto non si possano definire dei falsi, potrebbero contenere solo un mucchio di sciocchezze.

Ma una prova scientifica, in verità, esiste. Ed è il fatto che l’elettromagnetismo della forma piramidale è stata comprovata con numerosi esperimenti. Anche sulle piramidi egizie sono stati eseguiti dei test, che dimostrano come queste costruzioni siano eccezionali conduttori di energia. Questo è un fatto.

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piramide Goshintai

Tra gli “oggetti sacri” preservati dalla famiglia Takeuchi c’è la cosiddetta “piramide Goshintai”. Si tratta di una pietra, completamente ricoperta da incisioni, di forma piramidale. Su di essa si parla proprio del monte Ashitaka come della più antica montagna-piramide del Giappone. Pare che persino la parola “piramide” non sia di derivazione egizia, come credono i più, ma giapponese. Deriverebbe infatti dal termine “Hiramito” che vuole dire “Tempio del Dio venuto dal Sole”.

Se prendiamo per buone le teoria di Katsutoki Sakai, improvvisamente andrebbero al loro posto anche le piramidi bosniache, e persino quelle che cominciano a far capolino tra i ghiacci dell’Antartide. Ovvero, non importa che siano naturali o artificiali: tutte concorrevano ad un medesimo scopo, in tempi così remoti che nessuno di noi li ricorda più.

Vale a dire: le teorie di Katsutoki Sakai possono essere rigettate come “pseudoscienza” e credute strampalate, ma hanno un pregio che nessun’altra teoria ufficiale ha. Spiegano con grande chiarezza – e senza una sbavatura – molti di quelli che i più definiscono “misteri”. Forse è il nostro orgoglio di occidentali che ci impedisce di prestare più attenzione a ciò che viene dal Giappone, che ha una cultura molto affascinante e, senza dubbio, più antica della nostra.

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