Il Solstizio d’Inverno e i siti che lo raccontano

C’era un tempo in cui l’uomo era legato ai cicli della natura molto più di quanto non possiamo più esserlo noi moderni al giorno d’oggi. In quel tempo l’uomo era persino solito costruire siti i quali permettevano di seguire il corso del Sole nel cielo, e di vivere i momenti topici dell’anno in modo speciale. Perché lo facevano? Erano solo celebrazioni che servivano ad esaltare qualcosa che non potevano capire, o dietro quelle maestose costruzioni si celano scopi che noi non possiamo più comprendere? Ad ogni modo, oggi possiamo ancora ammirare il solstizio d’inverno e i siti che lo raccontano.

Il solstizio d’Inverno

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Fonte: Forbes

Il solstizio d’inverno cade tra il 21 e il 22 dicembre (per quest’anno 2019, il 22) e segna il momento in cui il Sole “sta fermo” in cielo. In questo giorno le ore di luce e le ore di buio sono uguali: poi la luce comincia a crescere. Ecco perché questo momento astronomico ha da sempre avuto una grande valenza simbolica, in quanto momento di rinascita, di rinnovata speranza per il futuro.

Il solstizio d’inverno, non a caso, coincide con le festività: non solo il Natale per i cristiani. Quasi tutte le civiltà primordiali usavano dare feste in questo periodo dell’anno, di solito caratterizzate dall’accensione di grandi fuochi per fugare il buio (e il gelo) notturno. Esistono persino dei monumenti, luoghi che sono stati costruiti affinché il momento del solstizio venisse esaltato in modo particolare. Nonostante le molte supposizioni avanzate, non possiamo sapere quale fosse il vero significato di tali costruzioni.

Certo è che però ancora oggi continuano ad affascinare chi ha la fortuna di poterle visitare. Si trovano un po’ in ogni parte del mondo, dal Nord Europa fino all’Egitto e all’America. Sono siti di grande bellezza, e per quanto siano molto antichi parlano anche alle nostre anime con una risonanza che non possiamo ignorare. Naturalmente il più universalmente noto è Stonehenge, in Inghilterra.

A Stonehenge, per osservare il modo in cui le pietre sono allineate con il tramonto del giorno del solstizio d’inverno, bisogna dare le spalle al grande viale d’ingresso. In questo modo è possibile vedere l’ultimo raggio di sole che si spegne dietro la Pietra dell’Altare e la Pietra del Sacrificio. Ancora oggi molte persone accorrono a Stonehenge per osservare questo suggestivo fenomeno: ma non è l’unico luogo in cui poter vivere appieno il solstizio invernale.

Dal Nord al Sud: dalla Scozia all’Egitto

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Fonte: /www.maeshowe.co.uk

Sempre rimanendo nella parte settentrionale del Vecchio continente, in Scozia c’è un luogo chiamato Maeshowe. Questo sito si trova, per l’esattezza, sulle isole Orcadi, e apre che sia un antico luogo di sepoltura costruito in pietra arenaria. Il paesaggio brullo e inospitale, ma di grande fascino, fa da scenario perfetto ad una costruzione che si erge dal terreno erboso che contiene le camere sepolcrali.

La peculiarità per cui Maeshowe è nota in tutto il mondo è che (al pari di quanto accade anche nel sito di Newgrange) al momento del tramonto del primo giorno d’inverno il sole riesce a penetrare nelle sue camere sotterranee inondandole di luce, per quanto solo per brevi momenti. Questo ovviamente non accade per caso. L’ingresso è stato costruito con la giusta angolazione per catturare il tramonto. Inoltre tra la pietra che dovrebbe chiudere l’ingresso e l’architrave c’è uno spazio di mezzo metro circa, lasciato per favorire l’entrata della luce.

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Fonte: www.cairoscene.com

Più o meno lo stesso accade anche quasi dall’altra parte del globo, in Egitto. Il Tempio di Karnak è uno dei complessi monumentali (dopo le Piramidi) più straordinario che ci resti dell’antica civiltà che proliferò in questa regione africana. Qui è possibile ammirare in modo speciale non il tramonto, ma l’alba del solstizio d’inverno.

Quando il sole si alza in cielo, passa attraverso i portali del Grande Cancello di Nectanebo e raggiunge il santuario di Amon-Ra, che per tutto il resto del tempo resta immerso nelle tenebre. La cosa curiosa è che il raggio di sole che riesce a penetrare va a posarsi esattamente su un altare, messo in una camera senza soffitto proprio a questo scopo.

Il solstizio in Sud America

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Fonte: www.huffpost.com

Anche alcuni dei monumenti antichi di Maya e Aztechi erano orientati con il sorgere o il tramontare del sole nei momenti topici del calendario astronomico annuale. A volte monumenti noti da tempo hanno svelato i loro segreti solo in tempi recenti, come è accaduto ad esempio con la piramide di Cerro del Gentil, in Perù. Questa piramide forma un complesso unico con due geoglifi, ovvero due linee di pietre che si trovano a sud-est della piramide stessa.

Secondo dei complessi studi che sono stati eseguiti sul sito, avvalendosi della grafica tridimensionale, si è scoperto che al momento del solstizio d’inverno i due geoglifi vanno a formare un punto sull’orizzonte che incornicia perfettamente la piramide all’interno del disco solare. E sembra che ci sia ancora molto altro da scoprire, visto che i geoglifi nella pampa circostante la piramide sono molto numerosi (e fanno pensare alle linee di Nazca).

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Fonte: architecturalmoleskine.blogspot.com

Se ci spostiamo in Messico, tra i resti della splendida civiltà Maya sono molti i siti che servono, in un modo o nell’altro, a segnare il passaggio del sole in cielo. Uno di questi siti è Tulum, che un tempo si chiamava Zama (che vuol dire “alba”). Tulum era una città Maya, protetta da spesse mura, che fu abbandonata all’arrivo degli spagnoli. Tutte le strutture sono orientate lungo la linea levante-ponente.

Inoltre, c’è un luogo particolare da cui poter osservare il primo raggio di sole dell’alba del solstizio d’inverno. Si tratta di una piccola finestra costruita apposta per catturare quel raggio di sole, che scintilla per un attimo come fosse incandescente, fin quando il disco solare non passa oltre. Lo stesso accade anche al solstizio estivo.

Un fascino immutato

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Fonte: blog.sciencemuseum.org.uk

Molti secoli sono passati da quando sono stati costruiti i luoghi di cui abbiamo parlato. Eppure, il sole continua sempre a sorgere e a tramontare, e a compiere il suo ciclo nel cielo che conduce all’avvicendarsi delle stagioni. E ancora oggi, anche se siamo meno legati ai moti astrali, è il sole che governa le nostre vite, per quanto ormai siamo in grado di scandire il tempo con orologi e altri dispositivi molto sofisticati.

I luoghi che potremmo elencare sono molti di più di quelli citati; e fa piacere notare come alcune delle vecchie tradizioni stiano tornando in auge. In Inghilterra c’è ancora chi taglia i rami di vischio, come facevano un tempo i Druidi. In Iran, in Cina e in Scandinavia le celebrazioni per il solstizio sono legate a riti antichi che non si sono mai spenti.

Nel 2014, alle celebrazioni per il solstizio d’inverno tenutesi presso Stonehenge, così parlò Re Arthur Pendragon, primo dei Nuovi Druidi:

Il motivo per cui siamo qui è per celebrare il fatto che la ruota del mondo continua a girare. Perché questo è il tempo in cui avviene il cambiamento, e la speranza è rinnovata.

Che anche per noi il momento del solstizio sia la fonte di nuova speranza. In quanto il tempo passa e i secoli si susseguono ai secoli, ma nulla cambia per l’uomo che vive in sé i cicli cosmici. Solo che non se ne ricorda più: ma ricordare e tornare a celebrare potrebbe essere il modo migliore per ritrovare il senso di tutte le cose.

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