Come gli tsunami hanno cambiato la faccia della Terra

Una delle prime obiezioni che viene mossa da chi ritiene che Atlantide non sia mai esistita sta in quella che sembra l’apparente assurdità della sua fine. La definizione di Platone è molto chiara: il continente sprofondò nell’Oceano Atlantico in un solo giorno e in una sola notte. Quale incredibile catastrofe avrebbe potuto cause un inabissamento così repentino? Negare la possibilità di un simile evento, però, nega la storia stessa del nostro Pianeta. Basterebbe ricordare come gli tsunami hanno cambiato la faccia della Terra.

Cos’è uno tsunami

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Fonte: www.cosediscienza.it

Non è peregrino pensare che il famoso “diluvio universale” più che una pioggia torrenziale sia stato un enorme e catastrofico tsunami. Il termine tsunami è ormai passato nell’uso comune per indicare quello che viene definito anche maremoto. Parliamo di onde anomale, che possono essere causate da vari motivi, che si sollevano per molti metri con effetti devastanti. Purtroppo abbiamo due esempi molto recenti.

Nel 2004 in sole 24 ore morirono 300 mila persone per via di uno tsunami che interessò l’Oceano Indiano. Nel 2011, in Giappone, ne morirono 20 mila. Ecco provata la terribile potenza distruttiva di un singolo evento inatteso, difficile da prevedere ai giorni nostri e impossibile da preventivare nei secoli passati. Nessuno vieta di pensare che uno tsunami di proporzioni immani possa aver posto fine all’esistenza di Atlantide. Anzi.

Possiamo portare parecchi esempi di eventi simili accaduti migliaia di anni fa, di cui oggi scopriamo le tracce attraverso i sedimenti rimasti sui fondali marini o lungo le coste. Si tratta di eventi comprovati che nessuno mette in discussione, che ci devono ricordare come il panorama attuale, che osserviamo con tanta chiarezza dai satelliti, semplicemente non è sempre stato uguale ad oggi.

6.000 avanti Cristo: lo tsunami che devastò il Mediterraneo

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Fonte: informarexresistere.fr

La scoperta è piuttosto recente, infatti risale appena al 2006. Circa 8000 anni fa ci fu un’eruzione dell’Etna, che riversò in mare qualcosa come 25 chilometri cubi di detriti incandescenti, che rotolarono in mare alla velocità di oltre 300 chilometri orari. Un impatto che causò un’onda di 15 metri che si sollevò a causa del repentino trasformarsi sul fondale marino di una valanga.

Prima l’onda devastò le coste italiane e siciliane. A distanza di 15 minuti, l’onda si abbatté con una velocità superiore ai 700 chilometri orari sulla Grecia, e poi sulla Turchia. In appena tre ore, lo tsunami raggiunse l’Egitto avendo diminuito solo di poco la sua altezza: misurava a quel punto 13 metri. All’epoca le coste si trovavano circa 10 metri sotto il livello a cui si trovano ora: ecco perché le tracce dello tsunami non erano state identificate fino al 2006.

Sono stati scoperti dei siti abbandonati esattamente 8000 anni fa, come ad esempio Atlit-Yam, che si trova in Israele, e che probabilmente furono vittime dell’onda anomala. Si calcola che la potenza di quel lontano evento sia stata molto più grande dello tsunami del 2004, ma è impossibile dire quante persone siano morte. Di certo l’ondata causata dall’Etna reclamò parecchie vite, e cambiò in modo drastico il paesaggio del Mediterraneo.

La fine della civiltà Minoica

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Fonte: YouTube

La civiltà Minoica fiorì tra il 2000 e il 1600 avanti Cristo e fu tanto splendida e opulenta quanto repentina fu la sua fine. Gli studiosi non hanno mai saputo spiegare con esattezza perché Creta, sulla cui isola prosperarono i micenei, ad un certo punto abbia perso la sua importanza. Una delle ipotesi avanzate riguarda l’eruzione avvenuta sull’isola di Thera, che oggi si chiama Santorini.

L’isola era a quei tempi molto più grande di quanto non sia ora. Quando ci fu l’eruzione circa 60 chilometri quadri di rocce vennero proiettati nell’atmosfera. Secondo gli esperti l’eruzione proseguì per quattro ondate successive che ricoprirono l’isola di 7 metri di magma e pietra pomice. Città intere vennero bruciate, l’isola collassò creando ondate enormi che si riversarono per tutto il Mediterraneo.

Creta, che si trovava a soli 100 chilometri da Thera, fu investita da ondate alte fino a 30 metri. Venne letteralmente sommersa, così come altre zone della Turchia, delle isole Cicladi, di Israele e anche della Sicilia. Akrotiri era una delle città presenti su Thera che è stata riscoperta come sito archeologico: qui non sono stati trovati corpi, quindi probabilmente la gente è riuscita a fuggire in tempo.

Nel corso degli anni, molti studiosi hanno avanzato l’ipotesi che questo tragico evento, che di sicuro sconvolse il Mediterraneo lasciando un segno molto profondo, possa servito a Platone come ispirazione per la creazione della sua mitica Atlantide. Altri identificano in Santorini il perduto continente, per quanto il racconto platonico suggerisca tutt’altro.

Tsunami nel Nord Atlantico e nell’Oceano Indiano

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Fonte: Fox News

Torniamo ancora indietro, a 8.000 anni fa, in un altro luogo del globo: non più il caldo sud ma il freddo nord. In termini geologici si parla di frana di Storegga, tre eventi che si verificarono sui fondali marini sotto al Norvegia. Il primo ci fu tra 30.000 e 50.000 anni fa; il secondo e il terzo avvennero circa 8.000 anni fa. In pratica ci fu un enorme spostamento subacqueo di terra che causò un’onda anomala che colpì le isole Shetland, la Scozia e la Norvegia stessa.

Le evidenze di questi eventi sono state scoperte solo negli anni Ottanta, attraverso lo studio dei sedimenti presenti sulle coste delle suddette nazioni. Il livello del mare dovette alzarsi dai 10 ai 25 metri, tanto che le tracce si evidenziano nelle insenature e nella vallate.

4.800 anni fa un altro tsunami colpì invece il Madagascar, e in base a quanto venne scoperto dagli scienziati che trovarono le evidenze dell’evento, in quel caso a causare la grande ondata fu un asteroide. L’impatto sollevò l’acqua di oltre 180 metri, e secondo il gruppo di studio che nel 2006 pubblicò i risultati delle sue ricerche non fu nemmeno l’unico evento nel genere accaduto in antichità.

Nessun film apocalittico che presuppone la fine del mondo può rendere davvero l’idea di cosa furono i fenomeni che abbiamo descritto per chi li ha vissuti. Quello che è certo è che dopo eventi del genere il mondo non era più lo stesso: non solo intere civiltà vennero spazzate via, ma il volto stesso della Terra era mutato. E se questi eventi sono certi, ce ne sono altrettanti di cui non abbiamo ancora trovato le evidenze che non possono essere archiviati solo come favole, ma che devono essere considerati come possibilità.

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