La Ruota dei Giganti: Rujm-el-Hiri

La scienza ufficiale e le teorie evoluzionistiche escludono in modo categorico che un tempo sulla Terra siano esistiti i giganti. Per giganti si intendono esseri di dimensioni molto maggiori di quelle possedute oggi dall’essere umano. Eppure ci sono numerosi siti che farebbero pensare ad una razza di uomini titanici, come ad esempio l’area chiamata proprio “la Ruota dei Giganti”: Rujm-el-Hiri.

Rujm-el-Hiri, che si vede solo dall’alto

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Fonte: YouTube

La prima cosa curiosa che c’è da notare su Rujm-el-Hiri è che questo sito è stato scoperto solo pochi decenni fa. Nonostante la sua imponenza, infatti, dal suolo è pressoché indistinguibile dal territorio circostante. Si erge in modo moderato in altezza: ma osservandolo dall’alto il colpo d’occhio è davvero spettacolare.

Rujm-el-Hiri si trova a pochi chilometri dal mare di Galilea, sugli altopiani di Golan, in un territorio conteso tra Israele e Siria. Nel 1968, dopo la Guerra dei Sei Giorni, l’area cadde sotto l’influsso siriano e furono mandati degli uomini in ricognizione aerea. Fu allora che si apprezzò per la prima volta quella curiosa costruzione fatta di cerchi concentrici, detta in arabo “Rujm-el-Hiri”.

Questo nome vuol dire “cocuzzolo di pietre del gatto selvatico”. Molto più eloquente è la sua denominazione in ebraico, che è “Gilgal Refaim”. Questa locuzione invece vuol dire “Ruota dei Giganti”. Non si parla di giganti in modo generico, ma c’è il riferimento specifico alla razza dei Refaim, che viene citata nella Bibbia. Secondo il libro sacro dell’ebraismo e del cristianesimo, infatti, i giganti sono esistiti prima di Noè.

Dal momento della scoperta numerose spedizioni si sono susseguite per studiare meglio il sito e capirne la destinazione d’uso e le modalità di costruzione. Molti lo definiscono la Stonehenge del Levante per via della sua forma circolare. ma, come vedremo, questa denominazione non è del tutto corretta.

Un sito dalla destinazione misteriosa

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Fonte: www.researchgate.net

Rujm-el-Hiri si compone di cinque cerchi concentrici: quello più esterno misura 150 metri di diametro e ha una forma perfettamente tonda. Gli altri sono invece leggermente più ovali e si restringono verso il centro, dove c’è un tumulo sepolcrale. L’altezza delle mura varia dai 2 ai 5 metri circa e si eleva verso il centro.

Il paragone con Stonehenge non è esatto, dicevamo, poiché qui non parliamo di megaliti. Anche se l’area mostra la presenza di numerosi dolmen, Rujm-el-Hiri è composto da frammenti di roccia basaltica per un totale di 40.000 tonnellate. Una quantità improba, tanto che si calcola che ci potrebbero essere voluti 25 anni per costruire l’intero complesso.

Alcune mura non sono complete ma presentano delle parti crollate. ci sono poi dei muretti che uniscono tra di loro i cerchi: proprio come i raggi di una ruota. Non ci sono però stanze o ambienti che diano l’impressione di essere stati abitati o usati. All’interno di Rujm-el-Hiri non è stato trovato alcun resto umano, ma nemmeno reperti che consentissero di dare una datazione al radiocarbonio.

Da quello che si è potuto dedurre, il sito viene datato a 5000 anni fa, quindi si suppone che sia stato costruito 3000 anni prima di Cristo. Forse il tumulo centrale è successivo, ma sono tutte illazioni poiché non vi sono elementi certi. L’enigma maggiore è dunque capire a cosa servisse Rujm-el-Hiri, e perché sia stato costruito con tanto dispendio di energie.

Un osservatorio celeste

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Fonte: instagramhere.com

Le principali ipotesi che sono state fatte sono due. La prima presuppone che Rujm-el-Hiri fosse un luogo di sepoltura che si basava su un particolare rito di inumazione. I corpi dei defunti venivano lasciati esposti all’aperto, dove gli animali si potevano cibare della loro carne. Le ossa poi venivano raccolte in piccole cassette, che però non si trovano qui.

La seconda ipotesi istituisce di nuovo un collegamento tra Stonehenge e Rujm-el-Hiri. Siccome i cerchi presentano due aperture, da una delle quali il giorno del Solstizio d’Estate si può vedere sorgere il Sole, si suppone che fosse un osservatorio astronomico. Vi sono altri punti che coinciderebbero con la posizione da cui nascono certe stelle.

Questa idea potrebbe essere la più verosimile, in quanto i nostri antenati hanno dimostrato spesso un notevole interesse per i fenomeni astronomici. Bisogna però dire che da questo punto di vista Rujm-el-Hiri presenta molte inesattezze. C’è chi sostiene che sia per le scarse conoscenze di chi l’ha costruito. Ma abbiamo molte prove che invece anticamente gli uomini conoscevano il cielo notturno quanto e meglio di noi moderni.

In una parola, la destinazione d’uso della Ruota dei Giganti resta ignota. Un altro sito a cui viene associata è la piana delle linee di Nazca. In entrambe i casi non si coglie il disegno d’insieme se non guardando dall’alto. E chi poteva guardare dall’alto? Qualcuno che avesse mezzi per volare, o droni. Oppure che fosse alto come un gigante.

La razza dei giganti

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Fonte: www.liveabout.com

I racconti e le leggende sono pieni di creature gigantesche, in ogni angolo del globo. Perché ci ostiniamo a pensare che siano solo il parto della fantasia accesa degli uomini preistorici, e non cominciamo a chiederci se invece non è possibile che un tempo siano esistite creature simili a noi ma molto più grandi?

In questa ottica, tutte le costruzioni megalitiche che avrebbero richiesto uno sforzo incredibile a persone della nostra statura diventerebbero assai più facili da spiegare. Per un uomo enorme non è difficile sollevare blocchi di pietra pesanti molte tonnellate. Ma questo è il reame della pura speculazione: anche se ci sono molte notizie di ritrovamenti di ossa di gigante, quei reperti sono tutti andati perduti.

Resta la meraviglia del sito di Rujm-el-Hiri, che purtroppo è difficile da studiare e visitare per via del fatto che si trova in una parte di mondo travagliata da conflitti e guerre. La sua forma circolare ci riporta sempre alla mente una civiltà primigenia, antica, che ha diffuso le sue spore in tutto il mondo seminando indizi lontani che oggi raccogliamo, spesso senza riuscire ad interpretarne il significato reale.

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