Nan Madol: un luogo che non dovrebbe esserci ma c’è

Gli Oceani sono luoghi pieni di misteri, sopra e sotto. In mezzo all’Oceano Pacifico, non distante dalla Micronesia e dall’isola di Pohnpei, c’è un misterioso sito archeologico che non cessa di destare stupore, curiosità e interesse. Viene chiamato la “Venezia del Pacifico“, definito come “l’ottava meraviglia del mondo”, e nel 2016 l’UNESCO lo ha riconosciuto come patrimonio dell’Umanità. Si tratta di Nan Madol, un luogo che non dovrebbe esserci ma c’è.

Una città costruita sull’acqua

Nan Madol
Fonte: www.elitereaders.com

La prima peculiarità di Nan Madol è che sorge direttamente dalle acque: da qui la sua correlazione con la città italiana di Venezia. Nel complesso l’antica città è formata da poco meno di 100 isolette artificiali, che sorgono direttamente sulla barriera corallina. Questo è l’unico insediamento umano che sia stato costruito sul corallo. Nessuno sa con esattezza, però, chi o cosa abbia eretto questo eccezionale complesso.

Il termine Nan Madol è esso stesso esemplificativo e misterioso. Si traduce più o meno come “ciò che sta in mezzo, che sta tra gli intervalli”. In modo palese, tale parola sembrerebbe dunque indicare i canali che intercorrono tra le 92 isole. Però potrebbe anche riferirsi ad un “luogo di mezzo”: in molti sostengono che oggi le rovine di Nan Madol siano abitate dagli spiriti.

La prima cosa che lasciò perplessi gli archeologi fin dalla prima volta in cui misero piede a Nan Madol è l’imponenza di un complesso che sembrerebbe non avere alcuna ragione di esistere. Già l’isola di Pohnpei è distante da ogni continente; Nan Madol, che non poteva produrre cibo in autonomia, era del tutto dipendente dagli altri. Si ipotizza che fosse un centro religioso e di potere. Fu infatti governato a lungo dalla dinastia Saudelaur.

Nan Madol restò abitata fino al XVII secolo, quando venne abbandonata probabilmente proprio per la difficoltà di approvvigionamenti. Piano piano è caduta nell’oblio, e oggi è invasa dalle acque e dalla vegetazione lussureggiante tipica delle isole del Pacifico. Questo non fa altro che aumentare il suo fascino misterioso, e anche un po’ tetro.

L’imponenza di Nan Madol

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Fonte: whc.unesco.org

Le datazioni al radiocarbonio dicono che la città sull’acqua iniziò ad essere costruita a partire dai primi secoli avanti Cristo. Appare veramente difficile credere che a quell’epoca, in questa parte di mondo, qualcuno potesse essere in grado di erigere un complesso tanto mastodontico e tanto imponente. Perché le isolette di Nan Madol sono composte da blocchi megalitici di basalto, molto grandi, molto pesanti, e che vengono dalla parte opposta dell’isola di Pohnpei.

Ogni colonna è alta tra i 5 e gli 8 metri e pesa svariate tonnellate. Si calcola che il peso complessivo delle isole artificiali sia di oltre 250 milioni di tonnellate. Questo vuol dire che i costruttori avrebbero dovuto trasportare ogni anno circa 2000 tonnellate di pietra. In questo modo, ci avrebbero messo “solo” 400 anni per costruire Nan Madol.

Si presume che tutta la città fosse soprattutto il centro di potere da cui i componenti della dinastia Saudelaur esercitavano il loro dominio. Molti palazzi sono infatti regge, ma ci sono anche numerose tombe ciclopiche. Il sistema con cui la rete di canali è stata costruita è molto ingegnoso. ci sono ben 12 dighe che regolano il flusso e il deflusso delle acque.

Ci sono anche dei tunnel sotterranei che non sono mai stati esplorati completamente. Non si sa bene a cosa servissero, né dove conducessero. A Nan Madol doveva vivere circa un migliaio di persone, che erano impegnate in varie attività come la costruzione delle canoe. Sicuramente nei templi si conducevano dei rituali, dei quali però non sappiamo nulla.

I fantasmi di Nan Madol

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Fonte: everything-everywhere.com

La gente del posto oggi si tiene alla larga da Nan Madol. Ha infatti la fama di essere abitata da spiriti inquieti. Non è un caso se il famoso scrittore Howard Phillips Lovecraft si ispirò a questo luogo per descrivere la città sommersa di R’lyeh, che appare nei suoi libri di Cthulhu. Ma la gente del posto racconta anche storie interessanti sul modo in cui fu costruita.

Secondo le leggende locali, furono due gemelli ad erigere Nan Madol, Olisihpa and Olosohpa, i quali possedevano un drago volante. Volevano erigere un tempio al dio dell’agricoltura, Nahnisohn Sahpw. Lo fecero facendo levitare le pietre usando i loro poteri magici. In realtà, non si trova altra spiegazione al modo in cui i blocchi di basalto vennero spostati e posizionati per formare le oltre 90 isole.

Fu il colonnello James Churchward, che visitò Nan Madol sul finire dell’Ottocento, ad ipotizzare che questo sito non fosse altro che una lontana reminiscenza del perduto continente di Mu. Il colonnello Churchward è stato il primo e più fervente sostenitore dell’esistenza, in tempi remotissimi (anche precedenti ad Atlantide) di un continente nel mezzo dell’Oceano Pacifico.

Quel continente, chiamato Mu o Lemuria, fu distrutto da due grandi cataclismi. Oggi non restano che poche, sparse isolette che ne ricordano l’esistenza: Nan Madol potrebbe essere tra queste. Alcuni sommozzatori dicono anche che qui vicino ci sia anche un’altra città sommersa chiamata Kanemwesa. E, sempre secondo le leggende, i gemelli Olisihpa and Olosohpa giunsero qui fuggendo da Kanamwayso, loro terra di origine, rasa al suolo da un non meglio identificato disastro naturale.

Nan Madol e i suoi misteri

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Fonte: everything-everywhere.com

Forse per la sua impenetrabilità, Nan Madol non è mai stata studiata in modo approfondito nemmeno dai “cercatori di misteri”. Eppure ne cela davvero tanti: la sua esistenza stessa è difficile da spiegare, visto che secondo la storia in questa parte di mondo non sono mai esistite civiltà antiche in grado di erigere simili costruzioni.

Possiamo dunque dire che resta aperto un vasto ventaglio di ipotesi, fermo restando che nessuno sa spiegare davvero come la città sull’acqua sia stata costruita. Ecco dunque che anche l’ipotesi del colonnello Churchward, secondo il quale, insieme ad altri siti sparsi per il Pacifico, Nan Madol potesse essere un retaggio dell’antica scomparsa Mu, resta valida fino a prova contraria.

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