La lingua degli angeli: l’alfabeto Enochiano

Sul pianeta Terra esistono numerosi linguaggi. Secondo la tradizione biblica gli Uomini persero la capacità di comunicare gli uni con gli altri a seguito dell’erezione della Torre di Babele. E prima? Esisteva davvero un’unica lingua per tutti? Forse sì, e non poteva trattarsi di altro che della lingua degli angeli, l’alfabeto Enochiano oggi usato da maghi e veggenti.

John Dee e Edward Kelley

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Fonte: www.ancient-origins.net

La lingua degli angeli dovrebbe essere molto antica, eppure è tornata alla conoscenza umana solo in tempi relativamente recenti. Era il XVI secolo e presso l’opulenta corte della Regina Elisabetta I, in Inghilterra, viveva l’astronomo e astrologo John Dee. Questi era molto intimo della sovrana e poté godere della sua protezione. A lungo non si occupò di occulto e misticismo, fino a quando però non venne deluso dalle conoscenze scientifiche a cui aveva dedicato buona parte della sua vita.

Dee viene considerato uno dei più importanti esponenti del Rinascimento inglese, e influenzò in modo massiccio l’opera del Grande Bardo William Shakespaeare. Intorno al 1580 si allontanò dal razionalismo per iniziare ad indagare il mondo dello spiritismo e dell’occulto. Fu in questo periodo che strinse il sodalizio con Edward Kelley. Kelley era invece da sempre un occultista e alchimista. Diceva di aver trovato il modo di trasformare i metalli in oro e di essere in contatto con gli spiriti dell’al di là.

Dal momento in cui Dee e Kelley iniziarono a collaborare, portarono avanti molte ricerche e studi sul mondo magico ed esoterico. Si racconta che divennero grandi negromanti, in grado persino di far tornare in vita i morti. Ma, più di ogni altra cosa, Dee e Kelley sono noti ancora oggi per aver trascritto il linguaggio degli angeli.

Ad un certo punto, meditando e pregando, Dee riuscì a mettersi in contatto con le creature angeliche. Gli angeli sono spiriti puri, i primi ad essere stati generati da Dio molto prima degli uomini. Il loro linguaggio, secondo Dee, è lo stesso usato da Dio per la creazione. Ed è lo stesso usato da Adamo per nominare tutte le cose alla loro prima apparizione. Il linguaggio degli angeli fu definito da Dee e Kelley “Enochiano.

Il linguaggio degli angeli, o di Enoch

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Fonte: lycansypeliculas.blogspot.com

Enoch è un patriarca biblico a cui viene attribuito un testo apocrifo, detto appunto “libro di Enoch”. Visse prima del Diluvio e prima di Noè; la Bibbia dice che non morì, ma fu condotto in cielo da Dio con il suo corpo mortale. Si tratta dunque di un personaggio di grande spessore, poiché onorato da un dono che ben pochi ricevettero (sempre stando alle fonti bibliche).

Dee e Kelley riuscirono a trascrivere l’alfabeto degli angeli grazie ad un sistema di divinazione noto in lingua anglosassone come scrying. In italiano è detto “cristalloscopia“. Consiste nell’usare una superficie riflettente e lucida (ad esempio una sfera di cristallo) con uno sfondo scuro. Il veggente è in grado di “leggere” all’interno della superficie lucida.

Usando uno specchio di ossidiana, Dee ebbe varie visione in cui le creature angeliche gli mostrarono i caratteri dell’alfabeto usato nella loro lingua. L’enochiano non è un semplice linguaggio, ma essendo la lingua primordiale è anche quella in grado di scatenare il potenziale magico nell’Uomo. Inoltre, permette di modellare e plasmare il futuro.

L’alfabeto degli angeli ha solo 21 lettere; la lingua si redige da destra verso sinistra. I caratteri sono del tutto alieni e diversi da qualunque altro linguaggio conosciuto. Quello che, attraverso le visioni di Dee, venne appreso da Kelley, fu trascritto in una serie di libri. Quello considerato più importante si chiama “Liber Loagaeth”, che vuol dire “Il Libro della Parola di Dio”.

Linguaggio antidiluviano o bufala

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Fonte: Pinterest

Dee e Kelley riuscirono a tradurre il linguaggio degli angeli grazie al fatto che furono queste stesse creature a fornire loro la chiave di interpretazione. Pare che la traslitterazione uscisse dalle loro bocche sotto forma di cartigli scritti. Secondo alcuni studiosi moderni, potrebbe invece trattarsi di qualcosa di inventato di sana pianta dai due occultisti.

Se infatti l’alfabeto del linguaggio di Enoch è completamente inedito, grammatica e sintassi assomigliano invece molto a quelle della lingua inglese. Però è anche vero che ci sono termini storici (come ad esempio l’attribuzione a Zeus, in Grecia, dell’aggettivo “Dialis“, che non ha un senso specifico in greco antico) che trovano riscontro se tradotti dall’enochiano.

Qualcun altro parla di glossolaliache è quel fenomeno per cui, secondo i Vangeli, gli Apostoli di Cristo, ricevuto lo Spirito Santo, avevano il dono di parlare lingue che non conoscevano. Secondo lo stesso principio, le sibille greche erano in grado di interpretare le parole del dio da cui venivano possedute.

Quel che sappiamo è che il linguaggio degli angeli è tutt’altro che semplice. Agli stessi Dee e Kelly venne riferito sotto forma di complicate tabelle enigmistiche numerate da decifrare. oggi è la base di uno strumento di divinazione noto come “scacchi enochiani”. Per usarlo servono approfondite conoscenze di Tarocchi, Cabala, Alchimia, Geomanzia e Astrologia.

Prima che l’Uomo popolasse la Terra

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Fonte: www.kaskus.co.id/

La lingua di Enoch fu in seguito usata da occultisti, come Aleister Crowley, e satanisti, come Anton LaVey, per dare vita ai loro rituali magici. Ancora oggi resta uno strumento di divinazione molto potente, ma anche assai astruso da padroneggiare. Ciò che gli angeli dissero a Dee era che il loro alfabeto era la chiave di accesso per la magia.

Quella magia avrebbe dato poteri sovrumani all’Uomo, cambiato l’assetto politico dell’Europa e spalancato la porta dell’Apocalisse. D’altro canto, il linguaggio di Enoch altro non è se non una chiave di lettura dell’Oltre Mondo, una Porta che consente l’accesso a conoscenze che un tempo erano dell’Uomo e che nel corso dei secoli e dei millenni sono andate dimenticate.

Spesso sottovalutiamo l’importanza del linguaggio che parliamo. Esso influenza anche il nostro modo di pensare, e plasma il reale, in una certa misura. Molto di più è in grado di fare questo un linguaggio magico, quello che Dio usò per creare. E la magia, da sempre, è Volontà di Creazione attraverso il Gesto e la Parola.

Ancora più interessante, il linguaggio di Enoch, se le parole di Dee venissero confermate, è il linguaggio parlato prima del Diluvio. Di conseguenza, è il linguaggio di Atlantide, del continente che fu prima che tutto il resto fosse. Un’ultima curiosità. Nel film “The Stargate” di Roland Emmerich del 1994 le lettere incise sul portale che permette di viaggiare tra i mondi sono quelle dell’alfabeto enochiano. Che servano proprio a questo: ad aprire un passaggio tra diverse realtà?

Per scoprirlo servono disciplina, studio e fede. Tre qualità che andrebbero recuperate, insieme al linguaggio segreto degli angeli.

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