La Pietra della Profezia degli Indiani Hopi: il suo significato

Le profezie Maya sono molto famose, così come quelle di Nostradamus. Il termine “profezia” ci mette sempre un po’ di apprensione addosso, perché ci aspettiamo che presagisca una fine tragica. Una profezia, invece, è solo una premonizione di ciò che potrebbe essere: un ammonimento a darsi da fare, se si vuole che le cose vadano in un modo o nell’altro. Questo è esattamente il senso in cui bisogna leggere la Pietra della Profezia degli Indiani Hopi: il suo significato cercheremo di capirlo insieme.

Un’antica iscrizione

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Fonte: rgdn.info

Gli Indiani Hopi sono una delle tribù più antiche sopravvissute allo sterminio della popolazione indigena americana operato dai colonizzatori europei. Sono anche una delle tribù più affascinanti in quanto è rimasta legata alle sue antiche e misteriose tradizioni che si continuano a coltivare. A detta degli Hopi, non lo fanno per il loro bene, ma per quello dell’intera umanità.

Gli studiosi non canonici sono piuttosto convinti del fatto che gli Hopi siano una delle popolazioni al mondo che mantengono in modo più forte il retaggio atlantideo. La loro mitologia parla di una grande alluvione che li costrinse a fuggire a ovest, lontano dal mare. Quel che è certo è che i vecchi saggi della tribù hanno parecchie cose da dire, e parecchi consigli da elargire a chi abbia ancora voglia di ascoltare.

Fu soprattutto negli anni Sessanta che alcuni studiosi e ricercatori vennero ammessi all’interno delle comunità Hopi. Ebbero occasione di parlare con sciamani e anziani e di fotografare non solo le persone, ma anche alcuni manufatti considerati di grande importanza. Tra questi manufatti c’era anche la Pietra della Profezia, che è un’incisione su arenaria.

Oggi gli Hopi si sono chiusi al mondo esterno: non è più possibile fotografare le incisioni della Pietra della Profezia, che tra l’altro nel corso del tempo è stata manomessa varie volte. Questo però ha poca importanza, in quanto non è altro che un simbolo grafico che ha decantato ciò che per millenni gli Hopi si sono tramandati oralmente.

Com’è fatta la Pietra della Profezia

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Fonte: YouTube

La Pietra della Profezia è una roccia in arenaria che si trova nella riserva indiana dell’Arizona. Su questa parete rocciosa sono state incise delle figure stilizzate che ad una prima occhiata potrebbero non dire nulla ad un visitatore. A dire il vero, nessuno Hopi ha mai rivelato con esattezza il suo significato, quindi non ci sono altro che ipotesi.

Ipotesi però avvalorate dalla profonda conoscenza che LaVan Martineau sviluppò nei confronti della cultura Hopi. Una delle interpretazioni più avvalorate della Pietra della Profezia è la sua, che la descrisse minuziosamente nel libro del 1973 “The Rocks Begin to Speak” (“Le rocce cominciano a parlare”). LaVan Martineau (1932 – 2000) ha avuto il privilegio di essere cresciuto in mezzo ai Paiutes, popolazione indigena del Nord America.

Ha studiato approfonditamente non solo la Pietra della Profezia, ma anche molti altri petroglifi prodotti dagli Indiani. L’interpretazione che ne ha dato si discosta decisamente da quella che ne è la lettura ufficiale. Martineau infatti sostiene che gli Indiani, che avevano una cultura orale, davano un senso speciale a ciò che sentivano l’esigenza di mettere per iscritto.

Il Significato della Pietra della Profezia

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Fonte: steemit.com

Proviamo dunque a leggere la Pietra della Profezia sulla base di quanto scritto da Martineau, ma anche delle testimonianze di alcuni grandi saggi Hopi raccolte da etnografi occidentali. Il disegno raffigura una persona in basso a sinistra. Quello è il dio degli Hopi, il principio creatore, colui che c’era prima di tutti gli altri e che ci sarà alla fine di tutte le cose. Accanto a lui c’è un cerchio che raffigurerebbe la creazione.

Dalla mano del dio si dipartono due linee: una inferiore e una superiore. Le due linee rappresentano i due destini a cui può andare incontro l’Umanità, a sua scelta. La linea inferiore è la via giusta, quella in cui l’Uomo mantiene il suo legame con la Natura e si prende cura del suo pianeta. Lo si capisce perché lungo la linea sono disegnate delle piante di mais, che erano una delle coltivazioni più importanti per gli Hopi.

Questa linea non è priva di ostacoli: ce ne sono ben tre, raffigurati da tre semicerchi. Si suppone possano essere le Guerre Mondiali: dunque ce n’è una terza in vista. Ma dopo ci sarà la vita eterna, simboleggiata da una canna intrecciata alla pianta di mais. Se l’Uomo riuscirà a perseverare, mantenendo integro il suo cuore con la Terra, tornerà al suo principio creatore.

Poi c’è l’altra linea, quella superiore: è la linea della malvagità, quando l’Uomo dimentica di rispettare Madre Terra. Gli uomini sono malvagi e corrotti: sembra che originariamente fossero raffigurati senza la testa. Il loro percorso ad un certo punto potrebbe deviare: una pianta di granoturco infatti tocca la linea superiore, poco prima del terzo cataclisma. Questa è l’ultima possibilità per tornare indietro.

Indietro da cosa? Da uno stile di vita che dimentica di tutelare il pianeta su cui si vive e da un’ossessiva ricerca del profitto ad ogni costo a scapito della qualità della vita. Da un’esistenza dominata dalla tecnologia, da macchine che si muovono su nastri neri (le strade) in cui l’Uomo vive in cielo (le stazioni spaziali). E cosa succede se non si torna indietro? La linea termina a zig zag e poi in una sorta di uncino, un vicolo cieco. Questa è una fine senza un nuovo inizio.

La Fine del Quarto Mondo

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Fonte: www.open.online

Secondo la mitologia Hopi quello in cui viviamo è il “Quarto Mondo”. Quando avrà fine, si decideranno in modo definitivo le sorti dell’Umanità. Molti anziani hanno reso note le loro profezie nel corso del XX secolo, e molte si sono avverate. Hanno previsto il cambiamento climatico, e le loro parole inascoltate nei palazzi del potere. Hanno previsto il fallimento delle strategie relative all’energia atomica, e il progressivo distacco dell’Uomo dal suo Principio naturale.

La Pietra della Profezia dice una cosa molto semplice ma molto impegnativa: il futuro non è determinato dai tuoi desideri ma dalle tue azioni. Siamo noi che stiamo decidendo, con le nostre azioni quotidiane, se andare verso la vita eterna o la fine definitiva. Una mano ci è stata tesa, qualcosa a cui aggrapparci in extremis. Quale sarà la tua scelta?

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