Il Museo della Stregoneria di Boscastle

Se quando pensi ad un museo ti viene in mente un luogo polveroso e vetusto, devi pensare però che esistono molti tipi di museo. Questo perché – per sua vocazione – il museo altro non è che un luogo deputato a raccontare una particolare realtà. Esistono dunque i musei d’arte, con quadri e statue; ma ci sono anche i musei etnografici, che raccolgono le storie dei tempi passati, usi e costumi. Ecco: il Museo della Stregoneria di Boscastle potrebbe essere definito una particolare specie di museo etnografico.

Un Museo dedicato all’occulto

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Fonte: https://wildhunt.org

Forse un museo come questo poteva esistere solo in Inghilterra, luogo che ha fondato la sua stessa storia sul credo incrollabile nel mondo invisibile, in fate e folletti. Se oggi si tende a liquidare ogni credenza nella magia e nei poteri nascosti come sciocche superstizioni, nel Regno Unito c’è invece un rifiorire di credenze pagane (ad esempio nella Wicca). Per chi coltiva certe convinzioni, è importante avere un luogo in cui potersi documentare.

Il Museo della Stregoneria e della Magia (Museum of Witchcraft and Magic) è a metà tra la curiosità folkloristica, un centro di documentazione e un’incubatrice di memoria. Tra le sue mura, infatti, si racconta una fetta importante della storia della nazione; la stregoneria non deve essere concepita come una pratica peccaminosa e misteriosa, quanto più come una forma di espressione popolare che si è perpetuata attraverso i secoli.

Eppure a lungo questa pratica è stata contrastata dal governo centrale: basti pensare che a partire dal 1542 si sono succeduti in Inghilterra diversi “Witchcrafts Acts”, ovvero leggi volte a regolamentare (nella maggior parte dei casi, a censurare) pratiche di magia e stregoneria. Anche il museo, in una certa misura, fu vittima di uno di questi editti. Ciononostante, la magia è sopravvissuta: e questo la dice lunga.

Cecil Williamson, il fondatore del museo

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Fonte: https://museumofwitchcraftandmagic.co.uk

Ripercorriamo la storia di questo singolare museo, che oggi si trova in Cornovaglia ma che ha vissuto alterne vicissitudini. Colui che per primo ebbe l’idea di raccogliere una collezione di reperti e libri che parlassero di pratiche magiche fu Cecil Williamson (1909-1999). Williamson era editore e autore, nonché uno dei più influenti esponenti della Wicca. Secondo fonti non del tutto accertate, durante la Seconda Guerra Mondiale ebbe l’incarico di seguire le ricerche naziste nel campo dell’occulto.

La passione per il mondo magico ed esoterico lo spinse a raccogliere nel corso della vita molti oggetti relativi a queste realtà. Fu amico di famosi occultisti come Margaret Murray, Montague Summers and Aleister Crowley. Nel 1947 decise di aprire dunque un museo in cui esporre gli oggetti e i libri raccolti. Inizialmente la sede doveva essere Stratford-on-Avon. Ma la gente del posto si oppose fieramente.

Williamson allora spostò il suo museo sull’Isola di Man e lo chiamò Folklore Center of Superstition and Witchcraft. Era il 1949: annesso al museo c’era anche un ristorante, il Witches’ Kitchen. Nel 1951 fu rinnovato uno dei Witchcraft Acts del 1735, e a seguito di ciò il nome fu cambiato in quello attuale, Museum of Magic and Witchcraft.

Successivamente il museo fu spostato da Williamson in diverse location alternative: prima a Windsor (dove ancora una volta la gente del posto si dimostrò ostile), poi a Bourton-on-the-Water nel Gloucestershire. Infine, nel 1960, approdò dove si trova attualmente, a Boscastle, piccolo villaggio di pescatori della Cornovaglia. La scelta non fu casuale: così la spiegò lo stesso Williamson.

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Fonte: https://museumofwitchcraftandmagic.co.uk

A tre miglia di distanza da questo luogo si trova una pietra scolpita in tempi preistorici con il disegno di un labirinto. Questa è la prova che, fin dall’antichità, il legame dell’uomo con il mondo degli spiriti era sentito in quest’area. I secoli sono passati e i tempi sono cambiati, eppure tutt’intorno a noi, in questo tranquillo angolo dell’Inghilterra, c’è la strana sensazione per cui non siamo soli, e che le ombre delle persone che abitano il mondo degli spiriti siano molto vicine. Ecco perché questo museo si trova qui. Esso si trova al confine con il mondo dell’aldilà.

La collezione del Museo della Stregoneria

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Fonte: https://www.vanillamagazine.it

Williamson passò la proprietà del Museo a Graham King nel 1996. Il passaggio avvenne esattamente alla mezzanotte del giorno di Halloween. Il percorso espositivo originale è stato leggermente modificato nel tempo, con l’eliminazione di quei reperti che potevano maggiormente urtare la sensibilità del pubblico (come i resti mortali di Joan Wytte, strega, che trovò infine giusta sepoltura).

Ad oggi, dopo l’alluvione del 2004 che causò molti danni, il museo espone 3000 oggetti e conta una collezione di ben 7000 libri. Tutti i volumi sono tematizzati sulla magia e la stregoneria, una vera fucina di informazioni per chi si interessa di queste materie. Oggi la proprietà del sito è di Simon Costin, che è anche direttore del Museo del Folklore britannico.

Chi visita il museo può vedere esposti oggetti legati alla pratica della stregoneria e della magia, e anche scenari ricreati con statue di cera. Ci sono molti disegni e dipinti e curiosità di ogni genere. Il percorso che si disegna traccia una storia alternativa e parallela. Questo costituisce per il visitatore l’approccio ad un mondo “altro”, che oggi può apparire lontano ma che non è solo folklore.

Che cos’è la magia

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Fonte: https://xenogothic.com

Il Museo di Boscastle riveste un’attrattiva che va oltre la ricerca etnografica e storica. Ciò che viene dimostrato – attraverso una serie di collezioni che non hanno nulla da invidiare a quelle di altri musei più blasonati – è che la stregoneria e la magia hanno fatto parte, per secoli, della vita quotidiana degli uomini. Da un certo momento in poi queste pratiche sono sate considerate “fuorilegge” in quanto minavano l’ordine costituito.

Ma esse non sono altro che il retaggio di una conoscenza più antica, di una consapevolezza più profonda. Esse sono la chiave di lettura della realtà complessiva dell’Universo. Oggi essa è preclusa all’Uomo moderno, ma era ben nota ai nostri antenati. Un mago, o una strega, non è un soggetto pericoloso che stringe patti con il demonio o con forze malvagie. Maghi e streghe sono solo persone che sollevano il velo del reale per guardare oltre.

Al Museo di Boscastle ogni anno affluiscono centinaia di migliaia di visitatori. La maggior parte di loro forse è spinta solo dalla curiosità, ma c’è chi avverte il bisogno di ritrovare questo approccio primordiale al mondo invisibile degli spiriti. Quanto oggi è ritenuto superstizione, in realtà è solo un’altra via alla conoscenza superiore. Ci sono gli studi scientifici e razionali, e poi c’è la via dell’ignoto.

Il biglietto di ingresso costa appena 5 sterline; chi vuole può anche entrare a far parte, con una quota annua, dell’associazione “Friends of the Museum of Witchcraft and Magic”. Davvero un misero prezzo, per poter attingere ad un sapere remoto, ma vicino. Perché la magia dona una consapevolezza che forse potrebbe salvarci tutti dalla cieca arroganza di un mondo che non considera più l’aspetto arcano delle cose. Aspetto che non bisognerebbe mai trascurare.

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