Kásskara, la terra che forse era Mu

Secondo una comune convinzione, del tutto errata, le popolazioni antiche credevano che la Terra fosse piatta. Oggi sappiamo invece che non è così: la forma sferica del nostro pianeta era un’evidenza anche per chi (presumibilmente) non aveva i mezzi per osservarla nella sua completezza. Allo stesso modo siamo convinti che in tempi passati l’Uomo fosse tecnologicamente meno evoluto di noi.

Eppure ci sono evidenze che dimostrano il contrario: costruzioni come le grandi Piramidi che noi stessi non saremmo in grado di erigere. L’idea che la storia dell’Uomo sia una linea retta che va dalla barbarie al progresso fatica ad essere abbandonata, ma moltissimi indizi invece raccontano un’altra verità. Ad esempio, questa è la versione che la tribù indiana degli Hopi fornisce circa lo sviluppo del genere umano.

L’altra storia degli Hopi

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Fonte: rgdn.info

La tribù degli Hopi oggi vive in una riserva dell’Arizona e viene considerata la più antica di nativi americani ad oggi ancora esistente. La sua cultura, le sue tradizioni e i suoi rituali sono talmente affascinanti che Frank Waters (1902 – 1995) pensò di redigere un intero libro sugli Hopi, “The Book of Hopi”. In Italia, invece, sappiamo poco o nulla di questa gente.

Molto di quello che si sa degli Hopi è stato raccontato da uno di loro, Oswald Fredericks (1905 – 1996), il cui “vero” nome era Orso Bianco. Questi sosteneva una cosa curiosa. Mentre la maggior parte degli studiosi sostiene che i nativi americani siano giunti sul continente attraverso lo stretto di Bering, Orso Bianco affermava con sicurezza che la sua gente era giunta in Nord America viaggiando da sud.

Negli anni Settanta Josef Blumrich (1913 -2002) decise di incontrare Orso Bianco e di farsi raccontare un po’ delle leggende che gli Hopi si erano tramandati verbalmente. Scrisse così il volume “Kásskara und die sieben Welten” (“Kásskara e i sette mondi”) che non è mai stato tradotto né in italiano ma nemmeno in inglese.

Da premettere che Blumrich non era un tizio qualunque. Aveva lavorato per molti anni presso la NASA e aveva collaborato attivamente allo sbarco dell’uomo sulla Luna. Sembra strano che questo suo lavoro non sia mai uscito fuori dai confini nazionali. Oggi possiamo trovarne qualche frammento in rete, grazie alla potenza di internet. Si tratta della parte in cui Orso Bianco racconta quello che sua nonna aveva raccontato a lui: una storia tramandata di generazione in generazione.

Kásskara, o del Terzo Mondo

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Fonte: mayaegitto.altervista.org

Sono molte le cose che noi ignoriamo, ma questo non vuol dire che non siano vere. Ci sono conoscenze che sono state tramandate solo verbalmente, e molti di coloro che le possedevano oggi non sono più. Ciò che Orso Bianco narrò a Blumrich doveva rimanere segreto, esclusivo appannaggio del popolo Hopi. Lui però ritenne che fosse giunto il momento che l’Umanità tutta condividesse quel sapere.

Orso Bianco dice che la popolazione Hopi era originaria di un continente che era affondato nell’Oceano Pacifico. Lui lo chiama Kásskara: si tratta di quella terra che noi chiamiamo Mu o Lemuria. Ciò che resta oggi di Kásskara sono le isole Hawaii e quella di Rapa Nui. Il continente affondò contemporaneamente ad Atlantide, ma più lentamente poiché il peso dei suoi peccati non era altrettanto grave.

Secondo le credenze Hopi, il mondo in cui viviamo è il Quarto. I primi due si chiamavano Tokpela e Tokpa; Kásskara era il Terzo. Ogni mondo corrisponde ad una diversa conformazione geomorfologica del pianeta: gli Hopi esistevano fin dall’inizio ad opera di creature venute dal cielo, i Kachinas. Ancora oggi gli Hopi li ritraggono con dei pupazzetti durante i loro rituali.

Due potenze contrapposte

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Fonte: aminoapps.com

Il Primo Mondo era quello della creazione; fu distrutto dal fuoco quando l’uomo divenne malvagio. Venne così il Secondo Mondo fu annientato dal ghiaccio (era glaciale). Gli Hopi sopravvissero per preservare la memoria. Si giunse così al Terzo Mondo, Kásskara. Questo nome vuol dire “Madre Terra”, ma gli Hopi lo ricordano anche come la “terra del sole”.

Orso Bianco sottolinea qualcosa che a noi contemporanei, dice, potrebbe sfuggire. A Kásskara non c’era una netta divisione tra questione morale e questione politica, spiega Orso Bianco. Ciò che era giusto moralmente doveva essere rispettato, poiché quello era il volere del Dio Creatore. Ma qualcosa andò storto, a causa dell’arroganza di Atlantide.

A quei tempi Atlantide (che gli Hopi chiamano Talawaitichqua, città del sole del mattino) era una grande potenza con tecnologie avanzate. Era governata da una potente regina che decise di conquistare Kásskara. Si tentarono negoziati, si cercò di venire ad un accomodamento soddisfacente per tutti. Invano.

La Grande Guerra

Kásskara
Fonte: www.ancient-origins.net

Atlantide si scagliò contro le terre degli Hopi. Da quanto narra Orso Bianco, la regina aveva aerei o comunque velivoli in grado di portare la morte dall’alto. Qui però emerse la natura pacifica degli Hopi, i quali nulla fecero per contrastare il nemico. Allo stesso modo, molti molti secoli dopo, non si sarebbero opposti all’uomo bianco che li avrebbe confinati in riserve sempre più piccole.

Perché gli Hopi non si armarono? Perché Kásskara lasciò che la perfida regina devastasse le sue terre e trucidasse la sua gente? Questo atteggiamento sembra quasi un’eco dell’evangelico “porgi l’altra guancia” ma non è esattamente così. Orso Bianco spiega molto bene la “filosofia” Hopi.

Gli abitanti di Atlantide stavano sbagliando. Stavano usando le loro conoscenze e la loro evoluta tecnologia per fare del male. Questo non è ciò che aveva comandato all’Uomo il Dio Creatore, che aveva detto “Se vuoi essere mio figlio, non devi usare il tuo sapere per uccidere o distruggere. Non devi usare male ciò che io ho dato a te. Se non rispetti questa unica legge, non sei più mio figlio”.

Gli Hopi sapevano di non dover fare nulla: l’equilibrio sarebbe stato ripristinato senza che muovessero un dito, e così fu. Loro vennero protetti: le armi che cadevano dall’alto venivano deviate da uno scudo invisibile. Atlantide invece venne distrutta, affondata da un cataclisma causato dal loro cattivo uso della “forza magnetica” che avevano scagliato contro Kásskara. Kásskara seguì la stessa sorte, ma più lentamente, così che gli Hopi poterono fuggire.

Che l’uomo bianco prenda consapevolezza

Kásskara
Fonte: www.ancient-origins.net

Si sente spesso parlare delle “profezie Hopi” o dei loro rituali incentrati sulla figura del serpente, ma pochi conoscono la storia narrata da Orso Bianco. Questi disse che i tempi attuali gli ricordavano molto l’antica potenza di Atlantide. Anche oggi l’umanità ha una grande potenza distruttiva tra le mani e corre il rischio di usarla per il male, così come è già accaduto un tempo.

Come è chiaro, la visione della storia degli Hopi è circolare e non lineare come è per noi. Orso Bianco ci dice, violando i sacri vincoli del suo popolo, che non è vero che l’umanità evolve dalla barbarie al progresso. L’uomo è scivolato innumerevoli volte sui suoi errori: lo racconta anche Solone nel racconto di Platone in cui si parla di Atlantide.

Innumerevoli reperti in ogni angolo del globo sussurrano forte questa verità: non c’è progresso infinito, a volte il processo si arresta e lo fa brutalmente. Noi abbiamo persino cancellato la memoria di Atlantide, ma gli Hopi ricordano ancora Kásskara. I loro racconti sono molto simili a quelli di altre popolazioni precolombiane: Aztechi, Incas, Maya, che parlano di diversi “mondi”, ognuno dei quali è andato distrutto in modo violento.

Forse è troppo tardi, ma potremmo provare: potremmo leggere la nostra storia, la nostra vera storia, per imparare e cambiare definitivamente rotta.

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