La sommersa città di Ys e la sua storia

Sappiamo che il pianeta Terra è costituito per buona parte di acqua: circa il 71% della sua superficie è ricoperta da mari, oceani, laghi e fiumi. Se ci si riflette bene, non ci dovrebbe stupire più di tanto il pensiero che sotto l’acqua, probabilmente, ci siano molte più cose che sulle terre emerse. E non è quindi detto che tutte le numerose storie che raccontano di città sommerse non siano altro che questo, “storie”. Forse nascono da un ricordo lontano lontano?

La splendida città di Ys

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Fonte: http://jessleo.centerblog.net

Alcuni commentatori parlano della città di Ys paragonandola a “Sodoma e Gomorra”. Ys però non si trova nel lontano Medio Oriente e appartiene alla storia europea in quanto, secondo i racconti, si trovava in Francia, e più esattamente sulle coste della Bretagna. La zona in cui si doveva trovare corrisponde alla cosiddetta Cornovaglia francese, che si affaccia sull’Oceano Atlantico.

La leggenda di Ys risale ad epoca cristiana, ma è molto probabile che affondi le sue origini assai più indietro nel tempo, in epoca celtica. La versione che stiamo per raccontare appartiene in modo evidente a quel periodo storico in cui i missionari cristiani stavano cercando di sradicare la fortissima tradizione pagana dalle zone di influsso celtico, legate al culto degli spiriti della natura.

Ys era una città molto antica già ai tempi della nostra storia, che si svolge nel V secolo dopo Cristo. Era stata costruita molto, molto tempo prima, quando il livello dell’Oceano era molto più basso, sulle coste del continente. Con il tempo era finita sotto al livello del mare, tanto che il buon re Gradlon aveva fatto costruire un sistema di dighe e canali per evitare che venisse sommersa.

Una figlia malvagia

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“The Flight of Gradlon Mawr”, 1884, Luminais, Evariste Vital

Re Gradlon aveva una figlia il cui nome era Dahut. Il racconto ce la descrive come una donna dissoluta e perversa, che amava intrattenersi con uomini diversi ogni notte. Si vociferava addirittura che li uccidesse dopo essere stata con loro, un po’ come una mantide religiosa. Dahut amava la città di Ys poiché amava il mare.

Se la tradizione cristiana ha trasformato Dahut in una creatura del male, ciò è accaduto per lo stesso motivo per cui la saggia Sibilla è diventata una figura negativa. Il retaggio pagano andava sconfitto tramutandolo in qualcosa di oscuro, da annientare. Con tutta probabilità Dahut venerava ancora gli Antichi Dei, e in particolar modo gli spiriti del mare.

Una notte venne da lei un uomo particolarmente affascinante, vestito tutto di rosso. Lei se ne innamorò perdutamente. Quando venne una forte tempesta, lui la convinse ad aprire la diga, usando le chiavi possedute da suo padre, il re Gradlon. Dahut fece quanto gli veniva chiesto, decretando la fine della splendida Ys.

Il mare sommerse gli edifici decorati, i giardini profumati e tutte le altre bellezze della città. Gradlon corse da sua figlia con il suo magico destriero, Morvarc’h, il quale era in grado di galoppare sui marosi. Ma quando il re caricò in groppa Dahut, la bestia si immobilizzò.

Il santo Winwaloe, che viveva alla corte del sovrano e lo aveva sempre messo in guardia sulla malvagità e la dissoluzione della figlia, ingiunse a Gradlon di gettarla in mare. Ma l’uomo si rifiutò: era pur sempre sua figlia, e l’amava. Allora Winwaloe la fece cadere. Il cavallo balzò in avanti, Dahut fu inghiottita dai flutti insieme alla sua Ys, e divenne una sirena.

Quanto c’è di vero nella storia di Ys

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la statua di Re Gradlon a Quimper

Il folklore locale non ha dimenticato nè Ys, nè Dahut, nè tantomeno il buon re Gradlon, il quale è un personaggio storico realmente esistito e la cui statua si può ammirare nella città di Quimper, che lui elesse a capitale dopo la scomparsa di Ys. I pescatori dicono che una sirena abiti le acque antistanti Quimper, e che in fondo al mare si possano ancora vedere svettare gli edifici di Ys.

Leggenda vuole che la città, un giorno, tornerà ad emergere in tutto il suo splendore. Ciò accadrà quando, il giorno del Venerdì Santo prima di Pasqua, una messa verrà celebrata in una delle sue chiese. Per questo, fino al Settecento, era uso dei sacerdoti del posto spingersi nella baia di Douarnenez con delle imbarcazioni per benedire le povere anime sommerse con Ys.

Cosa c’è sotto l’oceano al largo delle coste della Bretagna francese? Nel corso del tempo sono stati fatti alcuni avvistamenti, soprattutto più a nord della baia di Douarnenez, intorno alle isole Scilly. Nel 1753 lo storico William Borlase raccontò di aver visto file di pietre che potevano essere degli antichi muri di delimitazione.

Già prima, nel XV secolo, William Worcester nei suoi appunti di viaggio chiamati “Itineraries” parla di chiese sprofondate in mare al largo delle isole Scilly.

Un’altra città sommersa dal mare

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Fonte: ilnavigatorecurioso.myblog.it

Anche Ys, come Atlantide, è considerata una “leggenda“. Ancora una volta, dovremmo interrogarci se questa leggenda non celi un fondo di verità, un ricordo che ha assunto forme diverse con il passare del tempo ma non per questo è diventato una favola. Si può ipotizzare che Ys fosse un’antica colonia atlantidea, sopravvissuta per secoli alla fine del continente madre.

Ys ci viene descritto come un luogo ricchissimo e meraviglioso, e di certo dotato di una tecnologia sofisticata, se un sistema di dighe la tenevano al riparo dall’avanzare delle acque. Perché qualcuno sano di mente avrebbe dovuto costruire una città sotto il livello del mare? Perché probabilmente quando era stata costruita Ys l’oceano era molto, molto più basso.

La civiltà dei megaliti, da cui derivò la cultura celtica, poteva forse essere anch’essa parte del complesso sistema socio-politico costruito da Atlantide? Sono in molti ad ipotizzarlo, anche per via del curioso ripresentarsi della forma circolare, che è tipica dei monumenti megalitici come Stonehenge, e che era la pianta delle città atlantidee, secondo Platone.

Come sempre, restiamo nel campo delle pure ipotesi. Ma le coincidenze, se vogliamo chiamarle così, si fanno sempre più numerose.

2 commenti:

  1. Bellissima storia o leggenda che sia, è sempre affascinante immaginare che della nostra realtà sempre più materiale, ci possano essere state realtà simile a questa o ad altre leggende o epiche che siano, in un modo o nell’altro hanno contribuito a segnare la nostra storia fatta di realtà e leggenda agli antipodi della nostra breve parentesi umana, se paragonata alla infinita vita dell’universo conosciuto e non..

    • Amo raccontare quelle che vengono definite”leggende” perché sono convinta che possano contribuire più di tanta cronaca manipolata a formare le coscienze… a farci riflettere su ciò che l’uomo è davvero o avrebbe dovuto essere. Grazie del tuo contributo!

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