Stairway to Heaven: tarocchi, Tolkien, mondo celtico e molto altro

Cos’è che fa di una canzone qualcosa di più di un brano strimpellato sulla chitarra da un giovanotto che vuole conquistare la sua bella, o di un motivetto cantato sotto la doccia? Ci vuole una perfetta alchimia (ricordate questa parola, man mano che andiamo avanti) per fare di una “semplice” canzone un’opera immortale. Non molti musicisti ci sono riusciti. Alcuni hanno fatto miracoli, come i Led Zeppelin con la loro “Stairway to Heaven”.

Anche se ci sono molti altri brani splendidi nella storia del rock, pochi hanno la stratificazione sensoriale presente in questo brano. E pochi hanno avuto la stessa mole di interpretazioni, per lo più contrastanti tra di loro. Ma di che diavolo (è il caso di dirlo, e poi capiremo perchè!) parla “Stairway to heaven”? Cerchiamo di scoprirlo.

Una scala per il Paradiso

Stairway to Heaven
Fonte: https://www.pintherest.eu/

Cominciamo con un po’ di storia. Siamo negli anni Settanta, epoca d’oro del rock’n roll, epoca di ribellione e di grande fermento di idee. I Led Zeppelin, band composta dal frontman Robert Plant, dal chitarrista Jimmy Page, dal bassista John Paul Jones e dal batterista John Bonham, hanno già inciso tre album che hanno fatto di loro delle star di prima grandezza.

Nel 1971 esce il loro quarto album: come gli altri, non ha un titolo e non riporta nemmeno il nome del gruppo, ma solo quattro simboli un po’ curiosi. Idea di Jimmy Page, amante dell’esoterismo e grande studioso di simbologie antiche. Per se stesso disegna il celebre “ZOSO”. Nell’album c’è una canzone che dura circa otto minuti e che si intitola “Stairway to heaven”, ovvero “Scala per il Paradiso”.

Page di recente ha raccontato alla BBC di aver composto di getto la musica di questo brano, mentre stava “cazzeggiando” alla chitarra, e di averlo fatto come nessun musicista dovrebbe mai, ovvero accelerando il ritmo anziché rallentando. Su quella musica Plant scrisse le parole, anche lui disse “di getto”, quasi in trance e in una sorta di scrittura automatica in cui la sua mano era corsa da sola sul foglio.

Non tutto quello che è oro luccica

Stairway to heaven
Fonte: www.aarp.org

A leggere il testo, l’istinto è quello di grattarsi la testa. In effetti il brano è decisamente (e volutamente) criptico e si presta, come nei fatti è accaduto, ad una pletora di interpretazioni. Cominciamo con il livello letterale: la storia comincia con una donna che è convinta che “tutto ciò che brilla è oro” e vuole comprarsi una scala per il Paradiso.

Sembrerebbe che il verso “all that glitters is gold” sia una citazione da J.R.R.Tolkien, uno degli autori più amati da Plant (che aveva anche chiamato il suo cane Strider, come uno dei personaggi de “Il Signore degli Anelli”). La dama misteriosa, secondo altri, è L’Imperatrice, una carta dei Tarocchi.

Nasce quindi al lettura magico-esoterica del brano, che prosegue dicendo che a volte le parole hanno “due significati”, invitando quindi ad andare oltre le apparenze. Poco più avanti entra in gioco un nuovo personaggio, un “pifferaio” che ricorda la favola ma che, in questo caso, non rapisce bambini ma è in grado di “ricondurre alla ragione”.

Il substrato celtico emerge alla strofa successiva, quando si racconta di un gran “trambusto nelle siepi” e della “Regina di Maggio” che fa le sue pulizie. Lo spiritualismo celtico era stato studiato a fondo da Robert Plant, il quale disse più volte di essersi ispirato al libro “Magic Arts in Celtic Britain” di Lewis Spence per trovare ispirazione.

Le tre letture: esoterica, iniziatica, satanica

Stairway to heaven
Fonte: howtostartanllc.com

Si capisce dunque come dentro “Stairway to heaven” siano stati messi a bollire parecchi elementi diversi. A seconda di quelli a cui si voglia appuntare la propria attenzione, ne conseguono tre diverse interpretazioni.

Esoterica: tutto il brano non è altro che una lettura dei tarocchi che conduce di carta in carta a dare un’interpretazione della storia dell’uomo. All’Imperatrice seguono Il Carro, La Ruota della Fortuna, il Matto, per raccontare la fine di un ciclo e l’inizio di una nuova era.

Iniziatica: come un moderno alchimista, attraverso la canzone il cantante vuole condurre chi ascolta alla scoperta della pietra filosofale. Si ascende attraverso diversi livelli di conoscenza che conducono non solo alla possibilità di tramutare tutto in oro, ma anche al discernimento del bene e del male.

Satanica: c’è chi è convinto che tutta la canzone sia stata pensata per essere letta al contrario. Si tratta di una tecnica chiamata backmasking, per cui una frase, letta in un senso, vuol dire una cosa, e letta nell’altro significa qualcosa di completamente diverso. Quindi il testo nascosto è un‘invocazione al Demonio, a Satana in persona. Jimmy Page ha sempre smentito nettamente la cosa, dicendo che questo non è il suo modo di intendere la musica.

La vera interpretazione (?)

Stairway to heaven
Fonte: http://stonemusic.it

“Stairway to heaven” resta uno dei più grandi enigmi contemporanei: probabilmente non sapremo mai cosa volevano dire i Led Zeppelin con questa canzone. Forse non lo sapevano di preciso nemmeno loro, come se davvero una forza superiore si fosse impadronita dei loro corpi e li avesse usati per narrare una storia.

L’idea del “testo satanico” nasce da quella profonda differenza che esiste in molti uomini verso chi studia l’occulto, come faceva Jimmy Page che era un seguace del mago Aleister Crowley, Ma occulto non vuol dire necessariamente “oscuro”. Chi studia il mistero sta solo cercando di svelarne il volto, e in questo percorso giunge spesso ad una consapevolezza.

Yes, there are two paths you can go by, but in the long run there’s still time to change the road you’re on

La verità assoluta non esiste, esiste il viaggio che facciamo. Ma il materialismo, l’attaccamento eccessivo alle cose che possediamo ma che non potremo portare con noi, non ha costrutto. E prova ne è il fatto che a volte, “quando guardo verso Ovest, il mio spirito piange per il desiderio di andarsene”. Anche questo verso può essere letto in tanti modi: ennesima citazione tolkeniana, invocazione al Demonio, che da Crowley veniva associato all’Ovest.

Eppure forse vuol dire solo quello che dice. Se credi di poter comprare con il denaro una scala che sale verso il Paradiso, ovvero la felicità, sbagli. La felicità risiede nel tuo cammino: se quello che segui non ti rende felice, se il tuo spirito vorrebbe andare altrove, segui il tuo spirito. La Regina di Maggio farà pulizie, e tu ritroverai te stesso.

When all are one and one is all
to be a rock and not to roll

Non bisogna cercare significati nascosti: basta godere dell’impeccabile magia della musica, che al nostro cuore sussurra ciò che vogliamo sentire. E così per ognuno la “scala per il Paradiso” conduce in luoghi diversi, perchè il Paradiso è ciò che tu ami e vuoi.

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