Arriva il Solstizio d’Inverno: cosa accade durante la “notte più lunga”

A grandi passi si avvicina la notte più lunga dell’anno: è quella che segue il giorno del Solstizio d’Inverno, che segna ufficialmente l’inizio di questa stagione per l’emisfero boreale. Quest’anno cade il 21 Dicembre, ma a volte può cadere anche il 22. Ecco come prepararsi ad uno degli eventi astronomici più interessanti dell’anno.

Il Sole Fermo

solstizio d'inverno

Fonte: http://spaceweathergallery.com

Il nostro calendario prevede quattro date per l’inizio delle stagioni astronomiche. Tra il 21 e il 22 Dicembre si fissa l’inizio dell’Inverno, con il solstizio. Il termine solstizio, che è lo stesso usato in Estate (in Autunno e Primavera si parla di Equinozio) significa in latino “sole fermo“. Questa terminologia deriva dal fatto che, apparentemente, il Sole arresta il suo percorso nel cielo per cambiare direzione.

Cosa accade in realtà? Sempre considerando il moto apparente del Sole attorno alla Terra, nel giorno del Solstizio d’Inverno esso raggiunge il punto più basso sull’orizzonte, per poi tornare a salire. Ciò vuol dire che durante questa giornata abbiamo meno ore di luce, ma che già dalla giornata successiva esse ricominciano a crescere.

La data dal Solstizio d’Inverno è importante perché segna quindi il momento in cui la luce riconquista il suo dominio sulle tenebre. Non stupisce che sia diventata simbolica in moltissime culture e in numerose religioni, non ultima quella cristiana, che fissa la nascita del Cristo in questo periodo.

Solstizio d’Inverno: i Siti più Significativi

solstizio d'inverno 2018

Fonte: http://americandigest.org

Un tempo il solstizio era celebrato con particolare magnificenza in virtù della visione olistica del mondo di cui i nostri predecessori beneficiavano. Essi non temevano la brutta stagione, e nemmeno la neve, che teneva al riparo la terra per permetterle di germogliare a Primavera. L’Inverno era il tempo del riposo, del godere i frutti messi via durante l’Estate laboriosa.

A Stonehenge i nuovi Druidi ancora oggi si riuniscono per osservare il sole che tramonta al giorno del solstizio, grazie al perfetto allineamento delle antiche pietre del monumento. Quando l’ultimo raggio si spegne, tutto diventa buio, ma la notte che segue è il preludio ad una nuova vita. Per i Druidi la pianta-simbolo di questo periodo dell’anno era il vischio.

Si credeva che il vischio nascesse quando una pianta veniva colpita dal fulmine, quindi era emanazione diretta della divinità. La tradizioni di baciarsi sotto un rametto di vischio invece deriva dalla mitologia norrena. La dea Freya aveva due figli, Baldr e Loki. Quando quest’ultimo uccise il primo, lei pianse amare lacrime che diventarono le bacche del vischio. Ebbero però il potere di far risuscitare Baldr, e per la gioia Freya regalò i suoi baci divini a tutta l’umanità.

Un altro luogo legato al retaggio celtico, meno noto di Stonehenge ma non meno affascinante, è il sito di Newgrange che si trova vicino Dublino, in Irlanda. Newgrange è un grande tumulo, ma probabilmente era più un luogo sacro e mistico che un semplice sito di sepoltura. Più antico di Stonehenge, appare in tutta la sua peculiarità nel giorno del solstizio d’Inverno.

Il tumulo è stato costruito in modo tale che il Sole, in questo giorno, riesce a penetrare al suo interno. Attraversa tutto il lungo e stretto corridoio d’ingresso per raggiungere infine la camera sepolcrale e le incisioni spiraliformi che la caratterizzano. Il sole resta all’interno dell’edificio per 17 minuti, e poi scompare, lasciando la camera sepolcrale al buio per un altro anno intero.

Sole Invitto

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Fonte: titanis.brio.icu

Gli Antichi Romani in questi giorni celebravano i Saturnalia e la festa del Sol Invictus. Anche in questo caso la simbologia è chiara: il Sole è Invitto, non sconfitto, vittorioso, perché nel suo cammino, quando sembra soccombere, in realtà poi ricomincia a salire e a splendere sempre più forte e sempre più caldo.

I Saturnalia romani erano molto più simili al nostro Carnevale che al Natale, ma una cosa è rimasta immutata da allora, ovvero l’usanza di scambiarsi piccoli doni. Per il resto, le persone si davano alla pazza gioia, invertendo i ruoli, per cui per un giorno i servi diventavano padroni, e viceversa.

Questo era sempre un modo per celebrare la vita, proprio nel momento in cui essa sembrava maggiormente in pericolo. La ciclicità del ritorno del Sole in cielo non era una cosa data per scontata, e per questo i movimenti dell’astro diurno venivano osservati con attenzione, celebrati, temuti, e tenuti in gran conto.

Il Solstizio in Astrologia

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Fonte: spacetourismguide.com

Il 21 Dicembre è il giorno in cui il Sole entra nel segno del Capricorno, e in generale segna una fase di cambiamento in tutta la Ruota dello Zodiaco. L’anno Astronomico sta ormai per compiersi, i Pianeti si avvicendano nelle loro posizioni e si traggono i vaticini per il Nuovo Anno.

Ci rendiamo conto di quanto la scansione del tempo, in realtà, non sia che una mera convenzione che non può davvero influenzare la nostra vita. Il vero Capodanno è il Solstizio, in quanto segna la fine del moto discendente del Sole e l’inizio della sua ascesa verso lo zenit del Solstizio d’Estate.

Potremmo allora recuperare qualcuno degli antichi rituali con cui ancora i nostri nonni accoglievano l’inverno. Accendiamo un grande ceppo nel camino, facciamo in modo che non si spenga per tenere lontano non solo e non tanto il freddo, ma tutto ciò che di oscuro e malvagio si cela là fuori. Il Sole sembra ora più debole, ma tornerà a brillare come ha sempre fatto, e lo farà ancora per molti, molti anni a venire.

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