La Stele dell’Inventario, la Sfinge e come nacque l’Egitto

Da sempre ci è stato insegnato che una delle più antiche civiltà umane mai esistite sia quella fiorita in Egitto, sulle rive del Nilo. Insieme alle popolazioni mesopotamiche, gli Antichi Egizi possono considerarsi i nostri progenitori storici. Furono loro, infatti, i primi che uscirono dalla barbarie di una vita raminga per costruire palazzi, scrivere leggi, creare benessere. Eppure sappiamo anche che la cultura egizia è ancora avvolta da un fitto mistero che ci impedisce di dire che sappiamo tutto, ma proprio tutto, sul modo in cui essa nacque e poi prosperò.

La Cronologia Ufficiale

Sfinge Egitto

Fonte: www.osiristours.com

Prendendo un qualunque libro di storia antica è possibile scoprire quando si ritiene che la civiltà egizia sia nata, quale sia stato il suo periodo di maggiore grandezza, e quando infine sia declinata. Ufficialmente la “data di nascita” dell’Egitto storico si fissa al 3100 a.C., con l’unificazione di Alto e Basso Egitto da parte del sovrano Narmer (forse Menes).



La costruzione delle piramidi, gli imponenti edifici che più di ogni altra cosa caratterizzano la cultura dell’Antico Egitto, viene fatta risalire ad un periodo compreso tra il XXVII e il XXVI secolo a.C. Il declino di questa gloriosa civiltà di ebbe tra il 1000 e il 300 circa avanti Cristo.

C’è un altro manufatto a cui subito pensiamo, oltre alle piramidi, se diciamo “Egitto”, ed è la Sfinge. Per quanto iconica essa sia, è anche il mistero più grande che nessuno studioso ancora è riuscito a svelare. Della Sfinge non sappiamo né quando, né perché fu costruita. Non sappiamo come mai abbia una testa così spropositatamente più grande del corpo. Di lei conosciamo solo l’enigmatico sguardo fisso sulle sabbie del deserto. A meno che non si voglia prestare fede alla Stele dell’Inventario.

La Stele dell’Inventario: colossale bufala o documento dal valore inestimabile?

Stele Inventario Sfinge

Fonte: http://www.ancientpages.com

Nel 1859 l’archeologo francese Auguste Mariette fece una scoperta molto importante a Giza, presso i resti di quello che era stato il tempio di Iside, una delle principali divinità egizie. Si tratta di una tavoletta che è poi stata denominata “Stele dell’Inventario”. Fu datata al 670 a.C. ed era già molto danneggiata all’epoca in cui venne ritrovata. Il materiale di cui è fatta è granito.

La stele ha la forma di una finestra devozionale in cui vengono elencate 22 divinità, che probabilmente erano presenti nel tempio. Ma la parte più interessante del testo riguarda la Grande Sfinge. Si dice infatti che la sua costruzione, così come quella del tempio di Iside, è antecedente all’erezione delle piramidi. Ciò contrasta con la teoria di chi dice che invece la Sfinge è contemporanea delle piramidi.

Inoltre la stele dice che Khufu (Cheope)

restaurò la statua, tutta coperta di dipinti, del Guardiano dell’Atmosfera che guida i venti con il suo sguardo

sostituì il copricapo di Nemes, mancante, con una pietra dorata.

e termina

La figura di questo dio, scolpito in pietra, è salda e durerà per tutta l’eternità, tenendo sempre lo sguardo rivolto ad Oriente.

Secondo la maggior parte dei commentatori la stele è fasulla: furono i sacerdoti di Iside a scriverla per far credere che il tempio fosse molto più antico di quanto in realtà non fosse. Però, se fosse vera, sosterrebbe la tesi di chi ritiene la Sfinge molto più antica delle piramidi.

La misteriosa Sfinge

Sfinge

Fonte: www.ancient-code.com

Corpo di leone, volto umano, la Sfinge domina il deserto e fa davvero pensare ad un dio millenario impossibile da smuovere. Perché fu costruita, a che serviva? Queste sono domande che non hanno risposta. Ciò che sappiamo è che la sua testa è quella del sovrano Cheope, con tutta probabilità, e che fu aggiunta in un secondo momento, sostituendo quella originaria, che non sappiamo che fattezze avesse.



Il corpo è scolpito da un unico enorme blocco di pietra. La datazione è incerta, perché sulla roccia non si può eseguire il test del carbonio-14. Sulla statua si possono vedere evidenti segni di erosione che sembrerebbe causata dalla pioggia, o dal mare. Dentro la Sfinge c’è una cavità, il cui scopo è ignoto. Non ci sono testimonianze scritte sul suo conto, se non quella di Erodoto (V secolo a.C.) che però non dice che a costruirla fu Cheope, come comunemente si crede (XXVI secolo a.C.).

La Stele dell’Inventario offre una chiave di lettura che, se accettata, conferma il fatto che le piramidi e la Sfinge furono costruite in tempi molto antichi. Delle piramidi, infatti, si dice che furono “ristrutturate” da Cheope, usando edifici preesistenti. Secondo chi crede che queste costruzioni siano disposte a riprodurre la posizione delle stelle della Cintura di Orione, la loro erezione potrebbe risalire al 10.500 a.C.

Cayce e la camera segreta

Sfinge

Fonte: svitnov.com

Il “profeta dormiente” Edgar Cayce disse, in una delle sue visioni avute in stato di ipnosi, di aver visto una camera tra i piedi della Sfinge, in cui è conservato un libro. In quel libro è scritta la storia di Atlantide, in quanto furono gli atlantidei a costruire questo monumento. L’Egitto, secondo Donnelly, fu una colonia atlantidea, l’unica a serbarne una memoria precisa.

Nel suo racconto, infatti, Platone dice di essere venuto a sapere dell’esistenza del continente nell’Oceano Atlantico attraverso la narrazione di un sacerdote egizio residente a Sais. Un tempo era uso comune tramandarsi le conoscenze per via orale, quindi non ci dovrebbe stupire che, di bocca in bocca, la storia abbia assunto i contorni della leggenda. Così che, quando Platone ha deciso di scriverla, dai più venne creduta un parto della sua fantasia.



Se le erosioni sul corpo della Sfinge sono davvero dovute alle onde forse questa enigmatica statua è sopravvissuta al Diluvio, o ad una grande inondazione avvenuta in tempi molto più antichi del momento che noi fissiamo come punto d’inizio della civiltà egizia. La Stele dell’Inventario insinua un legittimo dubbio, e apre una nuova pletora di possibilità. La civiltà egizia, inoltre, potrebbe non essere stata l’unica colonia di Atlantide.

Anche se ogni possibile spiegazione resta aperta, fa piacere immaginare che la Sfinge sia un guardiano che i nostri progenitori, svariati millenni fa, hanno costruito per vegliare su di noi e sul nostro futuro. E possiamo cercare di immaginare come fosse il suo volto: forse ci assomigliava molto più di quanto non crediamo.

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