H.P.B. Madame Blavatsky la Sibilla Teosofica

Ci sono personaggi che la storia ufficiale tende a non raccontarci. Questo accade perché essi rifiutano di farsi inserire in caselle precise e preordinate. Con la loro vita e le loro opere, tendono a creare confusione e caos là dove altri si affannano a mettere ordine. Una di questi personaggi è Madame Blavatsky.

La vita straordinaria di Helena Petrovna Blavatsky

Madame Blavatsky

Fonte: daily.jstor.org

Helena Petrovna Blavatsky nasce von Hahn nel 1831 in Ucraina, che a quei tempi faceva parte della Russia. Blavatsky, il cognome con cui è maggiormente nota, era quello del suo primo marito. Quel matrimonio, contratto nel 1849, era poco più che di facciata, tanto che probabilmente non venne mai neppure consumato. Eppure Helena volle usare il cognome del marito per il resto della sua vita, ancorché preferisse firmarsi con l’acronimo H.P.B.



Donna atipica fin dalla nascita (era nata prematura, a sette mesi) divorò con curiosità la biblioteca di suo nonno, il quale si interessava di magia e scienze occulte. Fu cresciuta da sua madre, che però morì giovanissima. Helena si sentiva speciale, chiamata ad un compito molto alto. Forse per questo si sposò con un uomo più grande di lei quando non aveva nemmeno diciotto anni. Da quel momento, cominciò a viaggiare, libera di fare della sua vita ciò che voleva.

Madame Blavatsky è un personaggio che affascina in primis per la sua esistenza avventurosa. Da quel che raccontò lei stessa, fu praticamente in tutto il mondo: visitò la Turchia, la Grecia, l’Egitto, e mezza Europa. Poi viaggiò in America, in Giappone, in India., attraversò l’Atlantico. Soggiornò in Tibet, sopravvisse ad un naufragio, conobbe Giuseppe Garibaldi.

A leggere i suoi racconti viene da pensare che si sia inventata tutto, e in molti sostengono che sia proprio così. Infatti non ci sarebbero prove tangibili dei suoi innumerevoli viaggi. Fatto sta che nel suo peregrinare elaborò idee ben precise, e a sua detta nemmeno del tutto originali. Concluse la sua vita a Londra, nel 1891, lasciando molte opere scritte che ci raccontano il suo pensiero.

La Società Teosofica

H. P. Blavatsky e Henry S. Olcott

Fonte: http://metaphysicalarticles.blogspot.com

Nel 1875 Madame Blavatsky era a New York. Qui si sposò una seconda volta (anche se, a tutti gli effetti, era ancora sposata) e soprattutto fondò la Società Teosofica, tutt’oggi esistente. Cofondatore fu Henry Steel Olcott, avvocato e giornalista. In questi anni Helena scrisse anche il suo libro più importante, “La dottrina segreta”.

Difficile dare una precisa definizione della Società Teosofica. Tale associazione nel tempo ha anche mutato alcuni aspetti, virando da un più spinto buddhismo (la Blavatsky stessa si convertì, dopo che da bambina era stata battezzata) ad un timido cristianesimo. Nelle sue intenzioni originarie, la teosofia si proponeva il compito di indagare il divino che esiste nell’Universo, al di là dei dogmatismi delle varie religioni.

La teosofia era una disciplina antica che si vestì però di abiti diversi. H.P.B. aveva infatti elaborato nuove teorie entrando in contatto con coloro che definiva “Maestri dell’Antica Sapienza”, ma soprattutto traducendo un testo molto antico, “Le stanze di Dzyan. La Blavatsky aveva avuto modo di “leggere” questo libro durante il suo soggiorno in Tibet, e aveva avuto il dono di saperne tradurre la lingua ormai scomparsa con cui era stato scritto.



La teosofia intende scrivere un’altra storia dell’Umanità, ponendosi come obiettivo la creazione di una fratellanza universale. Soprattutto vuole portare alla luce i poteri latenti della mente umana, quelli che la Blavatsky era in grado di adoperare e che le consentirono di vedere cose celate agli altri. Le sue visioni non avevano ispirazione divina, come accadeva alle Sibille, ma ispirazione umana, in quanto l’uomo stesso possiede una scintilla di divino.

Le Razze Umane

Blavatsky Dzyan

In base a quello che era scritto nel libro di Dzyan, tutto la storia dell’Uomo deve essere riscritta. Non c’è un’evoluzione da una specie animale, ma un’origine cosmica di una razza evoluta che creò la civiltà sulla Terra. Gli uomini con il tempo hanno trasformato questi progenitori celesti in dei, ma non lo erano, per quanto dotati di poteri che a noi oggi appaiono sovrumani.

Le Razze si susseguirono, fino alla Quarta, che inorgoglì. Questa Razza era detta dei Giganti, e fu quella che dimenticò i suoi progenitori. Ma essa fu annientata da un grande cataclisma, un’inondazione che sommerse le sette isole. Poi nacque la Quinta Razza, che è quella a cui noi apparteniamo. Abbiamo dimenticato tutto, ma frammenti di questa storia antica restano sparsi tra miti, leggende e religioni.

La Quarta Razza era quella di Atlantide e Mu, i Giganti, i Costruttori, che chiusero il terzo occhio e vollero dimenticare ciò che invece l’Uomo aveva sempre saputo. Per la Blavatsky e per i teosofi l’essere umano è molto più di carne, cellule e DNA: è una creatura che possiede poteri che esulano dal suo corpo, solo che non sa più come attingervi perché la magia è stata esiliata dal mondo. Esiliata, ma non distrutta.

La rinascita di Atlantide

Blavatsky societa teosofica

Fonte: http://www.pouet.net

Furono dunque Madame Blavatsky e la Società Teosofica a riportare in auge il mito di Atlantide sul finire dell’Ottocento, sulla scia del libro di Donnelly che fu pubblicato nel 1882. Atlantide non era più solo il continente descritto da Platone, ma anche il luogo di una civiltà mitica che serbava una memoria antica che ancora oggi cerchiamo invano di recuperare, nascosta com’è tra false verità e convinzioni scientifiche ormai consolidate.

Naturalmente tutte le teorie della Blavatsky sono rigettate dalla comunità scientifica. Le stanze di Dzyan sono solo una sua invenzione, si dice, così come i suoi viaggi. Per i più le sue doti esoteriche erano solo abili raggiri, imbrogli per la gente credulona. L’essere umano si è evoluto dalle scimmie e la sua storia non è altro che quella di un organismo che mano a mano si è perfezionato per adattarsi al mondo che a sua volta gli cambiava intorno.



La società teosofica invece ha cercato, e cerca ancora, di ricostruire un’altra Storia che raduna in sé le piccole storie che l’Uomo racconta in ogni parte del globo. I miti della creazione, le catastrofi leggendarie, gli dei e gli eroi che popolano l’immaginario collettivo trovano un’unitaria spiegazione ne “La dottrina segreta” di H.P.B.

Se si prova ad abbandonare per un attimo la solida stratificazione di convinzioni che l’Uomo ha formulato su se stesso negli ultimi secoli, si riesce a capire che in fondo una verità alternativa non è poi così improbabile. E credere che l’Uomo possa, con la forza della sua mente, oltrepassare i limiti del tempo e dello spazio per ritrovare le sue origini, potrebbe darci la spinta necessaria per diventare migliori di quello che stiamo diventando. O per tornare ad essere quello che eravamo.

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