Lemuria, o Mu, il Continente Progenitore

Sui banchi di scuola ci insegnano la deriva dei continenti. La deriva dei continenti è una teoria secondo la quale le terre emerse un tempo costituivano un unico, grande blocco, che con il tempo si è frammentato. C’è però anche un’altra teoria, che dice che nell’Oceano Pacifico un tempo esisteva un grande continente da cui sono discese le attuali civilizzazioni. Il suo nome era Lemuria, o Mu.

Quando è esistita Mu

Mu

Fonte: Pinterest

Mu era un continente antichissimo, più antico di quello di Atlantide. Si dice che la sua esistenza si sia estesa in un tempo che va dai 75 mila ai 20 mila anni avanti Cristo. Si trattava di una civiltà molto avanzata, e coloro che abitavano questo vasto continente avevano capacità speciali. Ad esempio, potevano comunicare tra di loro telepaticamente, senza bisogno di usare la parola. Muovevano gli oggetti con il pensiero e passavano attraverso oggetti solidi.



Gli abitanti di Mu erano profondamente saggi e riuscirono a prevedere il cataclisma che avrebbe fatto sprofondare il loro continente in fondo al mare. Si trattò di un’immane eruzione vulcanica, seguita dall’esplosione di depositi di gas sotterranei, che causò l’inabissamento della maggior parte delle terre emerse.

Quindi oggi non resta più niente di Mu? Tutto lascia sempre una traccia dietro di se, per quanto flebile, ed è seguendo quella traccia, fatta di racconti mitici, di reperti inspiegabili, e di linguaggi non ancora tradotti, che nel XIX secolo si giunse alla formulazione della teoria dell’esistenza di Mu.

Chi ha scritto di Mu

Mu Churchward

Fonte: http://www.paulcilwa.com

Il teorico che affrontò la questione nel modo più completo e dettagliato fu James Churchward, che scrisse parecchi libri sull’argomento. Il più noto è “Mu: the lost continent” (1926). Però non fu il primo. In precedenza anche l’archeologo Augustus Le Plongeon (1826 – 1908) parlò di un continente nell’Oceano Pacifico, basandosi sulla sua traduzione di un antico testo Maya. In seguito quella traduzione fu detta completamente errata; ma i Maya restano un popolo per molti versi misterioso agli occhi di noi moderni.

Churchward riprese le tesi di Le Plongeon, ma il suo studio si basava su una fonte, per così dire, di prima mano. Raccontò infatti di aver incontrato un santone indiano che gli aveva insegnato a leggere una lingua antica ormai scomparsa. In quella lingua erano scritte diverse tavolette di argilla. Di questa straordinaria scoperta si parlò sul New York American nel 1924. le tavolette erano vestigia del continente perduto di Mu.



Churchward poi tradusse anche altre iscrizioni trovate in Messico, quindi dall’altra parte dell’Oceano. La connessione tra i Maya e l’India si trova in un luogo che non c’è più: Mu. Mu è anche chiamata “Lemuria” perché, se fosse esistita, sarebbe la spiegazione della presenza di una stessa specie animale, quella dei lemuri, in Africa, Madagascar e India. Secondo il naturalista tedesco Ernst Heinrich Haeckel (1834-1919) la terra ancestrale da cui poi i lemuri si sarebbero spostati verso gli altri continenti è stata “la culla dell’umanità”.

Prove a sostegno dell’esistenza di Mu

Mu maori

Fonte. Pinterest

Come accade rispetto all’esistenza di Atlantide, anche quella di Mu è fortemente discussa. I detrattori contestano soprattutto il fatto che Mu sia stata teorizzata solo in tempi tanto recenti. Se era un terra così antica, perché nessuno ne ha parlato prima, come Platone ha fatto con Atlantide? La risposta potrebbe risiedere nella nostra cultura, che è sempre stata molto eurocentrica.

Chi si è mai interessato più di tanto alle tradizioni e alla cultura delle isole Hawaii e polinesiane? La gente che vive lì a lungo è stata considerata composta da barbari, da creature incivili che non avevano nulla di interessante da raccontare. Invece tutte le tradizioni antiche di chi abita la cosiddetta “Cintura di Fuoco” sono estremamente interessanti.

Le leggende dell’Isola di Pasqua parlano di una terra chiamata Hiva che affondò sotto il mare, mentre la gente fuggiva. Gli abitanti delle isole Samoa chiamano questo luogo Bolutu. I Maori della Nuova Zelanda parlano di Hawaiki, il luogo oltre il mare da cui sono arrivati nella loro attuale terra. La storia di un popolo che fuggì da una terra distrutta da una grande catastrofe è comune tra i nativi delle isole Hawaii, i nativi americani, gli Inca e gli abitanti del Sud Est asiatico, delle Filippine e del Giappone.

Le grandi inspiegabili costruzioni

Mu piramide Yonaguni

Fonte: www.hellapinay.com

Oltre a miti e leggende, ci sono però anche prove tangibili. Come i Moai dell’isola di Pasqua. Tante ipotesi, nessuna certezza: potrebbero essere le vestigia del continente di Mu, di cui Rapa Nui faceva parte. In Giappone è stato trovato un sito archeologico subacqueo, Yonaguni, dove a 25 metri di profondità c’è un’imponente piramide. In Micronesia, sull’isola di Ponhpei, si trovano le rovine di una città chiamata Nan Madol. Secondo Churchward, questa era una delle sette città di Mu/Lemuria.



L’elenco potrebbe continuare ancora: la domanda più pressante è quella che riguarda le piramidi, un tipo di costruzione che troviamo sparsa in più parti del globo, usata da civiltà che teoricamente dovrebbero essere molto lontane tra di loro e non dovrebbero aver avuto alcun contatto. Ci sono però anche prove di tipo geologico.

Se la comunità scientifica ha sempre liquidato Mu come una favoletta, dicendo impossibile che potesse esserci mai stato un continente nell’Oceano Pacifico, recenti scoperto provano invece il contrario. Nel 2013 uno studio pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” porta le evidenze di una crosta continentale scomparsa giacente sotto le isole Mauritius.

Atlantide e Mu

Atlantide Mu

Fonte: http://www.jornalciencia.com

Come se un filo invisibile corresse attorno al globo, si disegna così la possibilità di scrivere un’altra storia (o preistoria, per meglio dire). Mu è esistita prima di Atlantide, forse per qualche millennio le due civiltà hanno prosperato insieme. Entrambe sono finite, forse per il concludersi di un naturale ciclo evolutivo. Però hanno sparso i loro semi un po’ dappertutto.

Ci fa paura pensare che tutto quello che pensavamo di sapere non è vero. Rimettere in discussione decenni di teorie scientifiche non è facile, ma le anomalie che emergono ogni volta che si scopre qualcosa che non si inquadra nella scienza ufficiale non possono semplicemente essere nascoste sotto al tappeto.

Vale la pena di cercare un po’ più a fondo, oltre gli schemi mentali precostituiti, ipotizzando che davvero i nostri progenitori fossero in grado di parlare con la mente, e sempre con la mente fare altre cose straordinarie. Perché, se così fosse, quelle stesse capacità si celano ancora dentro di noi, in attesa di essere risvegliate dal loro lungo torpore.

Cosa ne pensi?