La Torre di Babele, la costruzione che voleva arrivare in Cielo

Nel primo libro della Bibbia, la Genesi, si raccontano molte storie affascinanti. Non solo quella del Diluvio Universale e di Noè, che salvò l’umanità dall’estinzione. Si racconta anche che gli uomini cercarono di erigere una torre che toccasse il cielo. Quella costruzione è nota come “Torre di Babele“.

Il racconto biblico della Torre di Babele

torre di babele

“Grande Torre di Babele”, 1563, Pieter Bruegel il Vecchio

Fa dovere notare come il racconto della Bibbia su uno dei manufatti forse più noti della storia dell’uomo sia estremamente scarno. Occupa poche righe del capitolo 11 che esordisce così

Tutta la terra aveva un medesimo linguaggio e usava le stesse parole

A quei tempi gli uomini, che erano i discendenti di Noè, si stabilirono nella “regione del Sennaar”, vale a dire nella Mesopotamia. Qui deciso di erigere una torre

la cui cima penetri il cielo

Dio osservò quello che stavano facendo gli uomini e non ne rimase contento: non voleva che si stanziassero in un solo luogo. Così disse

scendiamo e confondiamo lì il loro linguaggio, in modo che non s’intendano più gli uni con gli altri



Gli uomini allora si dispersero su tutta la Terra e la città che avevano costruito, e la sua torre, vennero chiamate “Babele” perché questo termine in ebraico vuol dire “confusione”. Da allora quindi gli uomini della terra non hanno più modo di comprendersi gli uni con gli altri, poiché ogni nazione parla un linguaggio diverso.

Cosa c’è di vero

torre di babele ziqqurat

Fonte: http://www.vitantica.net

La Bibbia è un racconto religioso e simbolico, in larga parte allegorico. Come spesso accade, ciò non vuol dire che sia del tutto privo di fondatezza storica. Quindi, così come molti studiosi sono partiti alla ricerca dell’Arca di Noè, molti altri hanno cercato di identificare la Torre di Babele. L’attribuzione comunemente più accreditata è con la ziqqurat Etemenanki che si trova in Iraq.



Questa grande piramide a gradoni era la più grande e importante di Babilonia, ma non tutti sono concordi con l’identificazione con la Torre di Babele. Quasi tutti però sono propensi a credere che il resoconto biblico parli davvero di un’imponente costruzione. D’altro canto, il mondo antico è pieno di piramidi che, con la loro maestosità, sono sopravvissute al trascorrere dei secoli fino ad oggi.

Inoltre di questa torre si parla anche in altre fonti. Ad esempio, nei Libri Sibillini di Roma, testi sacri che costituivano una raccolta di tutta la saggezza del mondo antico. Questo avvalora la tesi che, ancora una volta, non ci troviamo di fronte ad una pura invenzione, ma al ricordo confuso di qualcosa accaduto in epoche molto molto lontane da chi scrive e racconta.

La Grande Piramide di Cholula

torre di babele cholula

Fonte: www.realmofhistory.com

Per quanto non abbia senso cercare la Torre di Babele altrove, se non dove la colloca la Bibbia, vale a dire tra i fiumi Tigri ed Eufrate, va detto che esiste una piramide che per dimensioni più delle altre potrebbe far pensare a questa costruzione ambiziosa dell’uomo. Si trova però praticamente dall’altra parte del mondo, ovvero in Messico. É la Grande Piramide di Cholula.

Fatto curioso, è molto meno nota delle piramidi azteche, o di quelle egizie. Però le batte tutte in quanto ad imponenza: è alta ben 64 metri e occupa una superficie vasta quattro volte quella occupata dalla piramide di Cheope, che è di gran lunga più famosa. Oggi appare come una collina ricoperta di erba: il suo nome, nelle lingue precolombiane, è Tlachihualtepetl  che vuol dire montagna fatta dall’uomo. Questo rende molto bene l’idea del suo aspetto.

Sulla sommità di questa costruzione si venerava il Dio Sole. Da un manoscritto del XVI secolo redatto da un missionario venuto a colonizzare il Nuovo Mondo, apprendiamo la storia della costruzione di questo edificio così come era narrata dai nativi del luogo. Il sacerdote infatti raccolse la testimonianza di un anziano di Cholula che aveva oltre 100 anni. Questi disse che in antichità uomini “di sproporzionata statura” decisero di viaggiare verso ovest e verso est per scoprire dove il sole sorgesse, e dove tramontasse.

Però il mare impedì loro il cammino. Tornarono a Cholula, tristi per non aver potuto afferrare il Sole. Per riuscirci lo stesso, allora, eressero la piramide. Gli “abitanti del cielo”, furiosi per una simile tracotanza, dispersero quegli uomini “per tutti gli angoli della Terra”.

Racconti simili in luoghi lontani

torre di babele atlantide

Fonte: http://micahredding.com

Il racconto del vecchio abitante di Cholula assomiglia tanto a quello biblico della Torre di Babele. Ancora una volta, così come accade per il racconto del Grande Diluvio, le leggende precolombiane rispecchiano in modo fedele una narrazione che invece è stata elaborata all’altro capo esatto del globo. Ad ovest e ad est, dove il sole tramonta e dove il sole sorge.



Forse, così come ipotizzò Ignatius Donnelly, ci troviamo ancora una volta di fronte allo stesso ricordo di un evento accaduto altrove. Quell’altrove potrebbe essere Atlantide, abitata da uomini che avevano una civiltà molto più evoluta di coloro che sarebbero venuti dopo. Quello che gli atlantidei erano stati capaci di fare divenne un racconto mitico e favoloso per il semplice motivo che nessuno sapeva più come fare le stesse cose.

Le tracce di quella popolazione oramai perduta vennero allora cercate in manufatti successivi, ma che erano stati eretti da chi ancora rammentava quella grandezza, pur non avendo più i mezzi per eguagliarla. Ad Atlantide tutti parlavano la stessa lingua: quando ciò che era stato costruito su quell’isola venne distrutto, l’unità andò persa.

E ancora oggi cerchiamo di ricostruire quell’antica e felice unità, provando disperatamente a superare le differenze linguistiche, e non solo linguistiche, che ci separano molto più di quanto non facciano i confini fisici del mondo.

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