L’antica città di Tartesso, la Terra del Metallo

Tra i luoghi che gli archeologi continuano a cercare nel mondo reale, dopo averne trovate le tracce nella fonti letterarie, c’è una città denominata Tartesso. Tartesso viene citata da numerosi storici e geografi greci e latini, e c’è chi sostiene che la Tarsis biblica sia solo un suo altro nome.

Un luogo dalle caratteristiche uniche

Tartesso Atlantide

Fonte: http://cadenaser.com

Anche se Tartesso è un luogo che è realmente esistito, e in merito a questo non sussiste alcun dubbio, per molti versi la sua storia è avvolta dal mistero. Sappiamo che si tratta di una civiltà antichissima. Se davvero corrisponde alla Tarsis nominata numerose volte nella Bibbia, la città era fiorente e vitale già ai tempi del re Salomone. La sua fondazione viene ipotizzata intorno al XIII secolo a.C.



Tartesso era una località marittima dove si trovavano ricchissimi giacimenti di metallo, quindi durante l’Età del Bronzo si fece conoscere per gli intensi scambi commerciali che attivò con le altre civiltà del Mediterraneo. A Tartesso vi erano cantieri navali e una flotta numerosa. La cosa curiosa è che appare decisamente isolata, nel senso che costituiva una realtà a se stante.

In passato sono state fatte molte ipotesi, ma oggi è comunemente accettata la teoria secondo cui Tartesso si trovasse nella Spagna meridionale, nella zona atlantica compresa tra Siviglia e Cadice. Le poche iscrizioni in lingua tartessica che sono state ritrovate dimostrano che il loro linguaggio non assomigliava a nessuno di quelli usati dalle altre popolazioni iberiche preistoriche.

Tartesso, la sua fortuna e il suo declino

Tartesso Spagna

Manufatto di Tartesso conservato al Museo di Siviglia Fonte: www.ancient-origins.net

Così come racconta Erodoto nel primo Libro delle Storie, Tartesso si trova oltre le Colonne d’Ercole. Se prendiamo per buona l’idea secondo cui le Colonne d’Ercole erano lo Stretto di Gibilterra (per quanto non condivisa in modo unitario dalla comunità degli studiosi), in sostanza sappiamo che la città si trovava sull’Oceano Atlantico. Sappiamo anche che commerciava in metalli, specie preziosi come l’argento.

Sappiamo che i suoi sovrani erano illuminati e che godevano di lunga vita. Erodoto racconta di Argantonio che morì alla veneranda età di 120 anni. A quei tempi (Erodoto è vissuto nel V secolo a.C.) era Cartagine la maggiore potenza marittima. Cartagine spingeva spesso le sue navi fino all’Atlantico, che però temeva e infatti raccontava storie tremende sui pericoli di quel mare immenso popolato di mostri.



Sicuramente la gente di Tartesso temeva molto meno quel vasto mare che conosceva bene. Per questo i cartaginesi, per eliminare un pericoloso rivale commerciale, distrussero la città ponendo fine alla prospera storia di uno degli insediamenti umani più floridi del mondo antico. Sappiamo che Tartesso fu distrutta nel 500 a.C. Le sue origini però ci sono ignote.

Se Tartesso fosse stata una colonia di Atlantide

Tartesso

Fonte: http://www.countryside-lavie.com

Si può ipotizzare che questa ricca città, che commerciava in metalli e parlava una lingua a se stante, potesse essere stata fondata da popolazioni molto antiche. Spesso si parla dei “popoli del mare”, genti non meglio identificate che conosciamo grazie a fonti scritte egizie che ci raccontano del loro tentativo di invasione. Qualcuno sussurra anche il nome di Atlantide.

Molti archeologi, tra i quali Adolf Schulten, sostengono che Tartesso fosse parte del continente di Atlantide che anticamente si estendeva accanto a Spagna e Marocco, insieme ad una miriade di piccole isole. Quando Atlantide sprofondò, l’ondata di tsunami travolse anche la colonia collocata sulle coste spagnole. Quindi la fine della città non sarebbe stata causata dai cartaginesi, ma dalla natura.

Schulten condusse degli scavi, agli inizi del Novecento, vicino alla foce del fiume Guadalquivir, presso il parco di Doñana, dove trovò tracce di una città romana. A suo parere quel centro era stato costruito su resti di Tartesso. Più recentemente il fisico Rainer Kühne ha portato avanti le sue teorie facendo degli studi preliminari con i rilievi satellitari.



Ha così evidenziato tracce di costruzioni che ricorderebbero molto la dettagliata descrizione che Platone fa della capitale di Atlantide. Questo potrebbe essere segno di uno stile urbanistico antico, fatto di forme concentriche, preesistente allo tsunami, di cui sono state trovate evidenze geofisiche. Le ricerche di Kühne vengono oggi portate avanti dal Consejo Superior de Investigaciones Cientificas (CSIC).

Una ricerca che continua

Tartesso Atlantico

Fonte: http://pierluigimontalbano.blogspot.com

Le ipotesi sulla natura di Tartesso sono molteplici. Tra di esse, si avanza anche quella secondo cui questa città potesse essere essa stessa la mitica Atlantide raccontata da Platone. L’aspetto affascinante è che in questo caso abbiamo delle chiare tracce storiche da cui poter partire. Gli scavi che si stanno conducendo nella zona delle paludi di Hinojos, vicino al fiume Guadalquivir, potrebbero portare alla luce nuovi reperti.

Anche se tutto resta possibile, appare chiaro come sia davvero esistito un tempo un popolo capace di riverberare la sua grandezza fino a noi. Erano i Popoli del Mare? Erano civiltà che oggi nemmeno siamo più in grado di immaginare? O era la gente di Atlantide? Forse la chiave di volta di questo mistero si nasconde lì, tra le terre paludose del Guadalquivir, davanti al grande respiro dell’Oceano.

 

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