La nave di Ulisse: una scoperta epocale

Sotto le acque del Mar Nero una spedizione di archeologia subacquea ha scoperto una nave antica di 2400 anni. Con emozione, il capo della spedizione, Joe Adams, ha affermato di aver ritrovato la nave di Ulisse. Davvero il leggendario eroe omerico infine ha voluto svelare l’ultimo dei suoi segreti?

Il Mito e la Storia

Ulisse cavallo

Fonte: scenarieconomici.it

Cominciamo con ordine raccontando chi è stato Ulisse. La prima domanda in realtà è: davvero è esistito Ulisse? Come in molti altri casi, rispetto a questa figura la storia si fa mito al punto da far dubitare persino della veridicità dei racconti. La letteratura occidentale ha inizio con i due poemi scritti dall’aedo greco Omero nell’VIII secolo a.C.



I poemi sono l’Iliade e l’Odissea, all’interno dei quali vengono poste le basi di tutti i tipi di narrazione successiva. Il dibattito degli studiosi ancora oggi cerca di analizzare molte questioni irrisolte: se Omero sia un nome di fantasia o un personaggio reale, se l’Iliade e l’Odissea siano narrazioni di pura fantasia o resoconti storici un po’ romanzati.

Ormai tutta la comunità scientifica è concorde per la seconda ipotesi, specie da quando, nel 1870, l’archeologo dilettante Heinrich Schliemann, in barba a chi diceva che la città di Troia non era mai esistita, ne trovò i resti in Turchia. Ovvero, la guerra di Troia si è svolta realmente, e quindi anche Odisseo (o Ulisse, che dir si voglia) ha concretezza storica.

Chi era Ulisse

ulisse sirene

“Ulisse e le Sirene”, John William Waterhouse, 1891 Fonte: progettoulisse.wordpress.com

Ulisse era il re di Itaca. Prese parte alla guerra di Troia (che si è svolta all’incirca nel 1200 a.C.) e la tradizione gli attribuisce l’invenzione del famoso cavallo che servì a prendere la città. Dunque Ulisse è un eroe diverso dagli altri. Non è prestante come Achille, combatte con coraggio ma non ha le doti di Ettore. Più che i muscoli lui usa il cervello.

Omero lo descrive, all’esordio del poema dedicato ai suoi viaggi, l’Odissea, con un termine che è un po’ difficile tradurre in italiano, πολύτροπον. Questo termine si compone di due parole greche, che insieme potremmo rendere più o meno come “uomo dai molti doni”. Ulisse era versatile, adattabile, e lo dimostrano le astuzie che escogita per sopravvivere ai tanti pericoli che incontra nel suo lungo viaggio in mare.



Ulisse è anche molto curioso: uno degli episodi narrati da Omero racconta che l’eroe si fece legare all’albero maestro della sua nave pur di ascoltare il canto delle Sirene. Era noto che chi udiva quei suoni celestiali non sarebbe più voluto andare via, rimanendo irretito dalla malia delle sirene. Intatti Ulisse ordinò ai suoi uomini di turarsi le orecchie.

Ma lui no, lui voleva ascoltare. La sete di conoscenza è quella che secondo Dante, che parla di Ulisse nell’Inferno della sua “Divina Commedia”, infine lo perse. Omero invece ci narra solo il suo ritorno a casa, ad Itaca, da sua moglie Penelope e suo figlio Telemaco. Indimenticabile anche il suo cane, Argo, che dopo aver atteso per anni il suo padrone muore felice, unico a riconoscerlo quando si presenta a casa sotto mentite spoglie.

La nave di Ulisse

Ulisse nave

Fonte: Daily Mail

L’episodio delle Sirene è talmente famoso da aver meritato anche di essere effigiato su un vaso oggi conservato al British Museum. Si chiama “Siren Vase” e illustra con dovizia di particolari la nave di Ulisse. La stessa nave che oggi sembra essere stata ritrovata sul fondo del Mar Nero. Una scoperta davvero unica nel suo genere, anche se l’attribuzione ad Ulisse è tutt’altro che certa.



Il programma di ricerca sottomarino “Black Sea Maritime Archaeology Project” negli ultimi anni si è dedicato a scandagliare i fondali del Mar Nero. Questo mare ha caratteristiche uniche per microclima e per il fatto di essere un mare interno molto antico. Certi di trovare qualcosa di interessante, tanto più che questa parte del mondo in passato è stata scenario di epiche battaglie e di intensi scambi commerciali, gli archeologi subacquei lo hanno perlustrato palmo a palmo.

Si sono così imbattuti in resti di tante navi affondate fino a trovarne una che subito li ha fatti

ulisse siren vase

Fonte: http://www.britishmuseum.org

trasecolare. Sotto oltre 2 chilometri di acqua c’era un vascello greco quasi integro, con albero e timone al loro posto. Alcuni pezzi prelevati sono stati datati con il test del carbonio 14, che ha sancito la sua vetusta età. Il relitto risale a 2400 anni fa.

L’epoca grossomodo potrebbe coincidere con quella della guerra di Troia, meno con quella del “Siren Vase” che è molto più recente. Se la scoperta è stata annunciata in modo altisonante come “il ritrovamento della nave di Ulisse”, in realtà è ben poco probabile che Odisseo navigasse i mari su un mercantile, quale sembrerebbe essere il relitto affondato. Tanto più che, per quel che narra Omero, Ulisse non affondò. E se lo fece, come dice Dante, i resti del suo vascello dovrebbero trovarsi oltre le Colonne d’Ercole (lo Stretto di Gibilterra).

Il passato e il futuro

ulisse mar nero

Fonte: Daily Mail

Joe Adams ha annunciato che presto al British Museum di Londra verrà proiettato il documentario che illustrerà tutti i particolari dell’eccezionale ritrovamento. Ulisse o non Ulisse, una nave antica così ben conservata è un vero miracolo per gli archeologi. Solo l’assenza di ossigeno a quelle profondità ha permesso al legno di resistere al passare del tempo.

Ecco perché il recupero in superficie della nave appare assolutamente improponibile: equivarrebbe a distruggerla. Ciò non toglie che potrebbe raccontare molte cose che ancora non sappiamo. Questo è il senso della ricerca: continuare a cercare risposte a tutte le domande, anche quelle a cui si credeva di aver già trovato una soluzione.

Perché se il futuro è fatto di pagine bianche ancora da scrivere, non è vero che il passato sia già scritto. Buona parte della storia dell’uomo per noi resta un mistero, tutt’al più una congettura. Poter riempire anche le pagine ancora bianche del passato significherebbe riuscire a continuare il racconto in modo più coerente, più pacifico, più costruttivo.

E anche se così non fosse, a noi piace pensare che laggiù, nell’oscurità delle profondità del Mar Nero, la nave di Ulisse sia riemersa dal buio dei secoli per dirci che gli eroi possono ancora esistere, se solo non smettiamo di credere ai miti e alle leggende che si sono tramandate attraverso i lunghi secoli dell’Uomo.

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