Atlantide, il Continente Perduto ma mai Dimenticato

A lungo l’Uomo ha cercato sulla terra luoghi considerati “leggendari”. Basti pensare alla mitica Camelot, la corte del re più saggio di tutti, Artù, e sede della sua Tavola Rotonda. Non solo: abbiamo anche cercato l‘Eden, il Paradiso Terrestre di cui si parla nella Bibbia, il luogo in cui si arenò l’Arca di Noé. Perchè dunque non avremmo dovuto cercare anche Atlantide?

La Realtà che si fa Mito e diventa Leggenda

Platone Atlantide

Platone ritratto da Raffaello nella “Scuola di Atene”, fonte: YouTube

Bisogna subito chiarire una cosa: quando si parla di Atlantide la maggior parte delle persone alza gli occhi al cielo e sbuffa, aspettando di sentirsi presentare chissà quale astrusa teoria extraterrestre. La verità è che l’esistenza di Atlantide è provata da una fonte molto più attendibile dei cicli arturiani, o della Bibbia stessa. A parlarne per primo non fu né uno sciocco né un ciarlatano, ma uno dei più grandi filosofi dei tempi antichi: Platone.

Platone visse nel V secolo a.C. in Grecia e ad Atene fondò l’Accademia, una scuola in cui insegnava filosofia, convinto che questa fosse la disciplina necessaria per dare vita al buon governo. Altri tempi, certo: ma quello che ci insegnano a scuola è che dalle parole di Platone deriva gran parte della nostra cultura occidentale.



Platone ci ha lasciato un gran numero di opere, soprattutto Dialoghi, che lui riteneva la forma più adatta per la didattica in quanto permetteva di applicare la dialettica. In due dialoghi, “Timeo” e “Crizia”, Platone racconta dell’esistenza di Atlantide. Non lo fa affatto in forma mitica: ricordiamo che Platone faceva spesso ricorso ai miti, forme allegoriche per raccontare verità universali. Atlantide però non è un mito, ma, nelle parole di Crizia, storia.

La città fondata dagli Dei

Atlantide esiste

Come doveva apparire la capitale di Atlantide dalle descrizioni di Platone Fonte: Reddit

Atlantide era un continente vasto come Asia e Libia insieme che si stendeva oltre le Colonne d’Ercole. Si ergeva come isola dall’Oceano ed era stata fondata dal dio del mare in persona, Poseidone. Poseidone si innamorò di una donna umana da cui ebbe dieci figli, il primo dei quali ebbe nome Atlante e fu nominato capo supremo del continente. I figli di Poseidone erano dunque semidei, e così tutti i loro discendenti.

Atlantide era davvero una terra benedetta. Le acque rendevano il suolo fertile; gli animali popolavano ogni luogo, c’erano persino numerosi elefanti. La civiltà era molto avanzata, poiché gli uomini avevano costruito città urbanisticamente molto complesse, fatte di mura concentriche. Gli Atlantidei sapevano navigare, avevano una flotta maestosa e un porto costruito attraverso le cerchie di mura.

Gli uomini, soprattutto, erano saggi e buoni. Scrive Platone



Per molte generazioni, finché fu abbastanza forte in loro la natura divina, erano obbedienti alle leggi e bendisposti nell’animo verso la divinità che aveva con loro comunanza di stirpe: avevano infatti pensieri veri e grandi in tutto, usando mitezza mista a saggezza negli eventi che di volta in volta si presentavano e nei rapporti reciproci. Di conseguenza, avendo tutto a disdegno fuorché la virtù, stimavano poca cosa i beni che avevano a  disposizione, sopportavano con serenità, quasi fosse un peso, la massa di oro e delle altre ricchezze.

La fine di Atlantide

Atlantide catastrofe

Fonte: http://www.ritosocultos.com.br

Ma la fine della storia è oscura e tetra.

Quando però la parte di divino venne estinguendosi in loro, mescolata più volte con un forte elemento di mortalità e il carattere umano ebbe il sopravvento, allora, ormai incapaci di sostenere adeguatamente il carico del benessere di cui disponevano, si diedero a comportamenti sconvenienti, e a chi era capace di vedere apparivano laidi, perché avevano perduto i più belli tra i beni più preziosi, mentre agli occhi di coloro che non avevano la capacità di discernere la vera vita che porta alla felicità allora soprattutto apparivano bellissimi e beati, pieni di ingiusta bramosia e di potenza.

Si scatenò una guerra contro Atene, che mandò i suoi guerrieri migliori: ma furono gli dei a porre fine al conflitto. Avvenne un cataclisma non meglio precisato, ci furono “terremoti e diluvi” che fecero sprofondare l’isola in mare. In un solo giorno e in una sola notte Atlantide (e con essa i soldati ateniesi) era stata ricoperta dalle acque e così finì la sua civiltà.

Tutto questo racconto si svolge ben 9000 anni prima di quando Platone scrive; a occhio e croce, circa 11000 anni fa da oggi. Parliamo dunque di un’epoca preistorica. In questo periodo era da poco terminata l’ultima grande glaciazione, e la deriva dei continenti si era appena completata. In questa epoca si colloca la fondazione della prima grande città degli uomini, Gerico. Se non si considera la capitale di Atlantide, ovviamente.

La ricerca di Atlantide

Atlantide ricerca

Fonte: cyprustraveller.com

Platone ci riporta questa come una “storia vera”, ma in seguito di Atlantide si parlò ben poco. Il discepolo più famoso di Platone, Aristotele, liquidò infatti la storia come una favoletta, e siccome nel Medioevo Aristotele era un’autorità indiscussa nessuno ci pensò più. Fino al Rinascimento, quando gli Uomini cominciarono a guardare con ammirazione a quell’epoca felice e a quella terra ubertosa.



Da allora, fino ai giorni nostri, non si è più smesso di cercare Atlantide, spesso anche dove sarebbe meno ragionevole cercarla. Platone ci ha spiegato con molta chiarezza dove si trovava: nell’Oceano Atlantico, probabilmente non distante dalle coste portoghesi e marocchine. Però si sono cercate davvero ovunque tracce di questo continente perduto, scovandole nei luoghi più disparati: isole greche, Svezia, Groenlandia, persino Sardegna.

Il mistero però non si è mai sciolto, Atlantide continua a celarsi nelle nebbie nel tempo ma soprattutto del dubbio che nessuno ha mai dissipato in modo definitivo. È davvero esistita sì, o no?

La strada di Bimini

Bimini Island si trova nelle Bahamas. Qui Edgar Cayce, detto “profeta dormiente” perché poteva avere visioni in stato di ipnosi, disse che parte del perduto continente sarebbe riemerso tra il 1968-69. Cayce morì nel 1945; nel 1968 un pescatore di perle di Bimini disse di aver visto una “strada” sul fondale marino. La strada c’è: alcuni dicono sia una formazione naturale, molti sono convinti si tratti proprio di una pavimentazione lastricata costruita dall’Uomo.

La strada per Atlantide

Atlantide Bimini island

Fonte: http://earth-chronicles.com

Due sono le domande che ci si possono porre, dopo quella, più che ovvia, circa la veridicità o meno del racconto di Atlantide. Perché l’Uomo si occupa con tanta ostinazione di un raccontino che secondo i più è mera invenzione? Cosa significherebbe per noi accertare che Atlantide e la sua gente sono realmente esistiti?

La risposta alla prima domanda è semplice. Noi abbiamo bisogno di scoprire le nostre radici. Nell’Ottocento molti sensitivi e teosofi ipotizzarono che tutta la razza umana derivasse dai primi uomini che abitarono Atlantide; che Atlantide, e non l’Africa, sia la madre di tutti i continenti. Allo stato attuale, non abbiamo elementi né per confermare né per smentire questa ipotesi. Trovare Atlantide sarebbe un po’ rispondere alla domanda: da dove veniamo? E la riposta potrebbe sorprenderci.



Questa dunque è anche la risposta al secondo quesito: scoprire che Atlantide non è un mito ma una realtà ci costringerebbe a capovolgere il nostro quieto mondo, a rivedere dalla base ogni nostra convinzione. Perché questo ci spaventa tanto? L’Uomo si è evoluto solo buttando via le vecchie convinzioni e fondandone di nuove. Sembra invece che noi abbiamo deciso di non volerci più schiodare dai rassicuranti presupposti su cui abbiamo costruito la nostra civiltà.

La ricerca di Atlantide quindi, per sua definizione, non può avere fine, in quanto è la ricerca delle nostre origini, per poi decidere in che direzione proseguire. E trovare Atlantide non vuol dire solo scoprire il luogo fisico in cui è esistita, ma significa anche infine spalancarne le porte e scoprire cosa questi antichi antenati hanno da dire persino a noi, loro lontani discendenti.

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