Uno sguardo Oltre il tempo: le Profezie di Rasputin

Ci sono uomini che sembrano possedere l’inquietante dono di vedere oltre il presente, e di poter leggere le pagine del futuro. Spesso vengono definiti “ciarlatani“: ma cosa accade quando le loro parole si avverano?

Rasputin alla corte dei Romanov

Rasputin Romanov

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C’è un personaggio molto controverso, su cui sono state scritte molte parole ma la cui verità storica ancora oggi ci sfugge in buona parte. Non è vissuto secoli e secoli fa, ma appena un centinaio di anni or sono. Questo rende ancora più curioso il fatto che sia riuscito ad ammantarsi di un’aura di mistero che non si dissipa con il passare degli anni. Si tratta di Grigorij Efimovič Rasputin, detto anche il “Monaco Folle“.



Rasputin nacque nel 1869 e morì nel 1916, poco dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale; fu taumaturgo e uomo di fiducia alla corte degli Zar. Proprio questo ruolo però lo condusse alla morte, che fu violenta oltre ogni dire, ma che lui aveva previsto. Proprio come Nostradamus infatti era stato in grado di vedere la fine della sua esistenza; aggiungendo però alla profezia su se stesso un corollario da far venire i brividi.

Rasputin sapeva che sarebbe stato assassinato: ma, disse, se ad ucciderlo fossero stati dei poveri contadini come lui, ciò non avrebbe avuto conseguenze. Al contrario, qualora a porre fine alla sua esistenza fossero stati dei nobili (come accadde), ciò avrebbe segnato di lì a poco la fine dello Zar e della sua famiglia.

Taumaturgo e Consigliere

Rasputin monaco folle

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Ai tempi in cui Rasputin divenne il consigliere della Zarina Alexandra a corte si teneva in grande considerazione il misticismo, e l’uomo era “il” mistico per eccellenza. Da bambino aveva ricevuto una visione e da allora si era dedicato alla predicazione e alla preghiera. Aveva sviluppato doti taumaturgiche che gli permettevano di guarire gli ammalati. Fu curando il principe Aleksej, che era affetto da una grave forma di emofilia, che si guadagnò la fiducia della Zarina.

Come riuscì Rasputin, uomo di umili origini, a fare ciò che i più scafati medici di corte non erano riusciti a compiere, ovvero la guarigione, seppur parziale, del piccolo principe? I commentatori hanno avanzato tante ipotesi: semplicemente impose al bambino di non prendere più l’aspirina, o forse usava l’ipnosi. C’è però un fatto che non si spiega così facilmente e prosaicamente.



Nel 1912 Aleksej subì un grave ematoma e fu dato per spacciato. Rasputin era lontano da corte e la Zarina, disperata, gli inviò un telegramma chiedendogli aiuto. Lui rispose solo che non doveva preoccuparsi: suo figlio sarebbe stato bene. Infatti Aleksej migliorò in breve e inspiegabilmente: il monaco lo aveva curato anche a distanza.

Un Personaggio Scomodo

Rasputin

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Rasputin era malvisto da molti nobili, secondo i quali influenzava in modo negativo lo Zar. Quel che sappiamo è che lui era contrario alla guerra, e che se avesse potuto restare al fianco della famiglia reale probabilmente la storia sarebbe andata diversamente. Ma sta di fatto che la vita di Rasputin fu interrotta prematuramente e bruscamente nel dicembre del 1916.

I congiurati che avevano deciso di assassinarlo dovettero faticare non poco: fu avvelenato, poi gli vennero sparati dei colpi di pistola. Poiché era ancora vivo, fu colpito alla testa con uno stivale, e infine gettato nel fiume gelato. Secondo l’autopsia morì per annegamento. Fu trovato che cercava di liberarsi dal cappio che gli avevano messo al collo.

Quindi Rasputin lottò per sopravvivere fino alla fine, ma sapeva di non avere scampo. Furono dei nobili vicini alla famiglia reale a trucidarlo: appena due anni dopo anche tutta la famiglia Romanov seguì la sua sorte brutale, esattamente come il monaco aveva predetto.

Figura leggendaria di Veggente

Grigori Rasputin

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Un po’ come Nostradamus, nei confronti del quale aveva una sorta di venerazione, anche Rasputin aveva il dono di vedere nel futuro. Ha lasciato molte profezie: quella sicuramente azzeccata, suo malgrado, è la stessa che anche Nostradamus seppe indovinare. Vale a dire la sua stessa morte.

Con il tempo la figura di Rasputin si è ammantata di leggenda, vuoi per la sua vita sui generis, vuoi per la sua fine inquietante. Le sue profezie dunque sono caratterizzate dall’alone di mistero che circondava anche il suo autore. Rasputin prevede l’inquinamento feroce in cui il mondo resterà avvinto; scrive che “la saggezza sarà messa in catene” e che gli uomini diventeranno schiavi.

La profezia più oscura riguarda la nascita di “mostri che non saranno uomini e non saranno animali”. Mostri come il Tarkus di discografica memoria, o mostri come i robot meccanici ed elettronici che oggi sembrano minacciare la stessa capacità di sopravvivenza del genere umano? La lucidità delle parole di Rasputin lo ascrive alla pletora dei “veggenti”, delle “sibille” dei nostri tempi.

Presta Ascolto

Rasputin Profezie

Fonte: allthatsinteresting.com

Ai suoi tempi Rasputin era un personaggio temuto, odiato o amato, ma rispettato. Oggi è un po’ una macchietta, di cui si ricordano più che altro le perversioni sessuali e, a quel che si dice, le enormi dimensioni del membro virile. Che la sua vita sia stata decisamente sopra le righe è innegabile. Che oggi lo si possa liquidare come un semplice ciarlatano è segno della moderna ubris che si è ormai impadronita del genere umano.

Un uomo che dal nulla è stato in grado di avvicinarsi ad una delle famiglie più potenti del suo tempo può essere considerato molte cose, ma non un ciarlatano. Rasputin aveva un dono, forse molti doni, che cercò di amministrare e magari non lo fece in modo del tutto saggio. Il suo sguardo penetrante affondò fin dove gli era concesso e vide le sorti dell’Uomo così come si andavano disegnando.



Le visioni restano disegni abbozzati da qualcuno che vede attraverso un velo: il potere di cambiare quel disegno è nelle mani di ognuno di noi. Se ad un uomo viene concesso di scrutare oltre la curva, verrà detto folle da chi ancora si trova all’inizio della strada. Eppure lui è solo uno che è andato un po’ più avanti.

Rasputin non ha potuto cambiare il suo destino, nè quello dei Romanov. Noi possiamo ancora cambiare il nostro, e il primo passo è prestare maggiore attenzione alle parole dei folli, ovvero di coloro che ci invitano ad abbandonare il punto di vista noto e ad adottarne altri, meno usuali ma forse più vicini alla verità ultima delle cose.

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