Plutone, il Pianeta che non è un Pianeta

Siamo arrivati alla fine del viaggio nel nostro Sistema Solare, e proprio qui ci attende uno dei più grandi misteri che lo riguardano. Laggiù, lontano lontano da noi, c’è un corpo celeste chiamato Plutone, la cui identità è molto dibattuta. Plutone è, o non è, un Pianeta? Cerchiamo di scoprirlo insieme.



Se Questo è un Pianeta

Plutone_Luna

Urano e Nettuno vennero scoperti nella prima metà dell’Ottocento. In seguito gli scienziati continuarono a cercare di spingersi ancora oltre per vedere se ci fossero altre sorprese ad aspettarli. Nel 1930 l’astronomo Clyde William Tombaugh, studiando le perturbazioni orbitali di Nettuno, si accorse che in effetti là fuori c’era qualcos’altro.

Questo qualcos’altro è molto più piccolo della Terra: il suo diametro è circa il 70% di quello terrestre e la massa è lo 0,22%. La sua caratteristica più curiosa è l’estrema eccentricità dell’orbita. Quando passa più vicino al Sole dista 4,4 milioni di chilometri (perielio), ma quando ci passa più lontano si trova ad oltre 7,4 milioni di chilometri di distanza (afelio)! Inoltre, si muove dentro l’orbita di Nettuno per circa 20 anni terrestri, mentre ne impiega 248 per una completa rivoluzione intorno al Sole. Per ruotare su se stesso ci mette 6 giorni terrestri.



Freddo, freddissimo, fatto per lo più azoto ghiacciato, metano e monossido di carbonio, questo corpo celeste è stato osservato con maggior attenzione solo in tempi recenti. Si è così scoperto che è attraversato da una catena montuosa di recente formazione, e che ha una vasta area ghiacciata che descrive curiosamente la forma di un cuore.

Il Dio degli Inferi

Plutone_Proserpina

“Il Ratto di Proserpina”, 1614, Peter Paul Rubens

Non ci dovrebbe stupire allora che per questo nuovo oggetto celeste sia stato scelto come nome “Plutone”, altra divinità romana mutuata dal pantheon greco (Ade). Plutone è il Dio degli Inferi e dell’Oltretomba e per questo non era molto amato. Curiosamente però il suo nome viene da un termine greco che significa “ricco“. Plutone era infatti anche il dio dell’Abbondanza, poiché la Terra è ricca di frutti sotterranei (metalli e minerali).

Plutone in fondo era anche un romanticone: rapì Persefone per farne sua moglie, irretito dalla sua bellezza, e concesse ad Orfeo di accedere all’OltreMondo per ritrovare la sua amata Euridice. Orfeo, purtroppo, non riuscì a riportare Euridice nel mondo dei vivi, ma Plutone si era dimostrato molto generoso a lasciarlo provare.

Ecco dunque che a quel remoto corpo celeste che si aggira ai margini estremi dello Spazio Noto fu dato nome Plutone. Ma un quesito resta ancora aperto: può definirsi o meno un Pianeta?

Pianeta sì, Pianeta no

Fino al 2006 Plutone era a tutti gli effetti un Pianeta, il più piccolo e l’ultimo del nostro Sistema Solare ma equiparabile alla Terra. A quel tempo, però, la comunità scientifica tornò sui suoi passi. Plutone non poteva considerarsi che un Pianeta Nano, alla stregua di tutti quegli altri corpi celesti di piccole dimensioni che si trovano nella fascia di Kuiper, che si stende oltre Nettuno.

Povero Plutone: negletto per così tanti anni e infine pure declassato! Oggi però qualcuno torna a spezzare una lancia in suo favore. Sarebbe la sua forma tonda, tipica della geologia dei Pianeti, a dargli uno status diverso di quello di asteroidi e altri oggetti simili di forma irregolare. La questione resta aperta per l’Astronomia: per l’Astrologia invece Plutone è entrato a far parte a pieno titolo del Quadro Astrale dei Segni Zodiacali.

Plutone in Astrologia

Plutone_ghiaccio

Plutone è il Pianeta che governa lo Scorpione (in precedenza era Marte) ed ha un significato molto forte, che non possiamo definire nè positivo nè negativo, anche se di solito viene considerato negativamente. Plutone era il Dio della Morte e Plutone simboleggia la morte, ma non quella fisica.



Plutone indica ciò che in noi non va, quanto c’è di nascosto, occulto, e ci chiede di portarlo alla luce e di mutarlo. Questo Pianeta, quindi, porta il cambiamento, un cambiamento che, come la nascita, passa attraverso un travaglio faticoso. Alla fine, però, c’è nuova vita. La sua influenza porta a scandagliare l’interiorità più profonda dell’Io, a confrontarci con ciò che invece vorremmo tenere occultato.

Così incontrare Plutone nell’Oroscopo o nel Tema Natale non è piacevole, ma è salvifico: può finalmente spingere la persona ad andare incontro alla sua vera natura, ad abbracciare fino in fondo il suo destino.

Non Plus Ultra

Che Plutone sia o meno un Pianeta è una questione del tutto oziosa, che ci dimostra un volta di più come l’Uomo abbia la sorprendente capacità di perdersi in un bicchiere d’acqua. Questo corpo celeste era lì molto prima che noi fossimo e resterà lì anche parecchio dopo che non saremo più, con buona pace degli astronomi che oggi si accapigliano sulla sua classificazione.

Da dove ci è venuta questa smania di catalogare tutto? L’Universo è molto più di un mero inventario: è una fucina incessante e stupefacente di vita e meraviglie; è la genesi continua del principio creativo e del suo rinnovarsi. Come Plutone è morte e rinascita, così ognuno di noi può sempre rinascere a se stesso.

Vaghiamo allora oltre i confini del noto, certi che ci sia sempre qualcosa di nuovo da scoprire. Forse non sarà possibile inserirlo in una di quelle caselline precise precise in cui ci piace mettere tutto, ma proprio per questo riuscirà a cambiare la nostra vita, facendola risplendere come in un nuovo Big Bang che riempirà il vuoto di senso e luce.

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