Nostradamus e le sue “Terribili” Profezie

Se dico “Nostradamus” cos’è che immagini? Sicuramente ti viene voglia di andarti a ficcare sotto il letto, perché per noi Nostradamus è sinonimo di sciagura, orrore, fine del Mondo, Apocalisse! Eppure le cose non stanno proprio così: scopriamo qualcosa di più su questo enigmatico e affascinante personaggio che fa parlare di sé da oltre 500 anni.

Michel de Notre-Dame

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Notre-Dame, in lingua francese, significa “Nostra Signora” ed è uno degli appellativi che viene dato a Maria, la madre di Gesù. Il cognome di colui che noi chiamiamo semplicemente “Nostradamus” era proprio Notre-Dame. Lo scelse suo nonno quando si convertì dalla religione ebraica a quella cristiana.

Però l’ebraismo influì in buona parte nella formazione del piccolo Michel (questo era il primo nome di Nostradamus). Fin da piccolo, essendo nato in una famiglia benestante di studiosi, apprese il latino, il greco, l’ebraico, la matematica, e un po’ più avanti ebbe anche i primi rudimenti di astrologia-astronomia, che a quel tempo erano due discipline equiparate.



Il tempo a cui ci riferiamo era il Cinquecento, il secolo del Rinascimento, quando l’Europa stava uscendo dal buio Medioevo. Michel nacque in Provenza, una terra dolce e profumata, un angolo di giardino benedetto dagli dei. Studiò Medicina ad Avignone e si laureò in seguito all’Università di Montpellier.

Il Grande Profeta

Nostradamus era dunque un medico che si dette un gran daffare per portare sollievo alle città ammorbate dalla peste, e anche con successo. Si dice che avesse messo a punto un rimedio capace di “guarire” dal terribile male. Semplicemente mise in atto alcune pratiche igieniche che migliorarono notevolmente la situazione.

Quand’è che quest’ometto piuttosto basso e traccagnotto, dalle guance rubizze e dalla folta barba, cominciò a profetizzare sventure? La sua fama in tal senso cominciò a crescere quando iniziò a scrivere e pubblicare almanacchi, in cui erano pure contenute delle profezie insieme a ricette per fare le marmellate e per realizzare rimedi di bellezza.

La sua fama crebbe in modo esponenziale, tanto che fu chiamato alla corte di Caterina dè Medici. Era il 1555, e Nostradamus aveva già pubblicato al sua opera più nota, “Les Vrayes Centuries et Propheties de Maistre Michel Nostradamus”, meglio nota semplicemente come le “Centurie“.

Le Centurie

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Le Centurie sono composte da 942 quartine (dovevano essere mille, ma Nostradamus ne bruciò alcune) che riportano frasi astruse e difficilmente comprensibili. I commentatori che per secoli hanno cercato di decifrarle dicono che non si tratti altro che una rielaborazione erudita (parliamo di un uomo che conosceva parecchie lingue) di profezie bibliche e di altri autori classici.



All’epoca di Nostradamus però c’era chi credeva nelle sue doti di preveggenza: la stessa Caterina dè Medici dovette constatare l’esattezza della quartina in cui era profetizzata la morte di suo marito, il re di Francia Enrico II, che fu trafitto ad un occhio da una lancia durante un torneo. E quando Nostradamus le disse che i suoi tre figli avrebbero regnato tutti e tre, aveva purtroppo ragione: i primi due sarebbero morti uno dopo l’altro.

D’altro canto, c’è senza dubbio una profezia che Nostradamus ha centrato in pieno: quella della sua morte. La notte prima di morire il suo segretario gli chiese se avesse dovuto attendere fino all’alba per chiamarlo; egli rispose che lo avrebbe trovato morto “tra il letto e il banco”. E così fu. Quando, anni dopo, dei balordi profanarono la sua tomba, trovarono al suo collo un medaglione ove era incisa la data esatta di quando ciò sarebbe avvenuto. Tra le sue mani c’era una tavoletta con una maledizione: chi avesse osato disturbare il suo riposo, sarebbe morto il giorno dopo. E così fu.

Veggente o Ciarlatano?

NostradamusSecoli di storia ancora non hanno chiarito la vera identità di Nostradamus. Noi conosciamo l’immagine di lui tramandata dal ritratto che gli fece suo figlio e dalla descrizione redatta dal suo segretario. Era un uomo rubicondo, gioviale, gentile. Non aveva davvero l’aspetto di un cupo corvo del malaugurio.

C’è poi un’altra questione da considerare: non è che tutte le sue profezie siano nefaste. Ce ne sono molte che invece raccontano di eventi felici. Un veggente non è responsabile di ciò che vede: può solo vedere, e se la maggior parte di ciò che vede è tragico o luttuoso, non ne ha colpa.



La domanda che i più si fanno, per confutare la veridicità delle Centurie di Nostradamus, è: perché non ha parlato più chiaro? Se le sue parole fossero meno criptiche l’Uomo avrebbe potuto impedire che almeno uno di quegli orrori si avverasse, e potrebbe ancora farlo.

Scusate se, a questo pensiero, tra le balze dei Sibillini echeggia la risata scrosciante di Sibilla e delle sue Fate.

Le Stelle indirizzano, ma non Costringono

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Credo che il fraintendimento di fondo sia nelle intenzioni di Nostradamus. Non credo abbia redatto le sue quartine per “cambiare il futuro”. Ogni sciocco sa che ciò non è possibile. Lui non ha fatto altro che scrivere ciò che vedeva, probabilmente anche alla luce delle scienze che conosceva e degli studi che aveva fatto.

Il suo linguaggio è “sibillino”: dovrebbe stupirci? Da sempre gli oracoli hanno parlato per enigmi. Il loro compito non è svelare l’ignoto, ma stimolare l’Uomo a migliorarsi e a spingersi Egli stesso ai Confini della Realtà.

Allora appare chiaro che Nostradamus ha raggiunto il suo scopo, il suo vero scopo: dopo tanto, tanto tempo, anche noi uomini moderni che non crediamo più in niente che non sia tangibile, e non faccia bip-bip, siamo lì a scervellarci sulle quartine di un tale vissuto secoli or sono. Ci facciamo domande, riflettiamo sulle sue parole: in una parola, non ci lasciamo vivere ma acquisiamo consapevolezza.

Questa è la vera Veggenza. Nessun Uomo può scrutare con chiarezza nel futuro, che è informe: i più illuminati possono vedere ombre e fantasmi e, essendo illuminati, sanno che quelle ombre sono volubili. Potrebbero crescere e ingigantire, oppure disperdersi al primo soffio di vento. Ma a fare vento può essere solo l’Umanità.

Così, non dobbiamo tremare davanti alle oscure parole di Nostradamus, che non fanno altro che metterci davanti alcune delle più ataviche paure dell’Uomo: Morte, Pestilenza, Carestia, Guerra, i quattro cavalieri dell’Apocalisse. Non dobbiamo cercare nei meandri di quelle parole il prossimo tragico evento che ci colpirà, dobbiamo solo chiederci: cosa posso fare io per evitare che il Mondo diventi quel posto ostile e tetro che lui ha descritto in certi punti della sua opera?

Quando avrai trovato la risposta, non dovrai fare altro che agire. E le profezie di Nostradamus non saranno altro che un brutto ricordo; e di lui potremo infine ricordare soltanto le guance rubizze e le ricette per fare la marmellata.

Un commento:

  1. penso che abbia scritto castronerie così che si possano associare facilmente ad eventi reali.

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