Hugo Pratt: l’Uomo che Disegnava i Sogni

Il fumetto non è mai stato considerato una forma artistica elevata, non al pari della letteratura, della musica o della pittura. C’è stato però un disegnatore, che definire solo in questo modo è quantomeno riduttivo, che ha elevato il fumetto al rango di “letteratura disegnata“. Si tratta di Hugo Pratt, di cui oggi, 20 Agosto, ricorre l’anniversario della scomparsa.



Un Gentiluomo di Ventura

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Fonte: http://www.salteditions.it

Potrei narrarti la biografia di Pratt, ma non voglio: puoi leggerla su centinaia di siti web molto più completi di questo. Inoltre credo che tu puoi conoscere Pratt, anche se non è più fisicamente tra noi, prendendo uno dei suoi albi e sfogliandone le pagine. Lo troverai lì dentro perché Pratt, come ogni altro vero artista, è immortale nella misura in cui può continuare a vivere nei personaggi che ha creato e nelle storie che ha raccontato.

Lui ha lasciato un’eredità davvero grande e vitale, ma non si può negare che un personaggio su tutti gli altri sia quello che lo ha consegnato all’Olimpo dei disegnatori: il marinaio Corto Maltese. Corto è l’alter ego di Pratt? Probabilmente dire questo è un po’ semplicistico, ma è innegabile che un autore metta sempre un po’ di sé nelle sue creature. Magari ci mette anche un po’ di quello che vorrebbe essere.

La Linea del Destino

Corto Maltese viene partorito dalla fantasia del suo creatore, per poi passeggiare per il mondo sulle sue lunghe gambe, nel 1967. Il primo fumetto di cui è protagonista è “La ballata del mare salato” dove compare legato come un salame! Non certo una bella presentazione per un eroe. Fatto sta che Corto (che in spagnolo vuol dire “svelto”) tutto è meno che un eroe.



Racconta che da piccolo un’indovina aveva notato che sulla sua mano mancava la linea della fortuna. Senza indugio aveva afferrato un rasoio e se l’era disegnata da solo. Il suo gesto è la più bella e originale affermazione del motto latino “homo faber fortunae suae” (l’uomo è artefice del suo destino). E da quel momento il marinaio dimostra che nessuno ha il potere di influire sul suo cammino.

Corto viaggia molto, dall’Africa alle coste inglesi, da Venezia fino alla mitica Atlantide, accompagnato solo dalla sua ben definita filosofia di vita. Corto non interviene, osserva. Corto non agisce ma fa accadere le cose. Da vero Uomo del Destino, il suo arrivo crea situazioni che evolvono fino alla loro naturale ed inevitabile conclusione.

Il Re degli Imbecilli

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Fonte: http://shop.mycromart.it

La qualità più evidente di Corto Maltese è l’ironia. Si definisce il re degli imbecilli, “l’ultimo rappresentante di una dinastia completamente estinta che credeva nella generosità. Nell’eroismo”. Un po’ sarcastico, un po’ amaro, come lo era il suo creatore che disse “Corto Maltese non morirà, Corto Maltese se ne andrà perché in un mondo dove tutto è elettronica, è calcolato, tutto è industrializzato, è consumo, non c’è posto per un tipo come Corto Maltese”.

Pratt era di certo un autore geniale, ma fortunatamente posso dire che si è sbagliato. Sapeva che Corto gli sarebbe sopravvissuto: non sapeva che soprattutto nel nostro mondo il bisogno che c’è di gente come lui lo avrebbe spinto a restare. Con quella faccia beffarda da Burt Lancaster, con quel passo dinoccolato e la mezza sigaretta in bocca, Corto Maltese non ci abbandona.



Nel fumetto “Sogno di un mattino di mezzo inverno” le creature fatate del folklore celtico, Puck, Oberon, Morgana e Merlino, si rivolgono proprio al disincantato marinaio per rivendicare la loro esistenza. Investito di un siffatto compito, Corto non si tira indietro neppure ora, e non perché sia obbligato, ma perché “è suo piacere farlo”, per usare un’altra delle sua tipiche espressioni.

Il Viaggio dell’Esistenza

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Fonte: http://tvzap.kataweb.it

Se ancora oggi possiamo leggere con immutato piacere le avventure di Corto Maltese è perchè Pratt, da vero artista qual era, ha saputo infondere in esse una scintilla di eternità. La ricerca di Corto è la ricerca che compie l’anima umana, dove non è la meta il vero obiettivo ma il viaggio e il godimento di esso.

Corto è uomo d’azione, ma spesso nei suoi fumetti lo vediamo disteso, con le lunghe gambe davanti a sè, a riposare. Il marinaio ci insegna infatti che è nell’equilibrio delle cose che si trova la perfezione, perfezione che sfugge all’uomo imperfetto ma a cui si deve pur sempre tendere. Non è affrettandoci che arriveremo dove il nostro cuore anela, ma solo amando ogni passo che facciamo.

Impara anche tu da Corto Maltese, che aiuta il prossimo non perché qualche religione o filosofia gli ingiunge di farlo, ma solo perché sente che è giusto farlo. Corto possiede il bene più alto, la libertà: e libertà vuol dire non avere catene e non essere schiavo di niente e di nessuno. Noi spesso ci illudiamo di essere liberi, ma non lo saremo mai davvero se non saremo in grado di riprenderci il nostro tempo. Anche solo per sedere sulla battigia, ad osservare la distesa del mare salato.

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