L’Antica Saggezza dei Celti, un nuovo modo di Prevedere il Futuro

La popolazione celtica viene molto spesso da noi considerata poco più che una civiltà “barbara” che amava solo fare la guerra e che non conosceva arte o bellezza. Le cose, in realtà, stanno ben diversamente e oggi abbiamo parecchi strumenti per dimostrarlo.



Abbiamo scoperto, ad esempio, che i Druidi, i quali erano una casta sociale molto complessa e variegata ritenuta detentrice della saggezza del popolo celtico, usavano un alfabeto composto da lettere dette Ogham. La lingua usata da un popolo dice molto della sua concezione del mondo, come ben sappiamo. In realtà, ne dice più di qualunque altra cosa.

A Cosa servivano davvero gli Ogham

Ogham_dice

Però gli Ogham erano qualcosa di molto più complesso di un semplice sistema di scrittura, tanto più che i Druidi quasi fino al declino della loro civiltà si tramandarono le conoscenze solo oralmente. In base a quanto ricostruito dagli studiosi gli Ogham erano più che altro una sorta di sistema mnemonico che veniva usato per ricordare la gran mole di informazioni che costituiva la cultura celtica.



I bardi li usavano per ricordare le storie, i miti e le leggende; gli adepti dei Druidi li usavano per memorizzare gli dei e le forze della natura. Gli Ogham erano più simboli mistici, chiavi di lettura per interpretare e codificare il Mondo Visibile e Invisibile. Venivano scritti su legno, in epoca tarda su pietra, ma i Druidi li utilizzavano per comunicare segretamente tra di loro, anche “pronunciandoli” con le dita.

Alberi e Ogham

alberi_oghamAd ogni Ogham corrisponde un albero. Ad ogni albero corrisponde un complesso mondo simbolico che permetteva ai Druidi di dare una lettura degli eventi, delle persone e delle cose. Ecco che in questo senso gli Ogham erano anche strumenti di divinazione. Estrarli e interpretarli permetteva non tanto di “prevedere il futuro”, quanto più di indovinare, per dirla così, da che parte andava il vento.

Come il marinaio decide la sua rotta osservando i segni del cielo, del mare, le correnti e i venti, così i Druidi decidevano i comportamenti da tenere ascoltando gli Ogham. Questi segni infatti erano espressione del mondo naturale.

Tutto questo può apparire sciocco o ridicolo a noi: nemmeno per navigare ci affidiamo più al nostro intelletto, ma usiamo strumenti elettronici. Ma se un apparecchio elettronico si può rompere, ciò che il tuo intuito e la tua umanità ti suggeriscono difficilmente è sbagliato.



Purtroppo abbiamo perduto la capacità di leggere i segni: crediamo che ciò che non può essere provato semplicemente non esiste. Invece i Celti credevano che ciò che non può essere provato continua a sussistere nel Regno delle Possibilità.

Diamoci una Possibilità

Ogham_Sibilla

Chissà se, con un po’ di allenamento, potremmo tornare ad attivare quelle capacità di preveggenza che i Druidi possedevano. Io credo di si, e per questo da domani su questo sito aprirà una nuova rubrica che si chiama “Ogham Dice“. In base al tuo segno arboreo, settimana dopo settimana saggia Sibilla estrarrà gli Ogham per te.

Seguiremo il calendario lunare, cominceremo così con la Luna Nuova di sabato, seguendone il ciclo. Sibilla non vuole prevedere il tuo futuro, conosci la sua filosofia ormai: vuole solo darti indicazioni e moniti per la tua vita, un lume nelle ore più buie, un faro da seguire nei momenti di smarrimento.

Se possiamo trovare segni nel Cielo, ne troviamo anche sulla Terra, magari in quegli alberi che da secoli tengono insieme il Pianeta con le loro radici profonde. Tu puoi decidere di seguire Sibilla in questa nuova avventura. Puoi decidere di provare a guardare di nuovo il Mondo con gli occhi del bambino per il quale tutto è un miracolo.

Puoi toglierti gli orpelli dell’Uomo moderno e fissare l’Universo negli occhi, per scoprire i segni che rivelano, sotto forma di indizi, il Grande Mistero che un giorno ci sarà rivelato e che per ora possiamo solo provare ad intuire.

Ti andrebbe di provare? “Ogham Dice” da domani aspetta anche te.

Cosa ne pensi?