Lo Zodiaco di Glastonbury e la Perduta Avalon

La mitologia celtica, così come quella sibillina, ha dato origine a tante storie che si intrecciano profondamente con quello che viene definito “genius loci“. Potremmo definire il genius loci, semplificando, l’Anima di un Luogo, ciò che caratterizza un sito fisico in modo spirituale e unico. Tanto Sibilla non potrebbe esistere senza la sua Montagna Cosmica, tanto alcuni miti celti non avrebbero senso se disgiunti dalle località in cui si svolgono.



Mito e Storia: Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda

Tavola_rotonda_Re Artù_Avalon

Di certo conoscerai le vicende del valoroso Re Artù e dei suoi Cavalieri della Tavola Rotonda, quanto meno per aver visto in film che le narrava. Parleremo spesso di tali avventure poichè nascono dallo spirito celtico che permeava l’Inghilterra ancora negli oscuri secoli medievali, epoca in cui sono ambientate le gesta dei nobili Cavalieri del Re. Oggi approcceremo questa complessa mitologia da un punto di vista un po’ particolare: quella del genius loci.

A lungo archeologi, studiosi e semplici appassionati hanno cercato di individuare i luoghi fisici dove si sono svolti i fatti diventati leggenda: è infatti convinzione comune che non si tratti di storie di pura invenzione ma che affondino le loro radici nella Storia. Così si è cercata la favolosa Camelot, sede della corte di Re Artù e della Regina Ginevra, e si è cercata la fatata isola di Avalon.

L’Isola dove la Neve non cade Mai

Avalon è il Sìdh celtico: un Oltremondo che ha ben poco a che vedere con la figurazione cristiana dell’aldilà. Avalon è un’isola avvolta dalle nebbie su cui vivono nove donne dotate di poteri magici. Qui si narra che fu condotto Artù in punto di morte, con la promessa che sarebbe stato guarito. Sull’isola non cadono pioggia, né neve, né grandine ed esiste ancora la magia e sono vivi i vecchi dei, quelli che la religione cristiana ha bandito.

Glastonbury_Tor_AvalonDa molti anni ormai la teoria ufficiale vuole che Avalon avesse sede in Glastonbury, una cittadina in una zona del sud dell’Inghilterra chiamata Somerset. Il Somerset in passato doveva essere un’immensa palude, e ancora oggi è costellata di collinette spesso e volentieri avvolte dalle nebbie. Qui sorgeva un monastero in cui venne ritrovata una sepoltura che, a detta dei monaci, era quella di Artù.

Glastonbury Tor, la collina su cui sorge il monastero, ha ai suoi piedi un pozzo le cui acque sono rosse. Secondo la tradizione qui venne celato il Sacro Graal, tanto che è noto come Chalice Weel. Scetticismo o non scetticismo, a Glastonbury risiede un genius loci di indicibile potere. Le nebbie che avvolgono sovente il Somerset sembrano davvero potersi aprire da un momento all’altro e mostrare un’imbarcazione su cui navigano silenziosi e immortali Merlino, Morgana e Re Artù.



Il Tempio delle Stelle di Glastonbury

Negli anni Venti Katherine Maltwood, scrittrice inglese appassionata di esoterismo e arti occulte, osservando una mappa aerea dell’area di Glastonbury fece una curiosa scoperta. Fu per un caso che cominciarono a saltare ai suoi occhi delle forme che le parevano familiari, disegnate dalle geometrie del terreno, dai fiumi e dai confini naturali di boschi e radure. Ci studiò sopra a lungo e infine scrisse un libro dal titolo “A Guide to Glastonbury’s Temple of the Stars” (Guida al Tempio delle Stelle di Glastonbury).

La scrittrice identificò infatti sul terreno dodici segni zodiacali, per quanto alcuni venissero raffigurati in modi un po’ diversi da quelli tradizionali. Però c’erano tutti, dall’Ariete ai Pesci, disposti secondo un ordine ben preciso a ricostruire le costellazioni del Cielo. Insomma, qualcuno aveva dipinto il Cielo in Terra usando la terra stessa per farlo.

Il Cielo in Terra

Glastonbury_Temple_of_Stars_Avalon

Negli anni successivi le tesi della Maltwood sono state aspramente criticate, ma ancora oggi c’è chi si reca in pellegrinaggio all’imponente Tempio delle Stelle dietro al quale si cela la misteriosa Avalon. Difatti l’ipotesi non è del tutto strampalata, poiché abbiamo altre testimonianze di antiche civiltà che erano capaci di disegnare in terra immagini immense, che potevano essere percepite solo da grandi altezze. Basti citare le Linee di Nazca in Perù, o il Great Serpent Mound, un enorme tumulo di oltre 400 metri di lunghezza che visto dall’alto è un unico, lungo serpente che ingoia un uovo (il mondo).

Certo è che esistono luoghi su questo Pianeta che conservano una magia tutta speciale: questo era quello in cui credevano i Druidi. Ci sono Porte che possono essere attraversate avanti e indietro tra il Mondo Visibile e quello Invisibile, ma queste porte non sono dappertutto. Il requisito essenziale per poterle varcare è però avere il dono di scorgerle.

Il Genius Loci del Mondo

Avalon non smette di esistere solo perché noi non ci crediamo più. L’Isola delle Mele, così chiamata perché qui c’era frutta da mangiare per tutto l’anno (e la mela ha un profondo e vasto significato simbolico), attende che l’Uomo torni a credere nel suo potere di cambiare le cose con la Forza della Volontà. La sua magia è latente, né indebolita né perduta, e continua ad abitare tra le nebbie del Somerset.



Non ci fossero altri motivi, basterebbe questo per avere un rispetto più profondo e istintuale dei luoghi della Terra in cui abitiamo. In ognuno di essi risiede un genius loci pronto a supportarci e difenderci se lo rispettiamo, ma che è pronto ad abbandonarci se noi per primi gli voltiamo le spalle.

Come Sibilla abiterà sempre sotto la Montagna, e la Montagna riecheggerà sempre la sua voce, così in ogni altra parte del Mondo ci sono storie da raccontare, divinità da venerare, spiriti da evocare, radici profonde da riscoprire. Al di là di quanto possa o non possa essere provato dalle scienze ufficiali, il legame con lo spirito dei luoghi esiste, è forte, e se lo rinnoviamo esso ci consentirà di ritrovare nelle nostre vite la perduta Armonia del Tutto.

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