Di Sibille e di Divinazione: come i Druidi leggevano il Futuro

Quando sentiamo la parola “Druido” l’immagine che si forma nella nostra mente è quella di un uomo barbuto e canuto vestito di bianco. Questa è l’iconografia comunemente condivisa degli antichi sacerdoti celtici, tenutari di grandi conoscenze e saggezza e perciò, necessariamente, vecchi. Ma è proprio così che dobbiamo considerare i druidi?

La prima cosa che dovresti sapere è che i druidi erano sia maschi che femmine: quindi possiamo anche dire con certezza che non tutti avevano la barba! Precisiamo anche che dire che i druidi erano “sacerdoti” è quantomeno inesatto. Lo stesso Giulio Cesare, che è uno dei primi che ci parla dei Celti nel suo “De bello Gallico“, non li definisce con il termine latino sacerdos, ma li chiama semplicemente con il loro nome, druides.



Consiglieri, filosofi, detentori della conoscenza

druidi_vaticiniQuesto perché in effetti i Druidi non erano sacerdoti in quanto non si occupavano del culto in senso stretto, anche perché la religione celtica era ben diversa dalla religione come la intendiamo noi. Capire la cultura celtica è davvero difficile per chi è cresciuto studiando la storia romana. Tanto il popolo romano era pragmatico, materialista, al punto che i suoi dei erano poco più che mere figure ornamentali da usare a scopi politici, tanto quello celtico invece viveva in un mondo dove visibile e invisibile si fondevano.

Coloro che più di ogni altro erano in grado di “leggere” il mondo reale erano i Druidi, uomini che dovevano studiare per molti anni tramandandosi le conoscenze degli avi. La scrittura era usata molto poco, perché si pensava che certi “misteri” non dovessero lasciare traccia. Questi è uno dei motivi per cui purtroppo in realtà sappiamo assai poco dei Druidi.

Un Druido si occupava di molte cose, consigliava i re e amministrava la legge. Pare che fossero le donne quelle che avevano maggiormente il compito di fare vaticini e di leggere il futuro. Diciamo che tra loro e le Sibille non esiste poi tanta differenza. Difatti i Celti credevano nel fatto che tutto ciò che vive fa parte di un Unico Tutto e sperimentavano una profonda simbiosi con la Madre Terra. Chi più di una donna sente in se le fasi lunari, il cambiamento delle stagioni, l’avvicendarsi dei cicli della terra? Ecco dunque che sono le donne il canale privilegiato per parlare con gli “dei naturali”.

Come leggevano il futuro i Druidi

ogham_druidi_divinazioneNon sappiamo con esattezza il modo in cui i Druidi traevano i loro vaticini. Di certo avevano approfondite conoscenze astronomiche e astrologiche. Si pensa che facessero sacrifici animali, e anche umani, e che osservassero il movimento degli arti e il fluire del sangue. Sicuramente leggevano il futuro nelle spirali del fumo dei fuochi sacri che venivano accesi durante le festività principali, e osservavano il modo in cui si muovevano gli animali, se lasciati liberi.

I Druidi avevano il potere di analizzare i sogni e di scoprire il loro significato nascosto; il metodo più comune però era quello di usare una bacchetta di bosso per estrarre da un contenitore una listarella su cui era incisa un’iscrizione ogamica, ovvero vergata nel linguaggio che essi usavano per comunicare tra di loro.

La lettura del futuro druidica non è esattamente l’equivalente del nostro oroscopo ma ci assomiglia molto: noi pensiamo che le stelle influiscano sul nostro carattere e gli avvenimenti che ci accadono in un rapporto di causa ed effetto. Allo stesso modo anche i Druidi vedevano in alcuni segni naturali delle cause che potevano avere ripercussioni sulla vita degli uomini. Non possiamo quindi dire che i Druidi elaborassero un “oroscopo” vero e proprio come noi lo intendiamo; non possiamo però neppure escludere che anche nelle decisioni quotidiane facessero riferimento ai loro vaticini.



Dal passato al presente, scopriamo quindi che l’essere umano ha sempre avuto bisogno di cercare di lacerare i veli del Fato per dare un’occhiata a ciò che, di fatto, gli sarebbe negato. Per i Druidi prevedere il futuro non doveva servire a modificarlo, ma solo a capire meglio in che modo il Singolo si poteva muovere nel Grande Mare del Tutto. Sapevano infatti che ogni cosa accade per una ragione, e che a volte opporsi può avere conseguenze inattese, e pericolose.

Questa consapevolezza è qualcosa che noi uomini moderni abbiamo perduto: crediamo di dover sempre controllare tutto e di poter piegare anche le Forze della Natura al nostro volere. Se riscoprissimo la fede profonda dei Druidi nella necessità di muoversi in armonia con il Tutto forse le nostre vite sarebbero meno caotiche, meno confuse, e sorprendentemente più luminose.

Le voci del passato sono sempre ricche di insegnamenti utili per il presente: ecco perché porgo sempre orecchio agli echi che vengono da lontano, e ti invito a fare altrettanto. Magari insieme scopriremo un nuovo modo per attraversare le strade dell’esistenza, che sono sempre le stesse dall’Inizio dei Tempi.

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